Categoria: katy evans

Recensione di Sei tu il mio per sempre di Katy Evans

Ma stasera non riesco ad addormentarmi, e stranamente non penso a mia sorella, o alla mia nuova carriera, o a quel giorno tremendo in cui le Olimpiadi sono diventate irraggiungibili. L’unica cosa a cui penso è quel diavolo dagli occhi azzurri che ha posato le sue labbra sulle mie.

Brooke Dumas ha ventiquattro anni, una laurea conseguita da poche settimane e un passato da grande sportiva, interrottosi bruscamente a causa di una brutta caduta. È una ragazza tranquilla e introversa, determinata a trovare al più presto un lavoro che le permetta di mettere a frutto quel titolo di studio appena conseguito. Una sera, dopo molte pressioni, accompagna la sua amica Melanie a vedere un incontro clandestino di boxe. A pochi metri dal ring, Brooke si accorge subito di essere in un ambiente lontanissimo dal suo modo di essere e di vivere. Accanto a lei, centinaia di ragazze sovraeccitate continuano a urlare un solo nome: Remy. Ma lei non ha idea di chi questo Remy possa essere. Fino a quando lui non sale sul ring e tutto cambia. Le basta uno sguardo per perdere completamente la testa. Anche Remy la nota (tra migliaia di ragazze urlanti, in una sala stipata come una scatola di tonno… vede solo lei), e a fine incontro non esita a inseguirla per chiederle il nome e baciarla. La ragazza timida e introversa delle prime pagine è ora un ricordo sbiadito: la nuova Brooke è un concentrato di esaltazione e adrenalina. La sera successiva, dopo un altro incontro di boxe, Remy le chiede di raggiungerla in albergo. Mentre Brooke si prepara a vivere una notte di travolgente passione, ad attenderla sarà una proposta di lavoro: Remy le chiede, infatti, di unirsi al suo staff come sua fisioterapista personale. Brooke vacilla, è confusa, fatica a capire cosa le venga proposto: lasciare Seattle, seguire Remy nei suoi spostamenti fino alla fine del campionato… Sembra un azzardo ma decide comunque di accettare. Della sua vita di quarantotto ore prima non resta quasi più nulla. Tra jet privati e sfavillanti suite d’albergo, ad attenderla sarà un mondo complicato e torbido con cui non sarà sempre facile convivere.

Torniamo ai due protagonisti. Siamo nella classica situazione in cui lei ama lui, lui ama lei… e lui le offre un posto di lavoro. Tutto normale, giusto? Così come non c’è nulla di strano nel fatto che la dolce Brooke, in un nano secondo, possa innamorarsi di uno sconosciuto, il cui aspetto ricorda vagamente l’incredibile Hulk (cui va aggiunta l’intemperanza dell’uragano Katrina), capace di radere al suolo un’intera ala d’albergo in pochi istanti. Arriviamo poi alle scene (la maggior parte), che hanno reso famoso questo libro. Come definirle? Scene bollenti, hot, piccanti… La verità è che sono davvero troppe e, spesso, al confine con la morbosità.

Infine, andrebbe indagata la ragione che ha spinto l’autrice a utilizzare continuamente le stesse espressioni, in modo martellante e tedioso: mentre leggevo, mi chiedevo se Brooke in realtà non fosse un robot con le batterie ormai scariche, capace di ripetere solo “lui è sexy, maschio, virile…”. Per la serie: prendete i risultati di decenni di lotte femministe e fateci un origami!

Approfondimento

Prima di essere scoperto e pubblicato da una casa editrice, questo romanzo ha avuto uno straordinario successo sul web. Sei tu il mio per sempre, primo capitolo di una serie di cinque volumi, è oggi un best-seller in corso di pubblicazione in otto Paesi. Viene da chiedersi: perché? Che cosa ha fatto amare a tanti lettori (diciamo lettrici), una storia senza storia, in cui i personaggi si riducono a inerti burattini privi di personalità? Non saprei davvero cosa rispondere. Certo, il mondo della boxe clandestina può costituire un Universo sconosciuto e intrigante e accostare due personaggi provenienti da realtà così distanti poteva far nascere dinamiche inattese e coinvolgenti… ma allora perché impantanarsi nelle troppe scene in costume adamitico, in cui i protagonisti offrono al lettore un moderno e mediocre remake del kamasutra?

Non ci resta che aspettare il secondo volume della serie, nella speranza che qualcosa cambi e che, alla banalità, sia lasciato un po’ meno spazio.

Mariangela Pala

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