Categoria: La bambina selvaggia

Recensione di La bambina selvaggia di Rumer Godden

Diddakoi. Zingara. Zinghi-zingarella, ti tiriamo le budella.

Figlia di uno zingaro e di una ragazza irlandese, Kizzy vive con la nonna in un carrozzone. È un’esistenza strana la sua. Da un lato allevata dalla nonna secondo le sue tradizioni, dall’altro lato attratta dal sistema verso la scuola, le regole della cosiddetta civiltà. Vive sì in un carrozzone come hanno fatto da secoli gli avi del padre, ma il mezzo è parcheggiato dentro un frutteto grazie alla benevolenza che l’Ammiraglio ha verso la nonna.

Più selvatica che selvaggia si adatta con fatica agli abitanti del paese. Derisa dalle bambine, che la temono, la invidiano e di nascosto la ammirano. Attraente ed esotica per i maschietti che la proteggono e cercano di farsela amica. Infine gli adulti che si dividono tra chi la vorrebbe “redimere” e portare alla civiltà e chi invece intuisce e rispetta il suo essere particolare.

Quando la nonna muore le cose si complicano con l’arrivo dei parenti zingari che vogliono dire la loro. Chi la vuole nomade, chi la vuole stanziale, chi le vuole rivestire di abiti “decorosi”, chi la vuole ricoperta di colori e gioielli vistosi. Con delicatezza Rumer Godden ci prende per mano e ci porta attraverso queste schermaglie. Senza mai cadere nella banalità ci invita ad accodarci ai compaesani di Kizzy e con loro a scartare il grande regalo che la bambina gli ha fatto. Quello di vedere al di là delle apparenze, dove non ci sono solo zingari o solo stanziali, ma persone con sentimenti e idee diverse dalle nostre.

La bambina selvaggia è una favola. Solo nelle favole, purtroppo, possiamo trovare i finali migliori. Quelli, forse poco credibili, ma che ci rasserenano e ci lasciano completamente soddisfatti. Credo sia questo il modo migliore per affrontare e apprezzare questo testo. Inutile affannarsi a cercarci dentro significati nascosti o lezioni di morale. Con questo non voglio dire che questo romanzo sia qualcosa di leggero e privo di significati. Di spunti di riflessione in realtà ne offre parecchi. Ma perché, avendo l’occasione di trovarsi tra le mani un bel testo scritto in modo scorrevole e leggero non abbandonarsi al puro piacere della lettura? Perché non apprezzare a fondo i numerosi personaggi, a volte quasi delle macchiette, che con abilità la Godder ha sparpagliato all’interno del libro? Perché non fare il pieno di ideali, buoni sentimenti e generosità prima di tornare al mondo reale?

Probabilmente La bambina selvaggia verrà interpretato in modi diversi a seconda della fascia di età. Ma credo che questo sia sempre un lato positivo. Non imporsi sul lettore ma lasciare che ognuno nella lettura metta qualcosa di personale.

Approfondimento

Kizzy è l’energia. Lo è in senso positivo e negativo. I suoi entusiasmi sono genuini e incontrollati. I suoi dolori sono immensi, cupi e inconsolabili. Il personaggio principale è quello delineato con maggiore forza e con più particolari. Ma quelli che le fanno da contorno sono altrettanto interessanti ed originali. L’ammiraglio e il suo assistente per esempio. Terrorizzati dalle donne alle quali impediscono persino l’accesso in casa, ma in fondo desiderosi di averle attorno. L’insegnate all’apparenza mite e rispettosa delle regole. In realtà quanto di più rivoluzionario e si possa trovare e non solo per la sua epoca. Di contorno tutto il paese, se vogliamo considerarlo come un’entità unica, è un attore di primo piano all’apparenza chiuso e sospettoso, in realtà con un cuore enorme e vedute molto più ampie di quelle che vorrebbe ammettere.

Sonia Fascendini

[amazon_link asins='8845283860,8845283852' template='ProductCarousel' store='leggacolo-21' marketplace='IT' link_id='bc389562-b1ae-11e7-b0df-59213e0929ae']abc
INSTAGRAM
In lettura...
Un nuovo libro al giorno sui social: seguici!