Categoria: Crepapelle

Recensione di Crepapelle di Paola Rondini

Pelle: la coperta di cellule che ci portiamo addosso, che cresce, si estende, si secca, che cede, che ci fa frutti lisci e tartarughe, che si allarga per difendere la vita, che si increspa a ogni dolore, che accoglie tutto, che assorbe le lacrime.

Giacomo Selvi ha una vita perfetta: è un chirurgo estetico di successo, ricco e sicuro di sé. Il suo appagamento quotidiano consiste nell’esaudire i desideri di coloro che non accettano l’avanzare del tempo: è il caso di Greta, donna cinquantenne reduce da un divorzio e da una vita priva di soddisfazioni. Finalmente è giunto il suo momento: si sottoporrà a un intervento chirurgico per rimuovere i segni del tempo sul suo viso presso la clinica Casa Monteverde. La mattina dell’intervento però, nel tragitto casa-lavoro, Giacomo fa un incontro destinato a sconvolgergli la vita. Un anziano signore di nome Edo, appostato al semaforo, abbandona sul sedile della sua auto un foglio con frasi incomprensibili firmate “Crepapelle”. Il turbamento interiore che investe Giacomo darà inizio a una serie di eventi che cambieranno per sempre la vita del chirurgo e della sua paziente.

A cinquant’anni non si è vecchi, si è adulti! Che si invecchia a fare se non si impara ad accettarsi?

Crepapelle è un libro che vuole stimolare la riflessione del lettore sull’accettazione di sé. L’attualità del tema risiede anche nella scelta sapiente dei personaggi: Giacomo Selvi è un chirurgo estetico, figura professionale sempre più importante nel mondo di oggi. Greta rappresenta potenzialmente tutte le persone insoddisfatte nella loro interiorità che sentono la necessità di “aggiustarsi” dall’esterno.

Crepapelle, pseudonimo di Edo, simpatico vecchietto della casa di riposo, rappresenta colui che, arrivato ad accettarsi, guarda gli altri dall’alto, quasi fosse una coscienza superiore. Non a caso distribuisce fogli con frasi incomprensibili al semaforo, nella speranza di incontrare la persona pronta a sospendere la frenesia della vita per riflettere.

Crepapelle è quindi di un libro molto attuale, poiché tratta il tema dell’aspetto esteriore e dell’accettazione di se stessi. Attraverso gli occhi del quotidiano, il lettore viene proiettato nella dimensione più delicata e intima dei personaggi, soprattutto in quella del dottor Selvi. Sebbene le storie che si intrecciano siano diverse, Paola Rondini riesce a farle incontrare e condividere un destino comune. Le vicende sono narrate in terza persona, eccetto per il vecchio Edo: sotto forma di pagine di diario racconta la sua infanzia accanto alla cara e amata Giselda. La lettura è spontanea, scorrevole e stimola la curiosità.

Approfondimento

Un motivo che ritorna spesso in Crepapelle è lo specchio, visto come oggetto di giudizio e di dialogo con una parte di sé stessi. La Rondini infatti descrive il rapporto dei personaggi con lo specchio come un vero e proprio confronto con l’altro “io”, quello che non si accetta e che si vuole cambiare, soprattutto nel caso di Greta. Lo specchio è il riflesso della sconfitta di fronte al tempo e al mutevole.

Altro particolare interessante sono le pagine di diario di Edo. Si distinguono dal resto grazie all’impaginazione: sembrano capitoli a parte, scanditi da uno spazio bianco che li isola dalle ultime righe del capitolo di cui fanno parte. La scelta del carattere corsivo inoltre dona un tocco di eleganza, intimità e ricordo.

Cindy Stefani

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Crepapelle di Paola Rondini

In libreria dal 22 giugno

Sta per arrivare in libreria Crepapelle, il nuovo romanzo di Paola Rondini pubblicato da Intrecci Edizioni. Un anno storia in cui si esplora il caos che, ingovernabile, inceppa gli ingranaggi, li devia, e lo fa muovendosi tra solitudini eroiche e smania di perfezione, e suggestive incursioni nel passato dove l'amore (o la follia) ha vinto tutto, anche la morte, forse

Un foglio di carta (carta buona e spessa) pieno di frasi all’apparenza senza senso e firmato Crepapelle è ciò che Edo, anziano dalla pelle ambrata e dalle spalle resistenti, maestro nel fare il nodo alla cravatta, distribuisce una volta al mese agli automobilisti fermi al semaforo, distogliendoli dalla frenesia di un'altra giornata frettolosa. Per Giacomo, chirurgo plastico dal successo programmato con cura maniacale, quel foglio e quella firma diventano un elemento di disturbo che offusca l'occhio millimetrico e rende insicuro il bisturi. La sua routine trionfale salta e, nell'esplosione, si frantuma anche la vita di una sua paziente, già sedata e pronta a ricevere la sua dose di futuro. Lei è Greta, una ragazza di cinquant'anni, fresca di divorzio e in corsa per la sua seconda chance. Da quel momento, per i due protagonisti niente sarà più come prima e niente tornerà al suo posto.

Una nota particolare va dedicata alla copertina, omaggio dell’artista americano Zio Ziegler al romanzo, all’autrice e all’editore, e che riassume alla perfezione Edo, il suo sguardo sul mondo e le imperscrutabili intersezioni che legano i vari protagonisti e, di riflesso, i lettori.

Paola Rondini nasce a Città di Castello. Nel 2003, il suo primo racconto breve dal titolo “Stop-Play” viene inserito in un’antologia della casa editrice Liberodiscrivere. Nel 2007, esce per Fanucci il suo primo romanzo “Miniature”, tradotto anche in Germania e Spagna. In Germania esce poi la versione in e-book di “Letal”, nella selezione del Club degli Editori tedesco. Ma la scrittura per la Rondini è soprattutto ricerca, nella libertà di confini mentali e territoriali, e così nel 2010, e sempre per Fanucci, pubblica il secondo romanzo “I fiori di Hong Kong”. Nel frattempo l’autrice continua a coltivare la sua passione per i racconti brevi e uno di questi “Double-Face” esce nella rivista Flair e un secondo, “Per Elisa”, viene pubblicato nell’antologia UmbriaNoir ( Giulio Perrone Editore) . Dopo queste prime esperienze di pubblicazione, Paola Rondini inizia una nuova fase della sua scrittura che la distanzia dal genere thriller e l’avvicina al romanzo di più ampio respiro nella totale libertà espressiva e di sperimentazione e nel 2014 pubblica con Fernandel “Il salto della rana”. Dal 2016 collabora con la rivista Wall Street International Magazine, dove ogni mese pubblica racconti. Sempre nel 2016 scrive la prefazione del libro fotografico "Going Slowly" del pluripremiato fotografo Stefano Giogli presentato al Maxxi di Roma. Quando non viaggia, vive in Umbria, dove spesso collabora con eventi culturali d’importanza internazionale. Da segnalare che Paola Rondini è stata inserita in Mondi&Esperienze, l’antologia italiana per la scuola secondaria superiore della casa editrice G.B. Palumbo: nel capitolo dedicato a ‘Le diverse vie del romanzo contemporaneo’, insieme a brani di Roberto Saviano, Paolo Giordano e Alessandro D’Avenia, è presente il suo I Fiori di Hong Kong (Fanucci 2010). Il testo antologico è curato dalla professoressa Marisa Carlà, un’autrice sempre attenta a rinnovare il canone scolastico delle letture da proporre agli studenti. La scelta della studiosa è ricaduta su di lei perché considerata una delle voci più interessanti, vive, vivaci e originali del panorama letterario contemporaneo per l’abilità di intersecare vicende private con vicende sociali fortemente calate nella contemporaneità.

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