Categoria: L’uomo solo

Recensione di L’uomo solo di Luigi Pirandello

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La solitudine è la costante caratteristica dei personaggi di tutte le quindici novelle della raccolta L'uomo solo, una solitudine disperata che già da quella iniziale, L’uomo solo appunto, aleggia sugli uomini. Vedovi o abbandonati dalle mogli, non riescono ad accettare la loro condizione e si ritrovano al tavolino di un caffè, nella piazza del paese, ... sorseggiavano, succhiavano sciroppi e guardavano tutte le donne storditi e inebriati da quel brulichìo, da quel gemito di vita… sentono l’orrore della propria casa attufata dai ricordi, convinti e certi tutti che ...l’uomo non può esser tranquillo se non s’è assicurato tre cose: il pane, la casa e l’amore.... Groa, il più disperato, tenta di riavvicinarsi alla moglie, di farla convincere dal figlio a tornare a casa: al rifiuto di lei, decide di concludere, tragicamente e platealmente, una vita diventata insopportabile.

Nelle novelle La veste lunga, Zia Michelina e Volare le protagoniste sono donne che preferiscono por fine alla disperazione che le attanaglia con la morte o la perdizione. È il caso di Nenè, protagonista di Volare la cui storia richiama il dramma della Figliastra, di Sei personaggi in cerca d’autore, quando racconta il motivo per il quale si è vista costretta a frequentare la casa di Madama Pace, megera che organizza incontri tra uomini attempati e giovani donne.

Fin qui le novelle che finiscono in tragedia, con la morte del protagonista.

La cassa riposta, Di guardia e I nostri ricordi sono novelle che raccontano tre beffe che hanno, comunque una vena malinconica.

Il treno ha fischiato è la storia di Belluca, uomo mansueto e sottomesso, che un giorno si ribella al Capufficio, lo aggredisce, viene portato in manicomio e dichiarato pazzo. La pazzia, oltre al suicidio, è e resta per i disperati, l’unico spazio di fuga.

Il coppo, Notizie dal mondo, La trappola, La verità sono novelle nelle quali i protagonisti non vivono situazioni di stenti, ma di insoddisfazione e di costrizione. Si sentono in trappola.

E proprio nella novella La trappola Pirandello affronta il tema, a lui caro, della Vita e della Forma: …la vita è il vento, la vita è il mare, la vita è il fuoco, non la terra che si incrosta e assume forma. Ogni forma è la morte…. Fabrizio, il protagonista, assiste il padre vecchio, immobile, allettato, che lo guarda e piange: vorrebbe essere liberato dalla trappola della vita. Anche il figlio piange, su una trappola che la vita gli ha teso, su una donna che una sera, al buio, gli è caduta tra le braccia, lo ha tentato riuscendo a cavar da noi un altro essere condannato alla morte. E poi è andata via.

La verità è la novella dalla quale Pirandello ha tratto il famosissimo testo teatrale Il berretto a sonagli.

È la storia di Saru Argentu, detto Tararà, che confessa al giudice della Corte d’Assise di essere stato costretto ad uccidere la moglie, colta in flagrante adulterio con il Cavalier Fiorìca, dalla moglie di lui, Graziella. Tararà sostiene che se la signora Graziella non avesse sorpreso e reso pubblico l’adulterio, lui non sarebbe stato costretto ad agire di conseguenza. La colpevole in fondo è lei. L’uomo viene condannato a molti anni di galera. Ne Il berretto a sonagli, l’esito è diverso.

Chiude la raccolta La tragedia di un personaggio, tema caro a Pirandello che sarà trattato molto ampiamente nei Sei personaggi in cerca d’autore: si sostiene che un personaggio, se è tale, ha una vita propria, immortale: deve solo trovare l’autore che gli consenta di rappresentarsi.

Approfondimento

Tranne l’ultima novella, che è piuttosto una riflessione e un’esternazione del pensiero di Pirandello sulla scrittura, sul teatro e sul personaggio, alcune riflessioni su L'uomo solo sono doverose.

I protagonisti, molti dei quali umili, ignoranti ma d’animo buono e generoso, vivono una condizione di miseria, di disagio, di disperazione dovuta alla scarsezza di mezzi e alla difficoltà di guadagnare con un lavoro. Sono contadini, sartine, impiegati sui quali pesano uno stuolo di familiari ammalati o incapaci: sono professori, amministratori che rasentano la povertà dovendo provvedere da soli al sostentamento di troppe bocche. Tutti poi colpiti da un destino avverso, da disgrazie impreviste che li fanno precipitare nel baratro. È una società inchiodata alla miseria e alla disperazione. Il caso è una mala sorte che li perseguita. Anche i protagonisti delle novelle in cui si narra di burle sono umili, disincantati, ingenui che non hanno più il senso della realtà e vengono raggirati per la loro ingenuità. Alcune novelle offrono lo spunto per considerazioni sull’uomo: leggendole ci accorgiamo della grande vicinanza di Pirandello con Schopenhauer. Ne La trappola ci sembra di sentire il grande filosofo che ci parla della Volontà di vivere, motore di vita e di dolore.

Il tempo non compare, sono personaggi collocati in un tempo indefinito, un tempo antico, che incombe su tutti e non dà scampo.

L’incomunicabilità e la solitudine sono due facce di una medaglia attaccata al collo di donne e uomini drammaticamente soli e incapaci di comunicare parole, pensieri, sentimenti, desideri. Forse perché nella loro condizione sogni e desideri sono proibiti.

È un affresco di una società arcigna, cattiva con i deboli, con gli umili, feroce con gli ammalati, i perseguitati, i disperati. Non c’è scampo per i puri! Ricordano i personaggi soli e disperati di Malora di Fenoglio.

Tutte le novelle di Pirandello e dunque anche queste che sono raccolte con il titolo di L'uomo solo, vanno lette. Sono un grande esempio di scrittura.

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