Categoria: Kjell Ola Dahl

Recensione di L’angelo nero di Kjell Ola Dahl

L’Angelo Nero ha per protagonista  l’Ispettore Gunnestranda, del dipartimento di Polizia di Oslo.In una calda notte di agosto, davanti al pub Asylet una rissa, creando scompiglio, mette in fuga molti avventori del locale.

Un colpo di pistola, sparato all’improvviso, uccide Ivar Killi, poliziotto in congedo per malattia, ma anche indagato per metodi violenti usati, precedentemente, durante l’ interrogatorio di un giovane sospettato. Molti gli intrighi, i segreti, i sospetti dei colleghi della vittima, convinti da subito che l’autore del delitto sia un giovane di origini marocchine, visto, quella notte, insieme ad amici, sul luogo dell’omicidio.

L’indagine è affidata all’Ispettore Gunnanstranda, lo stesso che, tempo prima, aveva denunciato Killi e fatto scattare un’indagine a suo carico. L’anziano poliziotto ritiene si debba procedere interrogando tutti coloro che, quella notte, avrebbero potuto aver visto, dai palazzi di fronte, qualcuno o qualcosa al momento dello sparo e far chiarezza su un omicidio del quale non è chiaro il movente. Malumori, insofferenze, rivalità di molti colleghi che mal sopportano il carattere scontroso e intransigente di Gunnastranda, fanno sì che il capo Dipartimento Rindall lo sollevi dall’indagine e lo sposti alla sezione persone scomparse. Dovrà collaborare con  Frolich che è impegnato nell’indagine sulla scomparsa dell’avvocato Arne Welhaven, che l’anziano Ispettore  Gunnanstranda ricorda di avere  avuto come compagno di scuola.

Approfondimento

Due sono i casi intorno ai quali ruotano le indagini di questo interessante poliziesco. L’uccisione di un poliziotto, Ivar Killi. La scomparsa di un avvocato, Arne Welhaven. Le vittime di tutte e due i casi sono in qualche modo collegate all’ispettore  Gunnenstranda che, a dispetto dei suoi colleghi e soprattutto dei suoi capi,  scopre  rapporti molto  stretti tra l’avvocato Welhaven, la psicologa Hoff che lo aveva in terapia, il  poliziotto Peter Bull,  amico del defunto Ivar Killi, il giovane accusato dell’omicidio e la giovanissima Veronika Lange, fotografata da  Killi senza veli, imbavagliata e legata ad una sedia.

La scena madre non è quella del delitto che, di solito, nel giallo tradizionale, resta avvolta nel mistero fino a quando l’autore la rivelerà, descrivendola minuziosamente. Qui la scena madre è quella che svela il colpevole.

Dall'inizio il lettore, insieme all’Ispettore, brancola nel buio; ma poi, quando già l’assassino sembra destinato a farla franca, c’è un colpo di scena, uno scacco matto al colpevole che resterà incastrato nella rete predisposta da chi , fino alla fine, non si arrende alla sconfitta della giustizia. Gli elementi del poliziesco ci sono tutti. I personaggi, man mano che l’autore li mette in scena, sembrano tutti incolpevoli, innocenti, privi di qualsiasi movente. Poi, qua e là, compaiono indizi, tracce piccole che rivelano al lettore qualcosa di inaspettato, che lo tiene ancor di più sulla corda.

La scoperta dell’assassino non è facile, data la sfilza dei personaggi coinvolti nei due casi delle indagini. Man mano che il giallo procede, i colpevoli sembrano più di uno, e sempre più, quelli appartenenti alle forze dell’ordine. Poi si scopre  alla fine che, come in tutti i grandi polizieschi, il colpevole è uno. Il personaggio principale del libro è l’ispettore Gunnenstranda, protagonista di altri polizieschi di Kjell Ola Dahl,  autore del libro L’Angelo nero.

Anziano, basso di  statura, con capelli riportati stranamente da un lato all'altro della testa,  mal sopportato da molti colleghi del  Dipartimento di polizia.  Subito amato, però,  dal lettore che lo segue, anzi, gli sta accanto in tutti i momenti delle indagini. È un personaggio integro, per questo subisce ingiustizie, è malvisto dai colleghi, ha pochi amici. Ma diversamente dal lettore, non si lascia confondere dall'aspetto sinistro con il quale lo scrittore presenta alcuni personaggi, che da subito appaiono come presunti colpevoli.

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Recensione di Il corpo di ghiaccio di Kjell Ola Dahl

Lena è una giovane donna bella e determinata, che ha perso prematuramente il padre, è entrata in polizia senza saperne spiegare il motivo e ama lo sci di fondo. All’apparenza ciò che conta per lei è svolgere bene il suo compito di poliziotto e scovare i colpevoli per consegnarli alla giustizia. Questa convinzione verrà messa in discussione al sopraggiungere di una malattia che la porterà a confrontarsi con la mancanza del padre e con la sua solitudine. Questa sarà l’occasione, al tempo stesso, per scoprirsi tenace e capace di incassare i colpi e rialzarsi a testa alta. Proprio la solitudine, che lei sente forte nel maggiore momento di sconforto, inconsapevolmente la spingerà ancor di più a subire il fascino di Steffen Gierstad, un giornalista dai modi accattivanti ma dalla dubbia sincerità.

Ne Il corpo di ghiaccio una donna comune scopre le proprie vulnerabilità, si lascia incantare dalle apparenze ma non cede davanti a nulla. Le vicende di cui è protagonista Lena sono ambientate a Oslo. Nei giorni che precedono il Natale in una città gelida che si prepara ai festeggiamenti, una giovane donna, Nina Stenshagen cerca di fuggire da un uomo che la insegue e per farlo si rifugia nelle gallerie della metropolitana, dove verrà ritrovato il suo corpo. Incaricato di far luce sull’accaduto è l’ispettore Gunnarstranda che, per la giovane Lena è semplicemente un collega con cui non potrebbe parlare di nient’altro che non sia lavoro, ma forse non è così!

Lena, dal canto suo, viene incaricata dal suo superiore Rindal di occuparsi del ritrovamento, avvenuto lo stesso giorno, del cadavere di un uomo ripescato nelle gelide acque del porto di Oslo. L’uomo era un funzionario ministeriale del Dipartimento delle finanze di nome Sveinung Adler incaricato di redigere un rapporto destinato al Fondo petrolifero norvegese.

Sul luogo del ritrovamento del cadavere di Adler, Lena conosce Steffen e tra i due sembra esserci da subito sintonia. Da questa conoscenza potrebbe forse nascere una relazione? E cosa può implicare per un poliziotto trascorrere le notti in compagnia di un ambizioso e astuto giornalista?

La trama si infittisce (ed allo stesso tempo si districa agli occhi del lettore) quando viene rinvenuto un terzo cadavere che consentirà di ricollegare con più chiarezza le due vicende. Interessi legati al petrolio norvegese, questioni politiche, intrighi, ambizione e manipolazione della verità si mescolano insieme in questo romanzo che ruota intorno alla figura di una donna di saldi principi che si ritroverà ad essere messa in discussione e screditata proprio nel momento in cui ha ben altro, di molto più importante del lavoro e dell’amore, a cui pensare. Lena farà i conti con i suoi errori a testa alta e porterà a termine il suo incarico, scoprendo di non essere poi così sola.

Approfondimento:

Non nascondo che è il primo romanzo di Kjell Ola Dahl che leggo e l’impressione generale è tutto sommato positiva. Lo stile è abbastanza scorrevole, per quanto raccontare in parallelo due storie (il ritrovamento di due cadaveri) e due personaggi (Lena e Gunnarstranda) non è semplice: si rischia infatti di stancare il lettore che capitolo dopo capitolo aspetta il momento di collegamento tra le vicende narrate. In questo caso, l’attesa è abbastanza accettabile. Trovato il collegamento la narrazione sembra assumere un ritmo incalzante per poi, forse, perdere scorrevolezza per la presenza di troppe sfaccettature e di una grande quantità di personaggi in vario modo coinvolti. Ciò, comunque, non impedisce al lettore attento di seguire le fila della narrazione e anticipare le conclusioni dell’autore.

La trama risulta da subito interessante in quanto coinvolge aspetti e problematiche sempre attuali e di rilievo come gli interessi finanziari (in questo caso legati al petrolio), gli intrighi politici e di potere, i segreti investigativi che si pongono tra ciò che è giusto e ciò che forse non lo è. Il tutto condito dalla presenza della contrapposizione tra la correttezza e l’integrità, da un lato, e la forte ambizione priva di scrupoli, dall’altro.

La protagonista con la sua personalità e le sue capacità riesce a coinvolgere il lettore ed a condurlo, insieme a lei, a riflettere su svariati ed interessanti aspetti che emergono dalle pagine de Il corpo di ghiaccio.

Caterina Cardile

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