Categoria: L’uomo che fissa le capre

Recensione di L’uomo che fissa le capre di Jon Ronson

Se capisci il nesso tra osservazione e realtà impari a danzare con l’invisibile. Se nessuno ti osserva, tu sei invisibile. Esisti soltanto se qualcuno ti vede.

L’invisibilità è uno dei principi base di Glenn Wheaton, ex spia psichica delle Forze speciali americane.

Un super-soldato non ha bisogno di guardare. Lo saprebbe e basta. (…) Un guerriero Jedi saprebbe dirti dove sono le lampadine: tutte dalla prima a l’ultima. E anche le prese di corrente. Le persone normali non sono buone osservatrici. Non hanno idea di quello che gli capita intorno.

Jon Ronson riesce a farci scoprire ciò che nessuno si sarebbe mai immaginato. Soldati sopraffatti dalle canzoncine per bambini e capre stordite con la sola forza dello sguardo. È una via diversa, un altro modo di vedere la guerra da parte del Colonnello Jim Channon, che dopo la traumatica esperienza militare in Vietnam tenta di utilizzare nuove armi di distruzione di massa. Il suo testo new age Manuale del Primo Battaglione Terra s’insedia nell’esercito del Pentagono. Ma non tutti forse si trovarono d’accordo. I soldati venivano manipolati e grazie alle lezioni di Channon si convincevano di poter uccidere il nemico con lo sguardo. Lo stesso nemico, però, era stato immobilizzato con una particolare schiuma, o magari “placato” con un po’ di musica ambient.

Non sempre il combattimento Flower Power aveva la meglio, ed e lì che allora entravano in scena le armi. La parte più inquietante è quando descrive come le idee di questa unità si trasformarono attraverso gli anni sino a influenzare le tecniche di interrogatorio di Guantanamo Bay.

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Approfondimento

Dal libro, il cui titolo originale era The man who stares at goats tradotto in L'uomo che fissa le capre o anche Capre di guerra, nel 2009 venne ideato il film di Grant Heslov con protagonista George Clooney. Nel film appare più evidente la personalità del monaco Jedi Lyn Cassady che, convinto sostenitore del Flower Power (e probabilmente più convinto sostenitore di diverse droghe), tenta di insegnare al giornalista stralunato Bob Wilton la perfezione delle teorie della New Earth Army.

Nonostante possa apparire solo il documentario folle di un giornalista folle, simili accorgimenti vennero utilizzati in seguito alla tragedie dell’11 settembre 2001. Nella guerra contro l’Afghanistan, i soldati americani adoperarono realmente tecniche di guerra differenti. In tanti ricorderemo l’immagine che aveva fatto il giro del mondo, in cui vi era una soldatessa che teneva al guinzaglio alcuni prigionieri. La sottomissione fisica e psichica spesso nutrita da pratiche sadomaso, appare molto meno buffa di quella dell’uomo che ipnotizza una capra.

Il libro di Ronson non è particolarmente brillante. Potrei definirlo per un pubblico di nicchia e amanti del genere, per cui è difficile cogliere la grandiosità che invece altri recensori hanno trovato nel leggerlo. La scrittura troppo rapida lascia poco spazio ai respiri e all’immagazzinamento delle nozioni, dando però, al contempo, molte cose per scontate. Inoltre, se effettivamente tali torture sono state sperimentate sui giovani soldati (sia che fossero i “nostri” sia che fossero “gli altri”), non è argomento così divertente e da prendere alla “leggera”.

Mi sono ripromessa di guardare il film per riuscire a cogliere maggiori dettagli e sfumature, nonostante sia un po’ sfiduciata dalle recensioni che lo etichettano come “esilarante”, nonostante quando si parli di guerra credo non ci sia pressoché nulla di così esilarante. Di sicuro è un testo adatto a coloro che amano il genere giornalistico e politico.

Mary Marinella

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