Categoria: L’analfabeta che sapeva contare trama

Recensione di L’analfabeta che sapeva contare di Jonas Jonasson

La storia raccontata in L’analfabeta che sapeva contare è sicuramente una tra le più originali nel panorama editoriale. Ah il bello dell’editoria! A chi verrebbe in mente di raccontare la storia di un’analfabeta che si trova a doversi liberare di una bomba atomica? Ops di tre megatoni chiarirebbe subito Nombeko, la protagonista. La storia inizia a Soweto. La ragazzina di colore lavora nelle latrine. Non è istruita ma ha tutto quello che le serve per imparare: la curiosità. Ma Nombeko ha una caratteristica straordinaria, un’impressionante predisposizione per i calcoli difficili. Un giorno viene investita e per questo imprigionata, ed è proprio in questo posto che fa la conoscenza dei primi personaggi strampalati del racconto. Un ingegnere perennemente ubriaco e tre cinesi che sanno solo avvelenare i cani e creare false ceramiche antiche. E in questo contesto l’ingegnere sbaglia i suoi calcoli e finisce per costruire sette bombe atomiche anziché sei. Da questo -improbabile e incredibile sbaglio- la ragazza troverà finalmente la sua libertà, venderà la bomba a due agenti del Mossad in cambio del loro aiuto per lasciare il paese. Destinazione Svezia! E proprio in Svezia, in parallelo, ci troviamo di fronte a un personaggio strampalato. Si tratta di un fervente ammiratore della monarchia ma soprattutto del re.

Quest’uomo abbandona il lavoro per inseguire il re nei suoi spostamenti, è convinto che il re si ricordi di lui. e quando il reale reagisce in malo modo all’insistenza di Ingmar, quest’ultimo diviene un fervente oppositore della monarchia. Alleverà i suoi figli –due gemelli che condividono un solo nome, Holger- a persistere nella sua battaglia. A proposito, dei gemelli viene registrato all’anagrafe solo il primo. È un racconto molto, troppo lungo e sicuramente avrei sorvolato su molti passaggi. Comunque... riprendiamo. Ancora una volta il caso porterà all’incontro di Nombeko e Holger 2 (il fratello razionale). Ah! Dimenticavo, gli agenti del Mossad avrebbero dovuto spedire alla donna una cassa di carne di antilope invece la cassa nasconde la boma atomica! E le tre cinesi pazzoidi, perché è tutta colpa loro. In realtà la vera storia inizia in questo punto del racconto perché devono trovare un modo per sbarazzarsi dell’ordigno e tenere a bada Holger 1 e Celestine, la sua fidanzata.

Contrasteranno tutte le opportunità di liberarsi dell’ordigno. Praticamente due mine vaganti che lottano contro la società, perché 1 continua a portare avanti gli ideali del padre (intendiamoci!). A mio avviso sono loro le rockstar del romanzo. Ma alla fine della fiera, dopo essere stati rintracciati da uno degli agenti del Mossad e dopo aver rapito il re e il primo ministro (opera di Holger 1) la bomba viene affidata al presidente Hu Jintao. Assurdo? In effetti. Liberati dai tre megatoni Holger 2 e Nombeko riescono finalmente a realizzare il loro sogno, diventano genitori. Lo stesso vale per 1 e Celestine, genitori di due gemelli e pensate daranno loro i nome del re e del primo ministro, l’ultima immagine di Nombeko è quella di ambasciatore della Svezia nello Stato del Sudafrica.

L’analfabeta che sapeva contare é un racconto a tratti divertente, scorrevole e insolito. Jonas Jonasson, un autore dai periodi lunghi. Troverete i punti per concludere i periodi ogni 20 parole. Mi piacerebbe tanto chiedere all’autore quali erano le sue intenzioni. Sembrava non finire mai. Se consiglio questo romanzo? Bah.. ho letto libri più divertenti.

Irene Pastorelli

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