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Recensione di Malaparte. Morte come me di Rita Monaldi e Francesco Sorti

Gli articoli firmati sono dei nostri collaboratori.

    • Giovanni

      30 marzo

      Ho vissuto dal 1955 per 7 anni da bambino le mie estati a Capri e nel 1957 di agosto mamma ebbe l’idea di andare
      dalla Carmen Buronzo (citata nel libro come consulente esoterica di Mussolini ed Edda) a farsi fare le carte. Le preconizzò la morte di mio padre entro l’anno (non aveva ancora compiuto 40 anni), puntualmente avvenuta nell’11 dicembre dello stesso anno. Rimasi orfano di padre a 6 anni. La signora non portò fortuna nemmeno a suo marito, il senatore Vincenzo Buronzo, persona per bene e uomo di fede. Gli furono confiscati i beni e tolta la pensione e morì nel suo paese in piemonte in povertà. Aveva sposato dopo la vedovanza tale donna. La signora visse a Capri nella villa ancora per parecchi anni, personaggio sinistro, non portò fortuna a Edda (a cui furono tolti beni e le fu fucilato il marito dal suocero) nè a Mussolini. Comunque l’atmosfera descritta è perfetta di quell’ambiente e dei suoi personaggi.
      Atmosfera i cui strascichi ancora si respiravano nella Capri degli anni 50.
      Malaparte è morto nello stesso anno di papà a luglio a Roma nella Clinica Sanatrix a pochi isolati da dove abitavamo. Sembra quasi che i destini di mio padre e lui si siano incrociati nei tempi, nei luoghi e nei personaggi così magistralmente descritti dalla coppia di autori di questo libro.
      Giovanni

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