Categoria: Marco Righetti

Recensione di La vita è molto più di Marco Righetti

Cos’è la scrittura per me? Molteplici risposte mi frullano nella testa ma mi piace molto la citazione di Paul Brulat “Per scrivere bene, in versi come in prosa, niente eguaglia l'avere davvero qualcosa da dire” (Pensieri, 1919). La prendo come dogmatica per onorificare, per quel che può valere, del titolo di buon poeta e scrittore l’ex avvocato Marco Righetti, a maggior ragione per la sua affermazione ”la scrittura è un allargare le braccia per farne grembo e raccogliere quello che mi danno gli altri: semplici storie, intuizioni, desideri, visioni. Sono loro i responsabili, coloro che incontro, più spesso coloro che non ho mai incontrato ma in qualche parte della terra esistono certamente …” Se uno sostiene ciò, non può che aver grandi cose da dire. Ne è la conferma La vita è molto più, suo secondo romanzo edito da Leone, cheha vinto il PREMIO EMOTION al Concorso Città di Cattolica e il 1° PREMIO al Concorso "UN LIBRO AMICO PER L'INVERNO" 2013-2014.

E’ un gran bel romanzo scritto anche in maniera poeticamente lirica con salti temporali e flashback che ne danno dinamicità ma nello stesso tempo intervalli di introspezione personale. Francamente dopo aver letto cose che voi umani …- scomodo Blade Runner per render l’idea di quanto c’è di “grezzo” ed elementare in giro -ho apprezzato molto la sua forma raffinata seppur fluida, perché assieme alla sostanza mi fa godere del piacere della lettura. E adesso analizzo il titolo: La vita è molto più. Difficile da digerire e da comprendere se non come discorso demagogico. Di più di che? Casomai di meno. Sempre sovrastimato questo vocabolo, infiocchettato e messo in bambagia. Preambolo mio pessimo ma nonostante tutto esce il mio lato migliore quando leggo: ” devo innescare lo scatto dell’amore e il suo rischio, perché la vita è molto più, sotto ogni cielo, anche quando questo è buio-cit.”  Un libro che mi prende, mi coinvolge, mi fa indossare i panni di Jacopo o Veronica sebbene non viva a tu per tu con l'autismo definendo mio figlio una giostra triste su cui non può salir nessuno. Ma nulla importa perché tutto sommato questa problematica, sebbene faccia da incipit e colonna sonora di un rapporto che va come deve andare, potrebbe essere sostituita da altre diversità più o meno handicap riconosciuti, ma che riguardano i nostri figli, la loro felicità.

Purtroppo il più delle volte la confondiamo con la nostra realizzazione, aspettativa che deve essere a tutti i costi equivalente se non identica al mondo che vorremmo. Eh già non si è mai troppo preparati al vivere, la vita ci supera sempre e allora o si continua a sbattere contro evidenti muri di gomma, incassando neanche tanto bene i contraccolpi sempre nello stesso posto con maggiore intensità o si cambia punto di vista, guardando e lasciando che Le nuvole passino -precedente romanzo di Marco Righetti -. Si rischia, però di essere ingoiati da apatia, ignavia e atarassia. Alternative? Mah, non ancora trovate. Penso sia sempre una questione personale il come uno veda e affronti la vita con le sue difficoltà. Troppo intimo e non vi è nulla e nessuno mai che possa aver la presunzione di far cambiar punto di vista, perché quello è la nostra realtà soprattutto se riguarda i nostri figli. Solo noi stessi possiamo valutare se ascoltare Marco Righetti. Attraverso Jacopo suggerisce di affrontare il nemico, stando sempre all’erta, ma senza perdere nulla, perché misteriosamente facciamo parte di una vita più vasta, più autentica, inscindibile. Se ne valga la pena giudicate voi.

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