Categoria: Con rispetto parlando

Recensione di Con rispetto parlando di Ana Nobre de Gusmão

Laurinda è una domestica ad ore. E’ una donna curiosa e superstiziosa e il suo pettegolare qualche volta è persino volgare, ma nonostante ciò, i suoi “padroni”, come lei definisce, pendono dalle sue labbra senza neppure capirne il motivo. I padroni di Laurinda sono quattro, tre donne (Celeste, Vanda e Ursula) e un uomo (Emmanuel), tutti più o meno della stessa età, intorno ai quarant’anni e tutti a combattere, seppur per motivazioni diverse, con le loro miserie, frustrazioni e ossessioni. Celeste è una donna separata con la paura di invecchiare che cambia tanti amanti e inizia una storia con un ragazzo molto più giovane di lei. Vanda invece, è una casalinga frustrata, con tre figli ed un marito che le vieta di lavorare. Ursula è una signora Svizzera che si è trasferita in Portogallo seguendo l’uomo che ha tanto amata e nonostante la storia d’amore sia finita non ritorna in Svizzera per orgoglio. Infine, Emauel, il preferito di Laurinda, un uomo colto ed omosessuale alla ricerca del grande amore.

In alcuni casi ai “padroni” sembra che davvero Laurinda abbia il potere della chiaroveggenza e si chiedono come faccia a sapere alcune cose senza che nessuno gliele abbia dette e soprattutto restano increduli e infastiditi dal fatto che senza accorgersene si trovino a raccontarle le loro vicissitudini, pur consapevoli della sua irrefrenabile propensione a spettegolare.

Inconsciamente, i quattro padroni diventano “chiacchiericco dipendenti” e adepti di Laurinda. Cercano la sua approvazione e i suoi consigli. Laurinda è una donna saggia e molto religiosa, ma una religione tutta sua, fatta di spiriti e fantasmi, suggestioni e tradizioni, di medium e contatti con l’altro mondo. Con rispetto parlando è fluido e il linguaggio utilizzato è molto garbato, nonostante il tema utilizzato. A dire il vero avrei preferito un linguaggio più forte che si sarebbe meglio sposato sia con la trama che con il personaggio principale del romanzo (Laurinda).

Il tratto saliente di Con rispetto parlando è “il pettegolezzo”. Dunque, un romanzo che parla del nulla fondamentalmente. Forse abbiamo trovato finalmente un autore che è riuscito a parlarci del nulla. Flaubert ha finalmente trovato qualcuno che è riuscito a  realizzare il suo sogno. “Con rispetto parlando”, vorrebbe porsi come una commedia ironica e irriverente. Mentre con rispetto parlando, per utilizzare lo stesso titolo del romanzo, trattasi di una commedia piatta ed adatta a lettori che abbiano tanta pazienza e buona volontà. Aspetti per diverse pagine che il romanzo entri nel vivo, ma di entrare nel vivo non ne vuole proprio sapere. Ho fatto tanta fatica ad arrivare all’ultima pagina del romanzo. Ad un certo punto, ho finto di essere scaramantico. Mi sono auto convinto che se non lo avessi letto fino all’ultima pagina, Con rispetto parlando mi avrebbe portato male. Ecco forse solo così potrei indurvi a leggere il romanzo. Se avete letto questa recensione, comprate il romanzo altrimenti la sfortuna si accanirà su di voi. Perché come affermò il grande De Filippo, uno che di commedie ironiche e irriverenti ne ha scritte tante: Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.

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