Categoria: Julia Navarro

Recensione di Spara, sono già morto di Julia Navarro

Marian, protagonista di Spara, sono già morto, è a Gerusalemme per redigere un rapporto sulla condizione dei rifugiati palestinesi per conto di un'organizzazione non governativa. Per avere un quadro completo della situazione decide di ascoltare sia la versione dei palestinesi sia quella degli israeliani e per farlo vorrebbe intervistare uno dei principali sostenitori della politica israeliana degli insediamenti, Aaron Zucker. Lui però non si trova a Gerusalemme e Marian accetta, un po' a malincuore, di parlare con il vecchio padre di Aaron: Ezekiel Zucker.

Ezekiel inizia il racconto della sua famiglia dalla fine dell'Ottocento, quando suo padre e suo nonno dovettero abbandonare la Russia a causa della loro religione. Dopo anni nei quali Samuel si è dovuto confrontare con la sofferenza, l'ingiustizia e le persecuzioni, decide di andare nella Terra Promessa. Grazie a una serie di eventi riesce ad ottenere un pezzo della terra, dove vivevano anche gli Ziad, una famiglia araba. E qui, insieme a un gruppo di ebrei arrivati in Palestina dalla Russia, fonda l'Orto della Speranza, una piccola comunità agricola.

Il rapporto tra Samuel e Ahmed Ziad non è solo un rapporto di pura condivisione della stessa terra, ma si trasforma in un legame d'amicizia sincero, profondo e duraturo; talmente forte da resistere anche nelle generazioni successive, nonostante le guerre e la diversa religione, obblighino gli abitanti dell'Orto della Speranza e gli Ziad ad allontanarsi.

Ai racconti di Ezekiel si alternano le versioni di Wadi Ziad, nipote di Ahmed, attraverso la voce di Mirian. In un susseguirsi di pagine sempre più coinvolgenti, la Navarro ci porta a scoprire non solo la storia di due popoli in perenne conflitto, ma soprattutto ci fa conoscere il potere di un sentimento d'amicizia messo continuamente alla prova dalla storia e dalla religione. Religione che fa si che i componenti delle due famiglie non possano mai essere liberi di esprimere i loro sentimenti, che siano di amore o di amicizia, ma che non riuscirà ad allontanarli mai definitivamente gli uni dagli altri.

Non dovremmo permettere che la religione diventi un muro insormontabile, causa dell'infelicità di due ragazzi che si amano. In che razza di Dio crediamo, che non permette a due ragazzi bravi e onesti di amarsi?

Gli Zucker e gli Ziad saranno sempre, indissolubilmente legati da quella profonda amicizia e stima reciproca che Samuel e Ahmed per primi hanno costruito e che i loro figli e nipoti hanno poi saputo conservare e mantenere, nonostante tutto e tutti.

Ho trovato Spara, sono già morto un libro meraviglioso, piacevole da leggere, scorrevole, intrigante e coinvolgente. Julia Navarro racconta due punti di vista della stessa storia in maniera equilibrata ed equa. La ragione oscilla da una parte e dall'altra; a volte ti soffermi a pensare “si hanno ragione loro” ma dopo poche pagine si insinua il dubbio: “in effetti anche gli altri hanno le loro ragioni”... Non c'è una parte giusta e una sbagliata, tutti hanno le loro ragioni e tutti i loro torti.

I veri protagonisti di questo romanzo sono, a mio avviso, l'amicizia e il rispetto. Qualsiasi decisione venga presa dai membri di una o dell'altra famiglia, non tradisce mai quel profondo senso di stima e rispetto reciproco che i vari personaggi di questa storia hanno creato fra loro negli anni.

Per quanto riguarda i personaggi tutti sono protagonisti e tutti necessari affinché il romanzo dia un senso di completezza; ognuno con il suo carattere, la sua sofferenza personale, le sue scelte e ognuno di loro contribuisce a creare questa storia meravigliosa. Tutti portano avanti le loro idee e le loro convinzioni ma sempre cercando di comprendere e rispettando quelle dei loro vicini e amici.

Approfondimento

Secondo me Spara, sono già morto è davvero un bel romanzo, che tutti dovrebbero leggere, sia per quanto riguarda la narrazione dei vari eventi storici intercorsi dalla fine dell'ottocento a oggi, sia per quanto riguarda i valori morali che vengono esaltati in questo romanzo. Valori che spesso vengono dimenticati o accantonati ma che secondo me dovrebbero essere alla base della convivenza civile tra i popoli.

La distanza tra arabi ed ebrei che viene creata dagli interessi conflittuali riguardo al possesso dei territori, si accorcia grazie ai componenti di queste due famiglie che sono sempre unite nei momenti del bisogno anche a discapito di ciò che possono pensare gli altri, sia arabi che ebrei non appartenenti a queste due famiglie, riguardo alla loro grande e, per degli occhi estranei e accecati dalle differenze, strana amicizia.

Licia L.

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