Categoria: Karim Franceschi

Recensione di Il combattente di Karim Franceschi

«Ha ammazzato uno dei nostri» mi ha poi rivelato Azad Kirkuk, appena Hardem si è allontanato. Lì per lì non sapevo se credergli, perché ad Azad piace raccontare storie. Però stavolta sembrava serio. «Ha sparato per sbaglio a un generale Ypg» ha insistito.

È una terra meravigliosa, la Siria, e nonostante stia attraversando un momento tremendo, stretta tra il regime di Assad all’interno, l’altrettanto dittatoriale Erdogan da un lato e l’Isis dall’altro, noi occidentali non dovremmo lasciarla a se stessa. Questo è il pensiero di Karim Franceschi, mezzo italiano e mezzo marocchino, autore de Il combattente, mentre decide di arruolarsi come volontario nell’YPG (la principale milizia curda) per contribuire in qualche modo al ritiro dell’Isis dalla penisola siriana. I successivi tre mesi trascorsi tra i campi di addestramento e il fronte, nella temuta Kobane e in altri luoghi meno noti, saranno colmi di nuove amicizie, imboscate, morti sventate per un soffio, fango e pioggia, eccitazione e noia… Karim scoprirà che gli eroi più riveriti possono nascondere macchie orribili nel loro passato e le persone più anonime possono assurgere al rango di martiri dopo sacrifici dei quali nessuno li avrebbe ritenuti capaci.

Sul punto di mollare tutto dopo alcune amare delusioni, Karim trova nuova linfa vitale e nuove motivazioni dopo un colloquio inaspettato, e prosegue la sua esperienza di foreign fighter come cecchino per l’YGP. In questa nuova veste trova più libertà e introspezione, ma sa bene che è un carico psicologicamente molto più difficile da sopportare. Riuscirà a farlo senza crollare emotivamente?

Se volete qualcosa di più personale e dettagliato di un servizio da telegiornale sull’attuale situazione in Siria, allora questo è il libro che fa per voi!

Approfondimento

Sarà un caso, ma ho iniziato a collaborare con Leggere a colori grazie a Kobane Calling, un fumetto del giornalista romano Zerocalcare sulla guerra in Siria, e dopo alcuni mesi di inattività il primo testo che mi si è presentato tratta nuovamente della resistenza dei curdi siriani contro lo Stato Islamico. Fatto sta che in ambedue i casi ho avuto l’opportunità di rendermi conto di quante poche informazioni riceviamo su ciò che sta davvero accadendo in Medio Oriente e di quanto queste stesse informazioni siano sempre, in qualche modo, filtrate e ovattate dai nostri mezzi di informazione.

L’utilità di primi piani, esperienze personali, racconti dei reduci risiede proprio nel presentare la questione dei conflitti sul confine turco siriano in maniera, anche qui, non del tutto obiettiva, ma molto più dettagliata e da un punto di vista completamente differente dai resoconti giornalistici e dalle osservazioni via satellite.

Seppur povero di contenuti di valore politico, Il combattente di Karim Franceschi è comunque un testo validissimo per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla scottante tematica dei conflitti mediorientali mosso da pura passione e spirito umanitario. E chissà che non ce ne sia qualcuno che, ispirato dalle memorie di Karim, non sia lì a scrivere nel giorno in cui la pace tornerà in quelle bellissime terre.

In silenzio Leila ha sopportato la mia lontananza. Nelle nostre brevi conversazioni al telefono, in questi tre mesi, non mi ha mai chiesto di tornare in Italia prima del tempo; solo ora capisco veramente quanto sia stato difficile per lei, e quanto sia stata forte. Giro il foglio. In un angolo, Leila mi ha lasciato un messaggio. «A primavera amore mio, a te che sei stato la mia.»

Andrea Margutti

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