Categoria: Khaled Hosseini

Preghiera del mare di Khaled Hosseini

 

Da settembre in libreria

A settembre arriva in libreria Preghiera del mare, una nuova opera di Khaled Hosseini pubblicata in Italia da SEM. L'edizione italiana è curata da Roberto Saviano, con la sua traduzione e un'intensa prefazione. Scritto in forma di lettera, Preghiera del mare raccoglie i ricordi e le riflessioni di un padre che guarda il figlio che dorme durante il pericoloso viaggio che li porterà aldilà del mare, verso una vita possibilmente migliore.

Nato in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati UNHCR, è apparso inizialmente sotto forma di film virtuale sul quotidiano Inglese The Guardian nel settembre del 2017.

A proposito di questa nuova opera, Khaled Hosseini ha commentato: “Ci troviamo nel mezzo di una crisi migratoria di enormi proporzioni. Preghiera del mare vuole essere anzitutto un tributo a milioni di famiglie che come quella di Alan sono state costrette ad abbandonare il proprio paese e la propria vitae sono state distrutte e violentate dalla guerra e dalla persecuzione”.

Mio caro Marwan… È l’inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con per-sone che parlano ‘lingue che non conosciamo’. I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa, dove ‘nessuno ci ha invitato’, dove chi la abita ‘ci ha detto di portare altrove le nostre disgrazie’. Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente.

Questa lettera è un grande atto d’amore e nelle parole che la compongono c’è la vita. Speranze e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.

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Recensione di Mille splendidi soli di Khaled Hosseini

Mariam, figlia illegittima di un ricco possidente di Kabul, il giorno del suo quindicesimo compleanno vede la sua vita sgretolarsi. La madre, Nana, una donna fredda e distante, pende impiccata da un albero della radura in cui si trova la loro casupola. Quando scopre della morte di Nana, il padre chiude la porta in faccia a Mariam per paura dei pettegolezzi che potrebbero nascere, ma allo stesso tempo decide per lei: andrà in sposa a un uomo molto più vecchio. E si trasferirà a Kabul. Rashid, il futuro marito di Mariam, è un uomo rozzo, violento, che la tratta al pari di uno straccio da utilizzare e poi mettere da parte, e lei non può far altro che sopportare…

A Laila, invece, la vita offre molto di più. Suo padre, un uomo di cultura, le permette di frequentare la scuola e punta sul suo futuro. Trascorre la sua infanzia assieme a Tariq, un ragazzino della sua età, un amico speciale, che poi sarà anche qualcosa in più. Ma l’Afghanistan non è più un posto sicuro, e le bombe cadono come foglie su Kabul. Così Tariq parte, lasciando Laila sola. E quando una bomba scende sulla sua casa, la sua vita fa una rapida sterzata.

A tirarla fuori dalle macerie sono i suoi vicini, Mariam e Rashid, che le offrono un tetto e del cibo caldo per rimettersi. Ma Rashid ha altri piani in mente e, dopo che un viaggiatore racconta a Laila della morte del suo amato, lui le propone di sposarlo. Laila non ci pensa nemmeno, e acconsente senza battere ciglio. I binari delle vite di Mariam e Laila s’intersecano così e si fondono, in vie accidentate. Rashid è un bruto, e loro le sue serve.

Tra odi e rancori, alleanze e nuove amicizie, Mariam e Laila diventano come madre e figlia, si proteggono e dimostrano al mondo quanto le donne sappiano essere forti, abbiano la capacità di piegarsi come uno stelo d’erba durante le intemperie, per poi rizzarsi al sole anche quando tutto attorno vi sono solo macerie.

Mille splendidi soli è una storia di donne che racconta quanto una madre possa fare per un figlio, quanto una donna possa essere coraggiosa, e quanto nessun uomo potrà mai veramente distruggere una donna.

 
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Approfondimento

Libro accattivante e riflessivo, Mille splendidi soli fa pensare a quella parte del mondo di cui tanto si sente parlare ma poco si sa. Fa riflettere su cos’è la guerra per chi ci vive dentro, per chi perde tutto e rimane tra le macerie. È un libro a cinque stelle, capace di fondere una scrittura fluida e contenuti importanti, un libro da consigliare e assaporare in ogni sua parte.

abc

Recensione di Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini

Amir e Hassan crescono giocando insieme a Kabul, l’uno è figlio del padrone, l’altro del servo, ma la loro è un’amicizia vera, pura, intensa. Lo scrittore, Khaled Hosseini, indugia molto su questo aspetto, fornendo nelle pagine Il cacciatore di aquiloni i racconti delle loro giornate spensierate, ricche di giochi, suoni, colori. Ci catapulta nella loro realtà, annulla magistralmente le distanze spazio-tempo e quasi ci dimentichiamo che stiamo leggendo un libro… sembra proprio di essere lì con loro!

Un giorno un evento drammatico, con la forza di un ciclone, spazzerà via quel loro legame che sembrava indissolubile. Il piccolo Amir si porterà addosso il senso di colpa per aver assistito a quello che è successo all’amico senza aver avuto il coraggio di fare niente o si andare in suo aiuto. È una macchia che non riuscirà mai a lavare via:

Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale de 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto.

Il tempo comunque, nel bene o nel male, passa. Amir e Hassan si separano e vivono le loro vite lontani per anni l’uno dall’altro, Amir si trasferirà col padre in America mentre Hassan resterà a Kabul. Ma una telefonata cambierà le cose: Amir tornerà nella sua terra, martoriata dalla guerra, dove gli aquiloni non volano più nel cielo e le donne sono quasi ombre.

Da lettore ora ti ritrovi a pensare, sperare, che il legame tra questi due bambini, ora uomini, possa essere recuperato…una cosa è sicura: è difficile staccarsi da Il cacciatore di aquiloni e la sua storia così intensa!

Approfondimento

Ho amato questa storia dalla prima all’ultima pagina: è intensa, emozionante, quasi poetica nella descrizione dell’amicizia tra i due bambini che non si può fare altro che affezionarsi a entrambi. Due bambini costretti a dover affrontare qualcosa di molto più grande di loro in una terra che Hosseini magistralmente descrive, nei colori, nei profumi, nei suoni.

Ho apprezzato molto l’aver voluto lasciare intenzionalmente alcune parole in lingua originale, così da darci proprio la sensazione di essere immersi in quella realtà. Trovo il suo modo di scrivere quasi intimo, nelle descrizioni dei posti, degli stati d’animo, delle sfumature che magari non si sarebbe riusciti a cogliere. Ho letto altri suoi libri ma questo è assolutamente il mio preferito, per la carica emotiva che trasmette. Stupendo!

Consuelo Tuzio

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