Categoria: L’ amore involontario

Recensione di L’amore involontario di Chiara Marchelli

Ne L'amore involontario di Chiara Marchelli Riccardo è un uomo d'affari affermato ma con una vita famigliare travagliata: la moglie Anna non riesce a perdonarsi e a perdonargli la morte della figlia minore Vittoria caduta dal balcone perchè lasciata sola; il figlio Christopher soffre di anorressia, si accusa anche lui della disgrazia, e trascorre il tempo davanti al computer o correndo per ore nel parco vicino casa. Un giorno Riccardo riceve una telefonata, sua sorella Irene è stata investita da un taxi ed è ricoverata all'ospedale St Luke's Roosevelt di New York, in gravissime condizioni. Irene è una scrittrice di successo ha persino vinto il National Book Award ed insegna scrittura creativa alla Columbia University. Una volta che i giornali annunciano l'incidente intorno a lei si forma una catena umana di lettori e studenti che la vegliano. Riccardo che ha chiuso ogni tipo di rapporto con lei e che non riesce a provare alcun sentimento nei suoi confronti, non capisce quell'esplosione di affetto verso sua sorella.

Costretto dalla situazione, ma in fondo anche se non lo vuole ammettere dalla parentela che li lega, si reca all'ospedale ogni giorno, le sta vicino, le parla, si prende cura di lei, chiede costantemente notizie alla dottoressa Leonidis, che la segue con attenzione. Un giorno in ospedale durante la sua solita visita, Riccardo riceve una busta con le chiavi di casa di Irene. Dopo alcuni giorni di incertezze, decide finalmente di recarsi a casa della sorella dove si fermerà a mangiare, a dormire, a sfogliare gli album di foto, che lei conserva accuratamente nei cassetti, scoprendo che sono foto soprattutto che lo ritraggono solo o con la sua famiglia. Si ritrova sempre più spesso in quella casa a sfiorare le cose della sorella, finchè si imbatte nel suo primo romanzo "You are my sister", il libro incriminato, il libro che parla di loro e che li ha definitivamente allontanati. Ed è lì nella stanza d'ospedale mentre veglia e nelle stanze della casa, tra le sue cose, mentre cerca, sempre con l'intercessione del libro, che affiorano memorie, ricordi, emozioni, che tutto piano, piano si ricompone, e quell'amore, anche se involontario, torna a pulsare. Il dialogo silenzioso tra Riccardo che legge finalmente il libro e la sorella in coma è la struttura narrativa di L'amore involontario di Chiara Marchelli, che vivendo a New York, da oltre quindici anni, ci immerge in un'atmosfera prettamente americana, descrivendoci la Grande Mela nei dettagli.

La trasformazione di Riccardo, uomo arido e chiuso in se stesso, in uomo tenero, capace di ascoltare, non coinvolge solo il rapporto con la sorella, ma anche il rapporto con il figlio, che dopo tanti anni di incomprensioni e di silenzi, si riallaccia. Riccardo decide da solo quando far staccare la spina e donare gli organi, ricordandosi le parole della sorella durante la lunga malattia del padre "l'amore non dev'essere mai accanimento". Riccardo intimamente vive e rivive i ricordi dei genitori, di lui e la sorella da bambini, delle loro incomprensioni, di quel "maledetto" giorno quando Virginia ha scavalcato il balcone, di Chris che corre e non mangia nulla, del silenzio che è sceso da anni, troppi, tra lui e Anna e quando tutti i ricordi sono emersi finalmente, lui si riconcilia con se stesso e torna a vivere. "La mattina c'era un sole splendente che li ha abbagliati quando sono usciti per andare al bar. Prendetemi un caffè, li ha obbligati Anna. Riccardo, perché si levasse un poco di lì, Chris, per non farlo restare troppo. È rimasta lei, che si è seduta accanto a Nina (Irene), a salutarla".

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