Recensione di Con rispetto parlando di Ana Nobre de Gusmão
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Recensione di Con rispetto parlando di Ana Nobre de Gusmão

Dottore commercialista di Napoli del 1982, con la passione per la lettura e la scrittura. Ha scritto due romanzi e colleziona utopie e contraddizioni. Sostenitore del Tony Pisapia pensiero: "A vita è na strunzata".

  1. Ho comprato il libro a settembre e devo dire che mi è piaciuto molto, ma ad un certo punto, forse per noia, ho lasciato perdere verso la metà. Però ogni volte che ci ripensavo in me scattava sempre la voglie di sapere come era finita ai vari personaggi. Così improvvisamente oggi 22/03/16 ho ripreso il libro e ora ho intenzione di finirlo una volta per tutte. Credo che esso sia interessante, Laurinda è una personaggio forte, originale e fermamente convinto della propria ignoranza. Lei nuota nell’ignoranza che poi è la superstizione, e la sua vita scorre intrecciandosi con quella dei quattro datori di lavoro. Una donna all’antica, potrebbe apparire a primo impatto, ma è molto di più: si considera subordinata ai datori di lavoro che lei stessa chiama padroni, ma non esita a giudicarli e parlare male di loro con il resto dei protagonisti. Un libro che sicuramente apre gli occhi sul mondo del pettegolezzo e della superstizione.

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