Categoria: Contratto indecente

Recensione di Contratto indecente di Jennifer Probst

Leggere un romanzo rosa con l’aggiunta dell’epiteto sexy & erotic: che c’è di male? Niente, oserei dire, ma signori e soprattutto madame, mi sento di dissentire, per cui la butto là, proponendo un bulletin board o forum, se vogliamo restare sul web, o semplicemente per dirlo alla carlona, suggerisco una riflessione in solitaria che sa più di intellettualmente filosofico: che c’è di buono? Ossia tutto questo proliferare di novelles o per meglio dire chick-lit, genere letterario che narra vicende amorose e passionali, a lieto fine, venate di romanticismo, destinato soprattutto ad un pubblico femminile. Che spopolano in tutte queste case editrici, facendo vendere in brevissimo tempo –sembrerebbe 500.000 copie in 5 mesi dall’uscita dell’e-book Contratto Indecente, ca..spita! A che cosa porta?

Concretamente direi all’accumulo di pecunia sul conto corrente di scrittrici newyorkesi che per il resto dei loro giorni potranno scribacchiare ulteriormente nella ridente Hudson Valley che non è proprio simile a dir Scampia e di Simon & Schuster Publishing House che acquisendo i diritti dell’edizione a stampa non ha fatto proprio beneficenza, essendo un tipo di romanzo appartenente alla letteratura di consumo e le desperate housewife fagocitano assai questi book se escono serie complete di Marriage to a Billionaire. Ma non voglio essere sempre la solita cinica. Se c’è un’offerta così vasta di libri permeati di sessualità e sensualità, con tanto di numerosi prequels & sequels vorrei capire la motivazione. Le fruitrici di queste opere che sembrerebbero leggere a ritmi incalzanti tomi di codesti filoni definendoli belle storie non possono essere tutte rimbambite? C’è qualcosa di accattivante, di quasi psichedelico che le tiene incollate fino all’ultima pagina? Sì, a denti stretti non posso che asserire dopo aver letto, quasi sotto minaccia, Contratto indecente.

Trovo simpatico perdere alcune orette all’insegna del keep calm and read, staccando pensieri negativi e sinapsi che ne suscitano, per entrare in un mondo da fiaba di alta borghesia dove non ci sono Nuzio e Di Biase, -loro calcano Zelig altro intrattenimento!-né i nostri mariti un po’ sciatti, stanchi e spalmati sul divano con plasma sintonizzato su Sport TV. A sorseggiare Dom Perignon sulla carta stampata ci sono milionari costretti a nozze, e che principi azzurri!Son dotati di addominali tartaruga e di anch’altro super. Corpi scultorei coperti non da calzamaglie turchesi ma da lingerie di raso nero che non esitano sfilare nel momento più opportuno. Se la lady, poi, è una donna che non sa cosa sia la cellulite né le poppe cascanti, fasciata da un tubino rosso, tacchi dodici, riccioli neri, allora bene. Ma oserei dire meglio se oltre ciò, anche in tuta e ciabatte per intenderci, sia fornita di ricco patrimonio di materia grigia racchiuso in uno scrigno chiamato cervello e che, come ogni donna sa a modo suo, possa farla lavorare per indurre i signori uomini a far ciò che a loro sembra più opportuno, sia per il bene proprio sia per estrapolare quello che di buono e bello c’è nel maschio. Allora ne esce un bel Harmony con tanto di morale, storia mielosa al punto giusto con qualche nota di emozione e commozione che non guasta dal titolo Contratto indecente, una proposta …e sul termine indecente, saremo noi a valutarlo e lasciateci fantasticare, non c’è niente di male, suvvia!

abc
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