Categoria: L’imperatrice del deserto

Recensione di L’imperatrice del deserto di Anne Lise Marstrand-Jørgensen

Alla giovane Makeda piace allontanarsi dal villaggio per esplorare in solitudine il territorio circostante, addentrandosi in zone a lei sconosciute sulle tracce di animali feroci la cui cattura rappresenta l'unica possibilità di venire finalmente trattata alla stregua di un uomo, per sottrarsi a un futuro già stabilito che la vedrebbe passare il resto della vita alle dipendenze di un marito scelto da altri, rinchiusa all'interno del villaggio a occuparsi dei piccoli insieme alle altre donne.

Makeda, Makeda, uccidi pure una lepre, un facocero o una lucertola, imita pure i maschi, ma maschio non sarai mai.

Una famiglia fuori dal comune contribuisce sicuramente ad alimentare le idee rivoluzionarie di Makeda: la madre Isme, personaggio a tratti magico e poco materno si innamora in giovane età di Mosi, un bel forestiero giunto in visita al villaggio insieme all'amico Jabbar, entrambi al servizio di un funzionario del regno di Saba con lo scopo di stringere accordi commerciali con villaggi e tribù nomadi. Nonostante l'immediata complicità nata tra i due giovani, Mosi è costretto, dopo breve tempo, a riprendere la strada verso casa lasciando dietro di sé il mistero riguardante la sua storia, un elegante specchio di bronzo donato a Isme in ricordo dei giorni felici trascorsi insieme e una bimba ancora nel grembo materno destinata a crescere solo con la madre e con il desiderio di incontrare un giorno il padre lontano.

Parallelamente alla storia di Makeda, Anne Lise Marstrand-Jorgensen ci racconta della vita di un ragazzo, Salomone, cresciuto a Gerusalemme tra gli agi e i privilegi riservati al figlio del re Davide, sotto il costante e amorevole controllo della madre Betsabea. Sullo sfondo gli eventi storici riguardanti una Santa Alleanza e la profezia che proprio uno dei figli di Davide sarebbe divenuto un giorno un re buono e pacifico degno di erigere un tempio a Dio dove custodire per sempre le tavole di pietra sulle quali furono incisi i Dieci Comandamenti.

Intanto lo spirito irrequieto di una Makeda ormai donna la spinge a intraprendere lunghi e faticosi viaggi attraverso il deserto in cerca di accordi commerciali e politici che possano assicurare un futuro di prosperità, ricchezza e serenità per quella piccola tribù che si trova ai margini del regno e che nonostante la lontananza e gli eventi della vita, lei porterà sempre nel cuore.

Così tra sotterfugi, intrighi e segreti il travagliato cammino di Makeda la porterà a incontrare quel figlio di Davide, ormai divenuto re, che oltre al sostegno politico cui la ragazza aspirava, le regalerà anche un sentimento forte e sconosciuto che una donna indipendente come lei faticherà a riconoscere e accettare.

Approfondimento

L'imperatrice del deserto è un romanzo affascinante dove spicca la ricerca storica e l'accurata analisi di usi e costumi, culturali e religiosi, del tempo; una lettura sicuramente impegnativa, la mole di pagine in sé non sarebbe un problema se non fosse per le lunghe e dettagliate descrizioni, l'uso eccessivo di metafore e similitudini che tendono a distrarre il lettore facendo perdere il filo della narrazione.

Nonostante apprezzi i romanzi storici, ho faticato non poco ad andare avanti nella lettura, il testo poco romanzato e i dialoghi sporadici appesantiscono la storia che risulta a tratti noiosa nonostante la trama sia affascinante ed estremamente attuale: in fondo il sogno di ogni donna indipendentemente dal periodo storico cui appartenga, è di veder riconosciuto un suo ruolo sociale che non debba per forza essere legato alla cura della casa e dei figli, in tante hanno combattuto in tal senso e anche Makeda, estremamente moderna e anticonformista, si ribella a un destino prestabilito.

Graziana Mattei

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L’imperatrice del deserto di Anne Lise Marstrand-JØrgensen

Dal 29 settembre in libreria

È appena arrivato in libreria L'imperatrice del deserto, il nuovo libro di Anne Lise Marstrand-JØrgensen edito da Sonzogno sulla leggenda della regina di Saba e di re Salomone. Romanzo storico e di formazione allo stesso tempo, in cui la vastità dei deserti si fonde con l’intimità dei palazzi reali e le spedizioni avventurose si alternano all’indagine nelle profondità dell’animo umano, L’imperatrice  del deserto nasce  dai racconti della Bibbia, del Corano e del Kebra Nagast, l’antico libro della sapienza etiope, per restituirci  la meraviglia e il mistero di una narrazione epica senza tempo.

Makeda. Il suo nome riecheggia nel Corno d’Africa e colma i deserti a sud della penisola arabica; la sua fama annulla le distanze battute dalle carovane e giunge al regno d’Israele. È la misteriosa e potente regina di Saba, ma prima di diventarlo Makeda è una ragazzina temeraria, insofferente alle tradizioni del villaggio e incurante dei rischi della caccia solitaria e di un estenuante viaggio alla ricerca del padre. Divenuta donna, la  sete di  conoscenza  e l’ambizione  politica la spingeranno fino a Gerusalemme, nella raffinata corte di Salomone e nel suo insidioso gineceo di mogli e concubine. Sovrano giusto e uomo percorso dal dubbio, cresciuto all’ombra del padre Davide e nella protezione della madre Betsabea, il re d’Israele subisce il fascino di Makeda, mentre lei è trattenuta dal timore di perdere la sua indipendenza e di tradire le sue origini. Sono entrambi potenti e desiderosi di accrescere la propria autorità, ma hanno personalità opposte, diversi sono i popoli su cui regnano e le rispettive religioni. Eppure, la possibilità di un futuro per il regno di Saba si cela proprio nella loro appassionata vicenda.

«Anne Lise Marstrand-Jørgensen ha una straordinaria capacità di creare personaggi vividi e intensi, indipendentemente dalle epoche e dai luoghi in cui li colloca» - Danish Literary Magazine

Anne Lise Marstrand-JØrgensen, nata in Danimarca nel 1971, è autrice di cinque romanzi e quattro raccolte di poesie. Con Sonzogno ha pubblicato la biografia romanzata di Ildegarda di Bingen in due volumi, La guaritrice (2009) e La sognatrice (2010), che in Danimarca hanno vinto il prestigioso premio letterario scandinavo Weekendavisen e sono stati nominati "libro dell'anno" per due anni consecutivi. Il suo ultimo romanzo è La doppia vita dei coniugi Horn.

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