Categoria: kay scarpetta

Recensione di Caos di Patricia Cornwell

Inizio di settembre. Le giornate, e le serate, sono ancora molto afose, con il sole cocente e temperature alle stelle. Una ragazza di ventitré anni viene trovata morta, e a prima vista sembrerebbe essere stata uccisa da un fulmine, cosa impossibile visto il clima. Nel mentre Kaya Scarpetta riceve la settima mail contenente, come le precedenti sei, una filastrocca italiana. Il mittente si firma Tailend Charlie, e nemmeno Lucy, nipote di Kaya ed esperta informatica, riesce a scoprire da dove provengano. Kaya inizia subito a studiare il cadavere, la morte sembra essere sopraggiunta a causa di un'arma che colpisce da lunghe distanze e causando danni uguali ai fulmini. La notizia deve rimanere segreta se non si vuole creare il caos in città, e trovare a al più presto Tailend, che sembra essere coinvolto con l'omicidio.

Se non fosse per il rumore del traffico in lontananza, qualche raro passante e le scie degli aerei nel cielo, potrei pensare di essere l’ultimo umano rimasto sulla terra dopo un’apocalisse. Non ho mai visto il campus di Harvard così deserto, tranne forse in occasione di un allarme bomba. Ma è anche vero che non ho mai visto condizioni meteorologiche così estreme in questa regione del mondo, a parte tormente di neve e raffiche di vento artico.

Lo stile narrativo di Patricia Cornwell porta il lettore a sentirsi fin da subito parte integrante della storia di Caos, grazie sia alla narrazione in prima persona dalla voce di Kaya Scarpetta, che sembra si stia rivolgendo con un dialogo diretto al lettore, sia con le descrizioni inserite in mezzo al dialogo, così da non interrompere la narrazione e permettere al lettore di vivere l'ambiente esterno concretamente seguendo contemporaneamente le vicende.

«Ferma lì.» Lo dice come se stesse parlando con Quincy, il suo pastore tedesco, che non è nella gabbia nel vano bagagli del SUV. A quanto pare, oltre a non essere riuscito a diventare un cane da cadavere, è anche fedele solo fino a una certa temperatura. Così chiamato in onore del leggendario anatomopatologo televisivo, Quincy non si avventura su nessuna scena del crimine se le condizioni meteo non sono favorevoli. Immagino che l’assistente peloso di Marino sia rimasto a casa sul suo materasso Tempur-Pedic nel soggiorno, davanti alla DOGTV con il condizionatore acceso.

Anche nelle descrizioni più elementari, che in altri romanzi potrebbero risultare superflue o scontate, la Cornwell ha uno stile magistrale che le rende talmente ben amalgamate da risultare piacevoli e fondamentali per interagire meglio con i personaggi.

Io e Marino passiamo sotto il nastro giallo che delimita il perimetro della scena ed è stato teso dove avevo previsto. Sbuchiamo in una zona esposta, e il cadavere è lì, mezzo sul sentiero e mezzo nell’erba. Vedo la pelle chiara di gambe e braccia, il bianco del reggiseno sportivo e il colore pastello degli short. È sdraiata sulla schiena con le gambe tese e divaricate e le braccia larghe, come se fosse stata sistemata deliberatamente in modo da formare una X. Percepisco messaggi ambigui, in parte derisori, in parte sessualmente degradanti, e nello stesso tempo molto chiari. A prima vista sembra che la vittima sia stata lasciata così per scioccare, ma è insolito che abbia ancora il reggiseno e i pantaloncini. Quando un cadavere viene abbandonato in posizione volutamente oscena, in genere è nudo e spesso corredato di piccoli tocchi, che per il momento non vedo, volti a schernirlo e a sfigurarlo.

Anche nelle descrizioni più scabrose d Caos possiamo notare una delicatezza e una bravura da parte della Cornwell che permette al lettore di capire perfettamente quello che è accaduto, senza però rischiare di stare male, specialmente nel caso esso sia di stomaco debole. Caratteristica questa che possiamo notare in ognuno dei suoi romanzi e che la rende una delle più grandi scrittrici di gialli e thriller moderni.

Approfondimento

Ventiquattresimo romanzo di Patricia Cornwell con protagonista Kay Scarpetta, Caos, come i precedenti, ha fatto clamore con migliaia di copie vendute e tradotto in trentasei lingue in centoventi paesi. Come in tutti i suoi romanzi, possiamo ritrovare un ritmo lineare che parte cauto e pian piano prende sempre più velocità, fino a diventare adrenalinico e assorbire totalmente il lettore, che a quel punto non può più fare a meno di leggere per arrivare a scoprire il finale.

Un'altra caratteristica è la scelta di collegare un romanzo all'altro con la narrazione della vita privata dei protagonisti, rendendoli più veri e sottolineando la loro crescita, ma che non impedisce al lettore di poteri leggere separatamente, infatti pur non conoscendo gli avvenimenti passati riesce tranquillamente a capire e ad appassionarsi alla storia.

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