Categoria: L’ultima famiglia di Istanbul

Recensione di L’ultima famiglia di Instabul di Ayşe Kulin

L’amore era una cosa meravigliosa, persino quando in gioco c’era la vita.

Dopo la morte della madre, era come se Aylin avesse smarrito la via. Contro il volere della sorella maggiore si iscrive alla facoltà di medicina a Parigi. Incontra un principe arabo più grande di lei, lo sposa e il suo matrimonio nel primo periodo si dimostra straordinario. Ma presto le cose cambiano, il marito spesso non rientra la notte, non le lascia più soldi e Aylin inizia a chiedersi se l’uomo che ha sposato è veramente un principe. Anziché vivere una vita da principessa, è costretta a vivere in una gabbia senza poter divorziare.

Durante l’estate torna a Istanbul, dove incontra Polat studente alla Sorbona. Con lui Aylin riscopre il significato dell’amore e tornata a Parigi continua segretamente a frequentarlo. Quando il principe scopre il tradimento rinchiude Aylin nella stanza d’albergo dove soggiornavano, continuando a negarle il divorzio. Con l’aiuto della sorella e del cognato riesce a fuggire e a tornare a Istanbul. Con la paura che il principe andasse a Istanbul a riprenderla, decide di iscriversi alla facoltà di medicina a Neuchâtel. Qui incontra Jean-Pierre che decide di sposare quando appena ottenuto il divorzio dal principe. Da lui impara i segreti della medicina e la ricchezza dell’animo umano. Ottenuta la laurea Aylin vola a New York con l’opportunità di fare il medico. Da qui la sua carriera è solo in ascesa, così come il susseguirsi di amanti e mariti.

Presto diventa un’affermata e stimata psichiatra, si prende in cura casi più disperati senza arrendersi mai. La sua forza di volontà non si ferma nemmeno quando decide di arruolarsi e partire per andare in Oklahoma per lavorare come medico nell’esercito.

E se avesse continuato a vivere si sarebbe levata sulla vita come il vento.

Intelligente, ambiziosa, amata e rispettata, se avesse continuato a vivere probabilmente sarebbe l’ambasciatore americano in Turchia. Nessuno si spiega la sua strana scomparsa.

L'ultima famiglia di Istanbul è basato su una storia vera, e ci regala il racconto della vita di questa splendida donna di nome Aylin, narrata da chi meglio la conosceva. Aylin è stata una donna forte e determinata, credeva nell’amore, nella libertà e nella giustizia. Si è sempre battuta per questi valori, talvolta risultando un personaggio scomodo.

Nel mondo di oggi forse avremmo bisogno di più persone come lei, persone decise, capaci di cambiare le cose, di aiutare il prossimo e combattere per i propri ideali. Di persone capaci di amare, di vivere ogni istante della propria vita, nel bene e nel male. L'ultima famiglia di Istanbul ci invita a fermarci e a riflettere su come ognuno di noi dovrebbe credere in se stesso e puntare verso i propri obbiettivi, perché solo con costanza e forza di volontà essi si raggiungono.

Approfondimento

Credo che Aylin abbia vissuto più di una vita: è stata amante, moglie, studentessa, medico, amica e altro ancora. È stata oltre ogni cosa ciò che una donna può essere. Chi ha avuto la fortuna di conoscerla può solo raccontare la gioia di vivere che risiedeva in lei. In ogni cosa in cui si impegnava metteva tutta se stessa e grazie a questa dedizione che ha raggiunto molti successi.

Nel corso della sua esistenza ci sono stati anche momenti difficili sia nel campo professionale, quando ad esempio si prese in cura suor Nancy, il caso più impegnativo, sia nel campo sentimentale con continue separazioni e amori interrotti. Tutto ciò che l’ha ferita l’ha fatta crescere, tutto ciò che ha cercato di buttarla a terra l’ha resa migliore.

Puoi fare quello che ti pare, finché non fai non fai del male agli altri. Quando sarà il momento di dire addio alla vita, non lasciare dietro di te nemmeno un cuore infranto o un desiderio irrealizzato.

Questa era la filosofia di Aylin.

Invito a leggere questo racconto tutte le persone che hanno perso la propria strada.

Valentina

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