Categoria: L’illusione delirante di essere amati

Recensione di L’illusione delirante di essere amati di Florence Noiville

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Guarda come mi riesce facile essere te.

Con queste parole C. si rivolge a Laura vestendosi nel suo stesso modo. In questo gesto e in queste parole di velata minaccia o di bisogno d'amore, si nasconde una vera e propria ossessione di C. nei confronti dell'amica. Entrambe avevano fatto studi comuni poi le loro vite erano proseguite su strade diverse: Laura, una volta saputo che c'era bisogno di una redattrice, l'aveva chiamata ad affiancarla per il suo programma televisivo. Da qui cominciano i problemi.

C. crede che Laura la ami alla follia, ma che non se ne renda conto. Crede che Eduardo, il fidanzato di Laura, possa averla condizionata e le tenga separate. Laura comincia a essere inquieta, si sente spiata, seguita nei suoi spostamenti, si sente osservata a lavoro e piano piano la sua professionalità viene messa in discussione dai suoi colleghi proprio a causa di C.

La sua è una vera e propria patologia e Laura cerca di saperne di più. Con piglio giornalistico vuole scriverne un libro e consulta psicologi e medici per conoscere quella che a tutti gli effetti è una malattia ossessivo compulsiva legata anche alla fisiologia. Il primo a dichiararla tale è stato il dottor Clérambault: il soggetto si illude di essere amato e nell'atto di volere quell'amore solo per sé alla fine la sua esaltazione lo spinge a gesti estremi. Il titolo stesso del romanzo, L'illusione delirante di essere amati, che mi ha colpita immediatamente, si riferisce proprio al nome della patologia, il desiderio di essere amati prende il sopravvento sull'oggetto stesso dell'amore.

Laura viene a conoscenza di vari casi che possono essere considerate come strane attenzioni da chi le riceve: c'è chi invia continui regali e lettere, chi considera il cantante preferito segretamente innamorato, chi vive nell'attesa di avere un segnale d'amore dal re in persona anche se non si è mai conosciuto personalmente.

Le persone che hanno questa sindrome conducono vite normali e agli occhi di tutti non sembrano pazze, i piccoli gesti a una prima impressione possono essere ingenui, affettuosi, è solo col tempo che quello che sembra far parte di una cotta adolescenziale diventa una vera e propria malattia da curare. Amore e odio si confondono e viaggiano su binari paralleli fino ad incontrarsi.

La vicenda di Laura non fa eccezione, è solo grazie alla sua estrema sensibilità se riesce a cogliere il pericolo già nelle prime apparizioni. Nella vita reale nessuno considera C. una pazza, è proprio la dualità tra pazzia e normalità il tema su cui regge l'intero romanzo, e fino alla fine si dubiterà anche che non lo sia la protagonista stessa.

Approfondimento

Il confine tra normalità e pazzia è molto labile. Florence Noiville, come la protagonista de L'illusione delirante di essere amati, si è informata sulla patologia anche sotto gli aspetti scientifici, inoltre è interessante il parallelo tra lo svolgimento del romanzo e le ricerche di Laura/scrittrice che ci fa conoscere la storia di Clérambault, un genio della ricerca psichiatrica al pari di Freud nel suo campo. Non conoscevo questo tipo di psicosi, ma è più diffusa di quanto si pensi.

Il libro scorre piacevolmente tra le ansie della protagonista e la storia e i vari esempi della malattia anche nel corso della storia e della vita dello psichiatra che le dette il nome. Mi è piaciuta molto la tematica, ma in varie parti ho trovato il romanzo poco accattivante e solo alla fine si ritrova il gusto di leggerlo perché la storia diventa quasi un thriller.

Gloria Rubino

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