Categoria: conti

Chi mi ha…

Chi mi ha visto seduto sul cestello della bicicletta di mia madre e mi ha scambiato per una bambola, chi mi ha dato quel giocattolo che ho portato sotto il letto, chi mi ha raccolto la palla dall’altra parte della strada, chi mi ha visto diventare da biondo a castano, chi mi ha preso in giro per quel ciuffo grigio spuntato in una notte, chi mi ha visto ribelle, chi mi ha visto lottare contro la malattia, chi mi ha trascinato, chi mi ha raccontato le storie, chi mi ha messo contro la mia storia, chi mi ha visto bagnare i fogli di lacrime grandi come pioggia, chi mi ha sempre lasciato compiti.

Chi non mi ha mai detto ti voglio bene perché ci vuole forza per farlo, chi mi ha tenuto forte le spalle al muro, chi mi ha raccolto perché non c’era altro da fare, chi mi ha preso per diverso e oggi mi stima, chi mi ha portato dentro il suo cuore e non mi toglierà mai perché l’amore è uno, chi mi ha letto e poi ha pianto e mi ha dato la sua parte, chi mi ha dimenticato, chi mi ha scambiato per un peso, chi si è girato anche solo una volta ed è bastato, chi mi ha visto scappare, chi mi ha scritto tanto e troppo e niente, chi in un suo sorriso mi ha contenuto molte volte, chi ha cantato con me in quell’auto che portava al mare, chi mi ha battuto a carte sotto le stelle, chi ricorda chi sono io.

Chi uno schiaffo me l’ha dato con il suo esempio, chi mi ha visto tentare di morire in tutte le maniere, chi mi ha sopportato in quelle lunghe giornate insoddisfatte, chi mi ha portato sotto i riflettori, chi mi ha messo nei suoi album, chi mi ha visto contare e sbagliare i conti, preparare le valigie, chi mi ha visto prendere quella nave una volta per tutte con la macchina carica, chi mi ha ricordato che c’è sempre un basta, chi mi ha chiesto una firma sulla copertina di un libro, chi mi ha detto non sentirti mai solo ci sono sempre io, chi mi ha urlato contro per difendersi, chi ha pensato che fossi suo, chi mi ha cambiato quel poco, chi mi ha baciato fino a farmi male, chi mi ha chiuso qualsiasi cosa potesse.

Chi si è ubriacato con me, chi mi ha portato lontano senza farmi pagare il biglietto, chi mi ha visto mettere su la barba, chi ha lasciato la sua vita sulla mia, chi mi ha imbrogliato ed ha qualcosa di mio, chi mi ha dato la spinta per prendere velocità, chi mi ha dato la cosa più preziosa che ha cioè il suo tempo, chi mi ha fatto fare le pazzie in anticipo, chi mi ha aspettato, chi si è distratto e non ha ritrovato la strada a me, chi ha voluto una foto insieme. Chi è rimasto al telefono anche se non mi sentiva parlare, chi ha tremato su un divano insieme al mio brivido, chi mi ha ricordato i ricordi, chi mi ha invitato a caso, chi ha strappato una foto insieme, chi mi ha stretto così forte da farmi sentire il cuore, chi ha capito le parole che non gli ho detto, chi ha le mie lettere ancora nel cassetto insieme al resto.

Tutti quei chi della mia vita, sembra strano, li ricordo come fossero qui. Dio quanti sono quei chi…sono centinaia di chi..fiumi di chi che ora..non posso dire…

Ma ci sono.

abc

Metri su metri

Una notte che sa di termosifone, di luce che passa dagli spifferi, e di porte semi aperte. Per pensare. Uguale e diversa a centomila altre notti. Come ci spendiamo, come ci affanniamo, come ci consumiamo, come ci buttiamo su questa vita…e poi quello che riceviamo è il risultato di questo..correre..ricercare…senza aver fatto prima il punto della situazione. Punti, li puoi unire sul bianco, e farti la figura di come la vedi, questa vita. Prendi lo spettacolo. Hai presente quell’agglomerato di cose che ti propongono come divertenti, utili, necessarie, da diventare, da comprare? A tutti i costi. Ti farai un mazzo per avere un sedicesimo di quelle cose, e non avrai ancora niente, e non sarai contento perché mentre le avrai saranno già vecchie. Prendi la religione. Hai preso la cosa più sporca di sangue del mondo. Che toglie più libertà di qualsiasi altra cosa. La casa di chi nasconde cose indicibili. Che non si sarebbero mai dovuto permettere.

Prendi la politica. La vedi la colla sottile che tiene attaccata la gente ad altra gente, colla sottile di accordi, per soldi, favori, potere prestato, reso, dovuto? L’uomo che vuole dire ad un altro uomo cosa deve fare senza sapere cosa sia perfino migliore per lui. Catastrofico. Disarmante. E  c’è chi davvero crede..davvero spera…come se i secoli non siano serviti. Come se il tempo non conti. Prendi il commercio. Conta quanto cibo viene smaltito piuttosto che smistato agli indigenti per puri meccanismi economici. Le strette di mani bugiarde. Ci hanno insegnato a fare le cose solo quando ci convengono. Prendi l’amore. Non si capisce più come deve essere vissuto. Il sano rispetto per l’amore, esiste? Poi arrivo alla lontananza. I metri su metri che separano vite da altre. E non vogliamo. E resistiamo. Fra lo stupore di ritrovarci insieme una volta di più, a braccetto, a camminare per delle città indiavolate.

Eppure non tutte le distanze sono di metri. C’è chi senti vicino, dietro l’angolo del cuore. Quello che immagini ridere coi colleghi. Quando senti ancora il suo profumo sulla giacca nelle giornate di primavera fatte di sole. Quello che immagini mentre si lascia andare sul divano dopo una giornata stanca. Un cappotto rosso e un cappello perso a Bologna in un treno, rosso che dava vita alle foto. C’è che ogni giorno dobbiamo andare e rendere conto a qualcuno e a volte a noi stessi. Ma non sempre lo facciamo. E ci separano millimetri dalle persone più belle e non le vediamo, dobbiamo andare a cercarci i chilometri, per dare un senso ai rapporti. Per sentirci bene le poche volte che riusciamo a vedere le persone care. Siamo su uno spettacolo. E facciamo tutti alla stessa maniera, perché così abbiam visto fare. Nel bene e nel male. A cercare “la dolcezza che alla fine ti salva” da tenere un po' più vicina del resto. Allora dalle porte scorrevoli del cuore facciamo passare un po' di persone, tutte sperando siano quelle giuste. Quelle che ci salvino. E puntualmente non ci salviamo. Condividiamo gli stessi dolori e le stesse gioie per un po’.

Poi sentiamo l’apatia degli altri, sentiamo che quel che c’era non c’è più, e forse non era così importante come si era detto. Una frenata. Una sbandata. La notte. Forse non ci parliamo più. O ci parliamo con cattiveria. Ci evitiamo. Siamo soli, di nuovo, per quanto? Non è così importante conoscere la risposta forse. Se ci si sta ancora chiedendo cosa sia davvero l’amore. Metri su metri. E manca un sorriso, un cuore appeso al collo, una copertina nel bel mezzo di una grande città. Quella fiducia di sapere che ovunque sarai, sarai pensato. Sarai preso per ciò che sei. Sarai voluto bene nelle piccole cose. Quei grandi interrogativi su che faccia farei, cosa direi, su che scarpe metterei. Per lui, per lei. Mentre siamo qui. A viverci. Prendi lo spettacolo, la nostra vita è una tragicommedia. Prendi la religione la politica e il commercio, è felice di prenderli in mano solo chi ci guadagna e ha già le mani sporche. Prendi l’amore. O quel che resta. Forse è a metri su metri. E forse per un po’ sogni.

abc

People gonna tell you lies, don’t let it come as a surprise (-320)

"Cunce', che brutto suonno che mi so' fatto stanotte. Mi sono sognato che lavoravo!"

Natale in casa Cupiello - Eduardo de Filippo

Io la mattina mi sveglio con l'ansia che non ho sentito la sveglia. Mi ricordo che sono disoccupata e mi sento subito meglio...

La disoccupata che è in me ringrazia ogni giorno il cielo di avere comunque un tetto sopra la testa, un pasto caldo, i conti della carta di credito coperti, l'abbonamento in palestra, qualche aperitivo la settimana. Un cinema, una pizza...una collezione di scarpe e borse che potrebbe mantenere un piccolo stato dell'Africa..ma come ama sottolineare la mia dolce mamma: mi sono già venduta tutto quello che potevo vendermi..aka i regali del battesimo che se non mi ricordo chi me li ha fatti che me li devo tenere a fare???

A Napoli si usa regalare ai nuovi nati monili di allucinante bruttezza, io ho conservato per cinque lustri una collezione di enormi orecchini a cerchio con l'ancora; crocette di qualsiasi specie; due anellini per dito, minuscoli, naturalmente, a forma di serpente con lo smeraldino; collier con pietre di una pesantezza tale che le tribù delle donne giraffa mi avrebbero fatto un baffo; bracciali a schiava che non se ne erano visti tanti neanche durante l'impero romano...ora dico io...

Un neonato..

È un battesimo!!

Ma ringrazio comunque..ne ho potuto fare un uso intelligente...

La sfortuna purtroppo mi ha colpito alla maggiore età...mio fratello, maschio, ha avuto appezzamenti di terra, Bot, cct e bpt e chi più ne ha più ne metta. Io, FEMMINA, il corredo..consistente in lenzuola, copri letti, asciugami e chi più ne ha più ne metta.. sono in vendita, e vengono rimessi periodicamente in vendita, su ebay.. semmai qualcuno fosse interessato..

Ma quest'anno torno a casa a Natale..e prevedo di rifarmi..mi metterò in fila insieme a tutti gli altri bambini e leggerò la poesia... disoccupazione fa rima spesso con atroce umiliazione... salirò sulla sedia e leggerò la poesia, sperando nella Mazzetta..unica via di scampo ai conti del 12 gennaio..

Mi sto preparando psicologicamente anche per quello..tanto in qualche maniera la famiglia durante le feste un po’ ti uccide, specialmente se hai non 21anni, non un lavoro, non un fidanzato e nessun figlio da immolare sull'altare dello scuorno*..io ho solo deciso di partire preparata..la missione prima di partire sarà rubare la poesia di Natale ai miei nipotini..

"Adda passa 'a nuttata".

Napoli Milionaria - Eduardo de filippo

- 21 giorni missione furto poesia

*scuorno= vergogna, imbarazzo, stato psicologico frequentemente avvertito in special modo se sei un quasi            qualcosa..ma non sai bene cosa.

Grazie Gianma

Rosalba D.M

abc
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