Categoria: L’assassino non sa scrivere

Recensione di L’assassino non sa scrivere di Stefano Piedimonte

Oggi parliamo di L’assassino non sa scrivere nuovo romanzo di Stefano Piedimonte. Questa volta il giovane autore Napoletano si sgancia dal filone precedentemente cavalcato. Difatti, sullo sfondo non troviamo più Napoli e la camorra. Questa volta siamo di fronte ad un giallo che molti commentatori hanno definito “noir”. Al di là delle disquisizioni sul genere – ci si potrebbe addirittura spingere a dire che Piedimonte abbia inventato un nuovo genere visto la leggerezza e la piacevolezza con la quale viene accompagnata la lettura di questo romanzo – rispetto ai pur validissimi due romanzi precedenti, Piedimonte compie a mio avviso un vero e proprio salto di qualità. Penso che la nostra generazione abbia trovato il nuovo Bukowski e in seguito vi spiegherò il perché.

La storia ha luogo in un paesino immaginario, Fancuno. Un soporifero paese di provincia, dove l’attenzione è tutta concentrata sul pettegolezzo e sul chiacchiericcio e soprattutto sulle leggende che circolano intorno all’enigmatico bosco dei tre faggi. Improvvisamente il Paesino è sconvolto da una serie di omicidi che mettono in pericolo tutti gli abitanti. Piedimonte ancora una volta si prende gioco della Società nostrana, mostrando con cinismo e ironia le contraddizioni e le distorsioni derivanti dai mezzi di comunicazione e degli effetti collaterali prodotti nella società civile. Fancuno si ritrova inaspettatamente al centro di un caos mediatico e Piedimonte ti tiene sulle spine facendolo in modo ironico e grottesco. Ecco il perché dell’accostamento al grande Charles Bukowsky. Piedimonte, infatti è stato in grado di combinare il sublime e il surreale, sfruttando a pieno il profilo morale/spirituale dato ai suoi personaggi. In questo romanzo Piedimonte osserva il mondo che sta tra la miseria umana e la ricchezza spirituale con spietatezza e indifferenza. A tratti lo stile di scrittura mi ha ricordato Irvine Welsh e mi riferisco soprattutto alla narrazione dell’assassino, distaccata e delirante, oltre che per l’estremizzazione dei personaggi e il ricorso ad una scrittura creativa (dalla punteggiatura fino al layout grafico).

Come dice saggiamente uno dei personaggi di L’assassino non sa scrivere: Nessuno perde mai tempo e di certo non lo si fa leggendo questo libro. “L’assassino non sa scrivere” è un romanzo ilare ma che allo stesso tempo fa riflettere, e lo fa con leggerezza e la maestria tipica dei grandi narratori. Una penna sapiente e astuta la definirei quella del Piedimonte capace di divertirti e intrattenerti. Sì, perché l’arte è anche intrattenimento e Piedimonte sa bene come farlo. In definitiva un libro che consiglio a tutti sia in versione cartacea che in ebook. A presto cari lettori colorati. Ad altre piacevoli letture.

abc
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