Categoria: Kooshyar Karimi

Recensione di Il segreto di Leila di Kooshyar Karimi

Sono stata tenuta in uno stato di ignoranza tale che sono diventata adulta senza conoscere un milionesimo di quello che dovrei sapere sul mondo [..] ho il battito del cuore di una donna, la passione di una donna che vive a braccetto con l’ignoranza in cui sono cresciuta [..] ma questo è quello che significa crescere come donne in Iran. Lavori sodo come un’adulta, ma al tempo stesso rimani infantile.

Ed è proprio questo stato di ignoranza e di prostrazione in cui la donna iraniana è relegata che Kooshyar Karimi evoca e denuncia nel suo romanzo a due voci Il segreto di Leila, presentando il suo punto di vista di medico e uomo che si intreccia a intermittenza con quello della giovane Leila. Le vite di questi due personaggi si muovono nel medesimo sfondo: Quchan, una cittadina dell’Iran ormai sotto il regime del fondamentalismo Islamico dagli anni ’70.

Karimi si racconta nella sua posizione di medico di origini ebraiche, desideroso di aiutare chi più ha bisogno in un sistema che non gli permette di operare e agire come vorrebbe, svelando così l’assurdità e le ingiustizie del fondamentalismo islamico. A pagarne il prezzo sono sempre i più deboli e, in questo caso specifico, le donne. Un esempio chiaro è Leila, una ragazza di 21 anni cresciuta evitando gli sguardi degli uomini, stando attenta a non sorridere troppo per le strade, rischiando di dare un’impressione sbagliata di sé; è una giovane donna che ha vissuto reprimendo i propri sogni e aspirazioni, costretta a nascondere in luoghi segreti i libri che riesce a procurarsi dalla piccola biblioteca di Quchan quelle poche volte che la madre le permette di uscire. Leila è una delle tante giovani iraniane che nascondono la loro vera natura sotto lo chador per calarsi nel ruolo che la società gli richiede. Ma Leila vuole di più, il suo animo richiede di più, e sarà proprio questo desiderio di profondità a condurla sull’orlo del precipizio, costringendola a chiedere l’aiuto del dottor Karimi, che ha preso ormai da anni la decisione di aiutare le donne come Leila a qualunque prezzo, andando contro il regime e mettendo ogni volta in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia.

Il segreto di Leila è un romanzo toccante che stimola la riflessione su temi importanti e delicati rendendo visibile, a volte in anche in toni crudi, il dramma e il degrado che ogni regime integralista finisce per portare con sé. Grazie all’alternanza delle due voci narranti il romanzo permette di calarsi completamente sia dalla parte del mondo del dottor Karimi che di quello di Leila, mostrando da un lato la differenza tra l’essere medico in un paese occidentale rispetto in Iran, ponendo l’accento sul conflitto interiore che Karimi vive ogni volta che deve gettarsi in un intervento illegale. Dall’altro vi è il mondo asfittico e perturbante delle giovani come Leila, costrette a una vita di rinunce e ignoranza che pian piano, nonostante la loro forza di volontà, le porta ad annullarsi completamente.

 
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Approfondimento

È interessante notare che entrambi i personaggi de Il segreto di Leila sono appassionati di libri in un contesto dove la cultura e la letteratura sono considerati marginali e per la maggior parte disprezzati. Di fatto la cultura richiama libertà, indipendenza, emancipazione, cose non conciliabili con un regime che utilizza la lettura come un mero mezzo di propaganda. Ma sono soprattutto le letture scelte da entrambi a mettere in luce l’essenza del loro animo: Il profeta per il dottor Karimi, quasi questa lettura lo aiutasse a trarre un senso dalla missione che lui stesso si è prefissato, e Il piccolo principe per Leila, rivelando il bisogno di tenerezza, autenticità e profondità che una giovane come lei anela continuamente.

Il segreto di Leila è costruito su un’alternanza delle due voci narranti, entrambe atte a porre il lettore di fronte alla realtà che esse presentano, spingendolo a una critica costruttiva. Kooshyar Karimi di fatto si sofferma molte volte su come sarebbe diverso operare da medico in un paese libero piuttosto che in una cittadina come Quchan, dove si trova costretto a scegliere quale sia il male minore pur di aiutare quelle donne che, senza di lui, rischierebbero la lapidazione. Stessa riflessione viene fatta da Leila ogni volta che prova a immaginare come sarebbe camminare liberamente per le strade senza il velo, sorridere liberamente di fronte agli altri, recarsi in biblioteca senza dover nascondere i libri, o innamorarsi di un uomo senza il timore di sentirsi in colpa e additata.

[..] È sbagliato desiderare ardentemente l’amore? È sbagliato volere con tutto il cuore che la vita sia più intensa possibile?

Il segreto di Leila è senza dubbio un romanzo profondo e riflessivo che spinge il lettore a una serie di considerazioni circa il proprio mondo e quello che ci viene presentato dall’autore, che pone l’accento sulla condizione della donna nei paesi dove vige il fondamentalismo islamico. Un libro che si legge tutto d’un fiato nonostante la portata delle tematiche trattate, capace emozionare ed indignare il lettore in egual misura.

Michela Valente

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