Categoria: L’oltraggio

Recensione di L’oltraggio di Sara Bilotti

Il desiderio di fuggire dagli echi di un passato ancora vivo può giustificare la passiva accettazione di un oltraggio?

I protagonisti principali de Loltraggio sono tutti padroni di vite spezzate o irrisolte: Eleonora vive male i fantasmi del suo passato legati al rapporto assente con la madre e ad un amore sbagliato che ha reso profonde le sue insicurezze; Alessandro Vannini ha costruito attorno a sé il mito dell'uomo perfetto, bello, intelligente e con tutte le qualità per fare innamorare ogni donna, ma l'impalcatura su cui poggia l'intera sua esistenza è resa fragile da una sofferenza inconscia, apparentemente inspiegabile; Emanuele Vannini, il fratello maggiore di Alessandro, al contrario, è più rozzo e sfacciato, ma anche il suo atteggiamento è una maschera che cela verità rimosse; Corinne, l'amica del cuore di Eleonora, remissiva di fronte all'amore non più corrisposto di Alessandro, è costretta ad accettare la realtà con esasperata rassegnazione, perché porta ancora dentro sé i segni di quell'insicurezza che l'infanzia negata le ha irrimediabilmente procurato.

Eleonora si innamora di Alessandro, eppure non riesce a controllare i suoi bassi istinti in presenza di Emanuele, il quale la trascina ogni volta dentro un vortice di amplessi consumati in modo rude, fortemente voluti e altrettanto fortemente respinti.

In realtà le dinamiche della vicenda ruotano attorno ad un misterioso segreto che è alla base di tutte le bugie raccontate e ogni altra ambiguità, qualcosa che ha coinvolto i fratelli Vannini, in passato e che sembra avere condizionato le loro esistenze per sempre.

La narrazione de Loltraggio, fatta in terza persona, procede spedita, dimostrando l'abilità descrittiva di Sara Bilotti, che sa trasmettere le sensazioni vissute a pelle dai personaggi e l'atmosfera che si respira nella storia con uno stile attento e dettagliato. Il linguaggio è scorrevole, i dialoghi convincenti, le espressioni efficaci. Tuttavia il personaggio di Eleonora sembra perdere credibilità in molte occasioni e l'erotismo finisce per appiattirsi in una manifestazione smaniosa di appetiti sessuali, ai limiti del patologico. L'atteggiamento protettivo di Eleonora nei confronti dell'amica Corinne non è comprensibile fino in fondo ed anche la sua infatuazione di natura opposta verso entrambi i fratelli appare superficiale: un'attrazione non può convertirsi in un sentimento solido e forte solo perché un uomo è bello e gentile o sensuale e spregiudicato.

È vero, Loltraggio si legge tutto d'un fiato e non si può negare che l'autrice, capitolo dopo capitolo, tenga sempre teso quel filo che avvicina alla verità senza giungervi mai. Si va avanti con la curiosità accesa dalle cose lasciate in sospeso, che tuttavia finisce per diventare il punto debole della narrazione: quella corda troppo tesa, alla fine, fiacca l'interesse, l'attenzione perde un po' di intensità.

 

Approfondimento

Personalmente, la lettura, nel complesso, è stata gradevole. Da una parte, ho superato un forte pregiudizio verso la letteratura erotica della quale, di solito, mi disinteresso, dall'altra trovo che la classificazione del romanzo nel genere nero/erotico non sia del tutto corretta: credo che l'erotismo ne Loltraggio avrebbe potuto trovare strade ancora più audaci e che il "nero", in fondo, c'entri poco, manca un'ambientazione cupa, il mistero non abbraccia atmosfere particolarmente torve, né mi pare che i personaggi siano pericolosi criminali o soggetti psicopatici.

Ho letto che questo è il primo appuntamento di una trilogia: non so se vorrò continuare ad andare dietro alla storia di Eleonora e al suo mondo di attori.

Marina Guarneri

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