
Recensione di L’ultimo movimento di Robert Seethaler
«Che tipo di musica fa lei? Mi può raccontare qualcosa?». «No. Non si può parlare della musica, non esiste nessuna lingua per farlo. Se la musica si lascia descrivere, non è buona musica». L’ultimo movimento, di Robert Seethaler, rappresenta, per molti addetti ai lavori, uno dei più grandi romanzi della letteratura tedesca. Il protagonista, Gustav Mahler, è un famoso direttore di orchestra apprezzato in tutto il mondo, il quale racconta la sua vita in modo particolarmente commovente e poetico. E così, sulla Nave che lo porta verso l’Europa, confortato dalla compagnia della moglie e della figlia, assistiamo a tutta la complessità e emotiva di un uomo ormai in fin di vita. Nei flash-back che seguono il filo della narrazione, Gustav ripercorre le sfumature della sua storia, privata e professionale, rileggendola in una chiave filosofica ricca di insegnamenti e riflessioni personali. Lo stile comunicativo scelto dall’autore è particolarmente avvolgente, tanto che leggendolo si ha l’impressione di essere cullati dallo stesso mare solcato dal protagonista. Possiamo dire che questo libro compensa con grande coinvolgimento emotivo ciò che in realtà manca in quanto ad azione e dinamismo, ma del resto il genere letterario non lo richiede, quindi non aspettiamoci particolari colpi di scena. È uno di quei romanzi che aiutano a pensare, in quanto fa riflettere sulla mutevolezza dell’esistenza e su come, per
