Categoria: La 2 cavalli verde

Recensione di La 2 cavalli verde di Manu Causse

La 2 cavalli verde è un romanzo in cui il dolore, la disperazione, l'amore di un padre, Éric Dubon, e una 2 cavalli verde, ricevuta in eredità da un vecchio zio, daranno una svolta alla vita di Isaac, ragazzino autistico.

Gran parte del romanzo di Manu Causse si svolge dentro la 2 cavalli verde, una Diana Cytroen del 1973, o intorno ad essa. La macchina è il punto di partenza di questa avventura; è piena di ricordi; è un segno; è l'occasione che spinge Éric a portare via il figlio Isaac da quel tremendo istituto, all'insaputa di Lucille, la sua ex moglie, e intraprendere un viaggio incredibile. Ci piace, e molto, vedere come si evolve il rapporto padre e figlio anche attraverso i lunghi silenzi e le tante incomprensioni. Braccati da un gendarme che ama gli champignon, aiutati da un adolescente lunatico, accompagnati da un gattino loquace e arrogante, Eric e Isaac ci immergono in un racconto buffo, tenero reale e fantasioso al contempo.

E tra strade sbagliate e contrattempi, notti insonni e abiti inzuppati, alla ricerca di cibo e tranquillità, Éric riuscirà non solo a dare una svolta alla vita di Isaac, ma anche alla sua.

Perché l'amore è una tempesta che può abbattere tutti i muri e, mentre a poco a poco Isaac inizierà ad aprirsi agli altri e ad accettare l'affetto che gli viene offerto, Éric ritroverà la fiducia nel futuro e riassaporerà la gioia di essere padre.

La 2 cavalli verde è una storia delicata e commovente che ci introduce nel mondo complesso dell'autismo, dove ancora oggi genitori e insegnanti sono troppo spesso lasciati soli ad affrontare con grande resilienza questo particolare disturbo neurovegetativo, difficile da comprendere e risolvere. Eppure un individuo affetto da autismo è unico, irripetibile, proprio come Isaac che non ha paura di niente, che ama lavarsi con l'acqua fredda, che a volte presta un’attenzione “oceanica”, altre si rinchiude nel suo mondo.

Approfondimento

La 2 cavalli verde è una riflessione profonda sul rapporto padre-figlio, che ha le sue origini dalla Bibbia nelle pagine della Genesi, quando Dio rompe il legame ancestrale e mette alla prova Abramo con il sacrificio del figlio Isacco, di cui nel romanzo di Causse si accenna, un legame che non è possesso, ma libertà, consapevolezza l’uno dell’altro. Isacco, figlio di Abramo, appartiene a Dio; Isacco, figlio di Éric, appartiene al mondo.

Ci sono milioni di modi per sparire. Miliardi, forse. Alcuni più notevoli di altri. Ci sono cose che spariscono senza lasciare traccia, senza che nessuno ne sappia niente. Senza rivelare nulla di ciò che sono state. Si decompongono lentamente, molto lentamente, sotto uno strato di foglie vicino a un ruscello. Ci sono migliaia di modi per sparire, e il bimbo ha scelto il peggiore. Quello di non esserci mai stato. Di non apparire mai. Anche se, va detto, l’odore si sente, non c’è dubbio.

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