Categoria: crisi economica mondiale

Recensione di Il grande declino di Niall Ferguson

L’occidente è stato nell’ultimo secolo la potenza incontrastata sul pianeta Terra, ma come ogni impero, anche quello capitalistico della nostra epoca deve giungere al termine. Non è un caso se ho scelto questo titolo assieme a La Tomba Degli Imperi. Mi piace unire le letture che si completano a vicenda. Così, se prima ho scritto della guerra afgano-americana, dove si spendono decine di milioni di dollari l’anno, spese che vanno a intaccare pesantemente la situazione economica mondiale, adesso vi propongo di scandagliare più a fondo gli errori che hanno aggravato e continuano ad aggravare la grande depressione della nostra era.

Il grande declino di Niall Ferguson si sofferma su aspetti “disfunzionali” riscontrabili un po’ in tutto l’occidente. E se noi siamo messi male, non è che i paesi arabi siano così agiati, aggiungo io, lasciando da parte Dubai & Co che comunque si basano su un modello prevalentemente occidentale. Nello specifico parliamo di cattiva gestione politica, spreco di risorse economiche, eccesso di tasse sui cittadini, sistema burocratico inadeguato, giustizia inefficiente e corrotta, ordinamento scolastico carente. Cose che sappiamo bene, basta aprire un giornale per trovarle sbattute in prima pagina.

Si comincia quindi l’analisi partendo dal 2007 col crollo della Lehman Brothers, evento chiave della crisi che ancora non si riesce a fermare, ma questo non è che un aspetto del grande declino, un processo molto difficile da capire e da invertire. Secondo Ferguson è indispensabile concentrarsi sui problemi attuali, in modo da neutralizzarli. Ci viene portato un esempio: nel 1978 un americano era più ricco parecchie volte rispetto a un cinese, oggi invece la differenza non solo è quasi sparita, ma si stima che entro il 2016 la Cina supererà molto il PIL dell’America, fatto questo che la renderebbe la nuova e incontrastata padrona del mondo.

Inutile dire che questo avviene per via dell’ iper-competitività del prodotto made in Cina, causa il basso costo dei loro prodotti. Da un lato abbiamo la più grande superpotenza che dopo il 1945 si ritrova a gestire quasi tutto il mondo, imponendo l’American Dream come meta per ogni uomo, dall’altra l’operosità inarrestabile di un paese in via di sviluppo che nell’ombra sta conquistando il mondo, senza far rumore, così che nessuno sospetti nulla. (Inquietante è anche il fatto che la Cina stia costruendo città fantasma in Africa, come se volessero essere pronti per una colonizzazione del continente nero, ma come tutti sappiamo, i cinesi sono ovunque.)

Per quanto riguarda il libro, è senz’altro una lettura di nicchia, scritto in maniera abbastanza tecnica. Per comprenderlo a fondo bisogna prestare la dovuta attenzione ai concetti esposti, cosa che lo rende indicato per chi è interessato a finanza e politica. Per me il testo è validissimo e consigliato a chi desidera capire e meditare sugli sbagli che hanno portato alla recessione che dura ormai dal 2007.

abc
INSTAGRAM
In lettura...
Un nuovo libro al giorno sui social: seguici!