Categoria: L’infinito tra parentesi

Recensione di L’infinito tra parentesi di Marco Malvaldi

Chi dice che la scienza e la poesia non hanno nulla a che fare l’una con l’altra, ha sbagliato tutto. Lo dimostra Marco Malvaldi in L'infinito tra parentesi, un saggio che vuole esplorare la scienza partendo dalla poesia, per far capire come le due discipline, apparentemente così lontane l’una dall’altra, abbiano in realtà molto in comune. In fondo, un’equazione matematica si basa sulle stesse regole di un’analogia in poesia: due cose messe a confronto e un uguale che corrisponde al “come” che spesso abbiamo trovato nelle poesie lette a scuola.

Inoltre, la poesia sembra spesso arrivare prima delle intuizioni geniali di scienziati e fisici: Omero parlava di catene impossibili da infrangere, sottili come fili di ragnatela, tanto da risultare invisibili ben prima dell’invenzione del microreticolo metallico. Questo perché la poesia, come la fisica, lascia campo libero alla fantasia: e solo chi riesce ad andare oltre a ciò che è tangibile può creare cose nuove e far evolvere il nostro pensiero. La poesia sogna il futuro, e la fisica lo inventa: le due lavorano in coppia, e, forse, senza l’una non avremmo l’altra.

Malvaldi ci introduce quindi alla composizione degli atomi grazie alle parole di Lucrezio; ci fa scoprire, per bocca di Dante, le regole matematiche che reggono gli archi e l’architettura tutta; con una poesia di Gozzano ci presenta le crepe e il loro comportamento; con Wisława Szymborska ci racconta l’acqua e la sua storia. Un viaggio che passa dalla chimica alla matematica, dalla statistica all’informatica, attraverso un filo conduttore formato da fisica e poesia.

Un libro, questo, che non necessita di una conoscenza già alta sull’argomento, un libro che vuole spiegare senza essere pesante, capace di far comprendere gli argomenti che tratta anche a chi né è stato finora a digiuno. Un saggio che è quasi un romanzo, una raccolta di aneddoti divertenti, un testo che fa capire concetti anche complessi grazie a una poesia e una battuta. Approfondimento

L'infinito tra parentesi non è un semplice saggio. Sembra quasi un quaderno di appunti, un misto di informazioni, quasi come fosse un pentolone in cui tutto ribolle: chimica, fisica, matematica, statistica, informatica, e anche filosofia, letteratura, storia, cronaca. Un testo che sembra essere alle volte un romanzo, altre una raccolta di racconti, o anche un libro comico.

L'infinito tra parentesi è, in realtà, il risultato di uno studio attento e ben calibrato nella ricerca di un equilibrio fra il serio e il comico, lo scientifico e il poetico. Malvaldi riesce a catturare l’attenzione del lettore, anche se questo non sa nulla di quel che gli viene spiegato: una capacità che nasce dalla volontà di porsi alla nostra stessa altezza, e non ad elevarsi ad un livello superiore e a parlare come un professore fa con l’alunno: Marco Malvadi, nel raccontarci la fisica, divaga tra aneddoti divertenti, battute e citazioni di grandi autori passati, presentandosi come un amico che vuole spiegarci ciò che sa tra una risata e l’altra.

Non è questo un libro che necessita di concentrazione per essere capito, non è uno di quei saggi che bisogna rileggere più volte per coglierne il senso: è un testo scorrevole, facile a capirsi, che riesce a catturare l’attenzione del lettore. Un libro imbevuto di fisica ma, al contempo, denso di poesia, perché, forse, fisica e poesia sono quasi la stessa cosa…

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