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Recensione di Khomeini, De Sade e io di Abnousse Shalmani

Nata a Sassari nel 1991, laureata in Lettere, attualmente studio Storia e Filosofia. Lettrice onnivora, da qualche anno, alla passione per la scrittura, ho affiancato quella per il teatro perché davvero, come scrisse qualcuno, “il teatro è poesia che esce da un libro per farsi umana”.

  1. Antonella Rossi Battioni

    23 giugno

    Gent. Mariangela, ho letto la tua recensione dopo che avevo già letto il libro di A. Shalmani perché dovevo parlarne al gruppo di letteratura del mio Club (l’IWC). Ho trovato la recensione alquanto libera, anche se nel complesso riesce a fornire un’idea abbastanza esatta del testo. Abnousse, bimba di sei anni, esprime la sua ribellione attraversando nuda il cortile della scuola al momento dell’uscita per raggiungere il cancello ed infilarsi nella macchina con l’autista che l’attende fuori e non corre nuda per le vie della città. Personalmente penso poi che De Sade sia tanto ammirato dalla scrittrice per molte motivazioni, ma soprattutto per il suo amore di libertà che non accetta alcuna limitazione. Forse talvolta leggendo velocemente ci si sbaglia su alcuni particolari. Comunque buon lavoro Antonella Rossi Basttioni

    • Mariangela Pala

      23 giugno

      Gentile Antonella, in realtà la libertà da te notata nella descrizione dell’episodio della corsa senza vestiti voleva essere una metafora per indicare il senso di oppressione causato dal nuovo regime politico e la conseguente ricerca di una qualche forma di libertà (la piccola Abnousse non corre sicuramente tanto da permettere al suo fiato di divenire corto o alle sue gambe di diventare pesanti). Ti ringrazio comunque per il tuo commento e per le tue critiche. Un saluto, Mariangela

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