Categoria: L’uomo della sabbia Lars Kepler

Recensione di L’uomo della sabbia di Lars Kepler

In L'uomo della sabbia una notte di inverno, fredda e nevosa, un giovane uomo ferito e in stato di shock viene soccorso dalla polizia alla prima periferia di Stoccolma. Il ragazzo è febbricitante a causa di un particolare tipo di polmonite (il morbo del legionario) e denutrito. Solo in ospedale viene identificato come Mikael Frost scomparso 12 anni prima assieme alla sorella Felicia e dichiarati morti, per annegamento, da sette anni nonostante i corpi non fossero stati ritrovati. Nel delirio della febbre farnetica di un uomo della sabbia dalle dita di porcellana, ma non riesce a fornire altre informazioni utili. La ricomparsa del ragazzo riapre la pista del serial killer che l'ispettore di polizia Joona Linna aveva sempre sostenuto e soprattutto la speranza che anche la sorella Felicia possa essere ancora viva. Ma il criminale in questione, il più terribile e spietato, è rinchiuso da 12 anni in una unità di massima sicurezza di un ospedale psichiatrico, condannato al Trattamento Sanitario Obbligatorio.

L'isolamento nel quale viene tenuto è totale, nel reparto non ci sono altri degenti, nonostante ne siano previsti tre, e al personale è proibito parlare con lui e anche ascoltarlo. Nelle brevi interazioni per fornire il cibo o somministrare le terapie devono mettere i tappi alle orecchie tanto temono di essere influenzati o condizionati da quest'uomo. Il ritrovamento di Mikael però, e soprattutto la possibilità che la sorella sia ancora viva, rende necessario trovare un modo per interagire con Jurek Walter, questo è il nome presunto dell'assassino, al fine di aver informazioni e  sopravvivergli. Quindi parallelamente alle indagini che vengono svolte "fuori" si decide procedere anche da "dentro" infiltrando un agente sotto copertura. Entra qui in gioco una giovane agente della Sapo Saga Bauer, che viene ricoverata nella stessa unità con un curriculum psichiatrico e criminale di tutto rispetto. A questo punto comincia una corsa a perdifiato contro il tempo nel tentativo di ritrovare Felicia ancora viva principalmente, ma anche di dare risposta a tante domande ancora aperte sulla scomparsa di tante persone e sul particolare modus operandi di questo serial killer fuori da tutti gli schemi dei profilers. L'epilogo permette di riportare a casa Felicia e di avere anche tutte le sorprendenti risposte.

L'uomo della sabbia, quarto romanzo dei coniugi Ahndolin che scrivono sotto lo pseudonimo di Kepler Lars, è costruito quasi come una sceneggiatura. Descrizioni delle azioni precise, così come dei personaggi. Fraseggio breve quando non brevissimo con una scelta lessicale ridotta. Anche i capitoli sono molto corti alcuni solo di un paio di pagine, e questo contribuisce sicuramente a velocizzare la lettura assieme al susseguirsi di colpi di scena e cambi di prospettiva che portano ad una tensione crescente. La scelta di un ambiente chiuso e di un personaggio intriso di ambiguità, follia, pericolo ma soprattutto imprevedibile è senza dubbio azzeccata ed evoca il timore, che ognuno di noi ha, di perdere chi amiamo. In questo caso specifico, inoltre, alcune situazioni sono addirittura evocative di poteri soprannaturali. Le descrizioni psicopatologiche e farmacologiche sostanzialmente corrette. Joona Linna, già protagonista dei precedenti romanzi del duo, orbita attorno al cattivo che tiene avvinta l'attenzione anche quando non è direttamente presente, assieme a tutti gli altri personaggi coinvolti. Il faro della narrazione è costantemente sul personaggio negativo che risalta anche quando è assente tanto la sua follia è sottile e coinvolgente, tanto fa paura.

Roberta Poletti

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