Eccoci a una nuova puntata del nostro corso di scrittura creativa. Un personaggio รจ una persona in una storia. Ciรฒ detto, per creare un personaggio credibile, basterebbe ispirarsi alla realtร , alle persone che si conoscono e passare a descriverle con un dettaglio sufficiente a farle diventare personaggi di una storia.Osservare il personaggio di un romanzo non ci aiuta a comprendere il meccanismo e lโarte usata dallโautore per metterlo assieme e calarlo nella storia. Dal risultato รจ difficilissimo se non impossibile risalire agli ingredienti, non meno che indovinare la ricetta di un dolce mangiandone una fetta. Si tratta di unโalchimia di fattori in cui il risultato finale รจ ben piรน che la mera somma delle sue parti. Lo scopo di questo articolo รจ quello di dare una serie di utili consigli e โdritteโ per creare personaggi credibili ed efficaci, non giร quello di esaurire lโargomento in quanto ciรฒ richiederebbe diversi trattati solo per parlare della vastissima bibliografia esistente. Partiamo da dove ci eravamo fermati con lโultimo articolo e cioรจ la trama.
ร inevitabile che fra personaggio e trama si venga a creare un legame attraverso lโazione, una dinamica che lega ciascun personaggio a tutti gli altri personaggi della storia, ma anche agli elementi animati ed inanimati che partecipano alla vicenda. In questa dinamica vanno garantiti uno schema di comportamento coerente ed una buona dose di complessitร . I personaggi principali normalmente scaturiscono dalla trama, in particolare il personaggio focale, quello attraverso i cui occhi il lettore โvedeโ la nostra storia, non puรฒ che essere intimamente legato alla trama in una serie di relazioni cicliche. Vi sono trame che partono da unโidea di personaggio e, viceversa, personaggi che discendono in maniera naturale e quasi immediata da trame ben definite. Come si puรฒ affrontare in modo elementare la creazione di un personaggio? Il consiglio รจ sempre quello di cominciare dalle cose semplici, e cioรจ da un singolo tratto distintivo. Siccome non stiamo parlando di persone reali, che cioรจ hanno una complessitร tale da risultare sovente imperscrutabili, bensรฌ di schematizzazioni, il primo passo รจ quello di immaginare un singolo aggettivo per ciascun personaggio, una qualitร che caratterizzi in maniera distintiva e semplicemente riconoscibile, anche da un bambino. Ci sarร quindi lโeroe, lโavaro, il ladro, il fortunato, lo scienziato pazzo e cosรฌ via. Attorno a queste qualitร si agganciano altri tratti distintivi, cominciando sempre dallโesterioritร , cioรจ da particolari che possono essere colti attraverso lโosservazione: il modo di vestire, di portare i capelli, di camminare, di parlare, eccetera. Queste qualitร infatti discenderanno direttamente dalla trama e dalla relativa ambientazione: se parliamo di unโambientazione in costume con trama realistica ci aspetteremo di dover creare un certo tipo di personaggi, se si tratta di una commedia ne avremo invece altri (grotteschi, surrealiโฆ).
Ciascuna delle caratteristiche esteriori cosรฌ individuate, puรฒ essere posta in relazione con unโaltra caratteristica nascosta che fa parte dellโinterioritร del personaggio. Queste relazioni sono spesso stereotipate: ad esempio, un uomo dai lineamenti grezzi e malvestito puรฒ essere un ex galeotto, un criminale. Pertanto bisogna porre molta attenzione alla definizione di questi legami perchรฉ รจ a questi che il lettore si aggrappa per farsi unโidea di ciascun personaggio. Il lettore รจ il giudice supremo e pertanto va posto sempre al centro dello sforzo creativo. Quando infatti da lettori ci troviamo di fronte a un personaggio, siamo indotti a fare le stesse osservazioni che riserviamo a persone reali, con le quali cioรจ abbiamo a che fare nella nostra quotidianitร . ร inevitabile cioรจ confrontare le azioni fittizie compiute dai personaggi della storia, con quelle che potremmo vedere compiute da persone vere. I comportamenti esteriori dei personaggi narrativi, in altri termini, devono essere riconoscibili. Ma attenzione: riconoscibili non significa prevedibili! La prevedibilitร infatti รจ sinonimo di noia. Quindi nella descrizione del personaggio va delineata con assoluta precisione il lato in luce (lโesterioritร , le qualitร visive, percettive, comportamentali che lo rendono riconoscibile) con il lato in ombra (lโinterioritร , ciรฒ che non puรฒ essere percepito con uno sguardo esterno, la parte nascosta). Spesso il contrasto fra luce e ombra รจ allโorigine di personaggi memorabili poichรฉ da tale contrasto nasce lโelemento di conflitto interiore che porta il personaggio a trasformarsi, sempre in maniera coerente con la propria natura. Si pensi ad esempio allโInnominato di Manzoni o a Jean Valjean di Victor Hugo. Cosa sarebbero i relativi romanzi senza il profondo conflitto interiore di questi personaggi? Senza le loro coscienze e le loro conversioni? Questi sono esempi della strettissima relazione esistente fra il conflitto interiore di un personaggio, la trama e le relazioni che tale personaggio intrattiene con gli altri personaggi della vicenda. Una volta che, per sommi capi, si sono individuate le caratteristiche di ciascun personaggio principale, รจ possibile, per ciascuno di essi, cominciare a costruire una scheda di dettaglio, seguendo pressappoco lo schema seguente:
Nome: Cognome: Data e luogo di nascita: Posti in cui vive ed ha vissuto: Educazione e studi: Gusti (alimentari, sessuali ecc): Traumi subiti: Lingue conosciute: Aspetto fisico: Abitudini: Portamento: Linguaggio: In cosa crede? Che cosa desidera? Che cosa ottiene alla fine della storia? Qual รจ la sua epifania? In che modo cioรจ le vicende che accadono lo trasformano?
Questa scheda riveste unโimportanza fondamentale durante la stesura della storia. In modo particolare, le domande finali: ciascun personaggio infatti deve agire per soddisfare queste domande e deve farlo in maniera coerente con ciรฒ che รจ, con le sue abitudini, con la sua forma mentis. Altrimenti si ottengono personaggi caricaturali, le cui azioni non sono ragionevoli o appaiono scontate e funzionali alla storia! ร questโultima invece che viene determinata dalle pulsioni emotive dei personaggi, non il viceversa! ร il battito del desiderio di ciascun personaggio a determinarne la complessitร ed รจ questโultima qualitร che definisce le azioni e le relazioni con gli altri personaggi e con le vicende. Quanti piรน particolari riusciamo ad inserire in questa scheda, tanto piรน risulterร definito il personaggio ed avremo precisi vincoli al suo comportamento. La domanda finale, e cioรจ lโepifania del personaggio, ha unโimportanza fondamentale in quanto รจ la risposta a questa domanda che ci fa determinare il punto di vista sulla storia, il personaggio focale del nostro libro o addirittura lโio narrante in certi casi. I personaggi completi, quei personaggi cioรจ che non si trasformano nellโarco di una storia ma sono giร sviluppati, sebbene possano essere protagonisti, di rado sono i narratori. Si pensi ad esempio al capitano Achab in Moby Dick. Quando il libro comincia Achab รจ giร un personaggio completo: la sua vicenda tragica, sebbene non sia ancora giunta a compimento, รจ giร segnata. Per questo motivo Melville racconta la storia attraverso gli occhi del giovane Ismaele, perchรฉ รจ lui che apprenderร la lezione e raggiungerร la sua epifania nel finale, completamente trasformato. Allo stesso modo nella Rima del Vecchio Marinaio di Samuel Taylor Coleridge, il Vecchio narra la storia alla fine della sua trasformazione, quando รจ stato inevitabilmente segnato dalle vicende che ha vissuto e, anzi, รจ quella trasformazione che costituisce la sua missione e sta alla base della vicenda stessa: egli deve raccontare affinchรฉ gli uomini capiscano dal suo esempio che devono amare tutte le creature di Dio.

In questa fase di creazione del personaggio รจ pertanto importante avere ben chiare le caratteristiche piรน nascoste di ciascun personaggio per evitare di ritrovarsi in un vicolo cieco allโatto della stesura. Infatti, il passo successivo consiste nel riscrivere la trama della nostra storia vista da ciascun personaggio. In sostanza, per ogni personaggio principale, si scriverร un paragrafo in cui il personaggio stesso racconta in soggettiva le vicende da lui vissute, ponendo particolare attenzione al suo lato emotivo, a come cioรจ ciรฒ che gli accade attorno modifica il suo stato interiore e cosรฌ facendo determina le sue reazioni e le sue azioni esteriori. In questo modo รจ possibile stabilire delle relazioni di causa-effetto ed evitare situazioni grossolane in cui nella nostra trama qualcosa accade senza un motivo oppure perchรฉ โdeve accadereโ: il lettore desidera ardentemente comprendere la motivazione di tutto ciรฒ che accade e, per i personaggi cosรฌ come per le persone reali, questa risiede nelle emozioni, nei sentimenti. ร molto probabile che riscrivendo la trama nellโottica di ciascun personaggio, saltino ai nostri occhi delle incongruenze alle quali non avevamo fatto caso in fase di ideazione della trama. Questโopera di raffinamento della trama sta alla base di ogni romanzo ben congegnato e lโautore non deve mai sottovalutare lโimportanza di eseguirla in modo scrupoloso. Spesso i nostri personaggi diventeranno talmente veri da smascherare trame artificiose e cominceranno a prendere vita e a creare altre trame! Bisogna lasciarli agire e creare le loro storie, solo cosรฌ avremo una struttura coerente: se il battito del desiderio dei personaggi si allontana molto dalla nostra trama iniziale, significa solo che questโultima era approssimativa e campata in aria. E allora bisogna apportare modifiche, anche rilevanti alla trama! Ecco perchรฉ รจ importante evitare che i personaggi siano prevedibili e funzionali alla trama: lo ripeteremo fino alla noia in questo ciclo di lezioni! Rifuggite dallโidea (invero assai comune fra i principianti) che la trama sia un qualcosa di intoccabile, ma non abbiate paura di modificarla continuamente fino ad ottenere la perfetta quadratura coi vostri personaggi ed i desideri che li fanno muovere.
Quanti personaggi bisogna inserire in una storia? Non cโรจ una regola valida per ogni caso, tuttavia esistono alcune considerazioni che possono aiutarci a scegliere. Proprio come nella vita reale, ciascun personaggio intrattiene relazioni con tutti gli altri personaggi, principali e secondari. Ciรฒ significa che il numero di relazioni fra i personaggi si moltiplica al crescere del loro numero. La regola comunemente accettata, limitatamente ai personaggi principali, รจ che due sono pochi e quattro sono troppi. Nel senso che due soli personaggi originano trame banali, troppo povere, e, di converso, quattro o piรน personaggi si traducono spesso in trame ingestibili, corali o troppo ricche. Questa regola empirica, individua in tre il numero ideale di personaggi di una storia: รจ il classico triangolo delle storie sentimentali, ma non solo. Renzo, Lucia e Don Rodrigo, Don Chisciotte, Dulcinea e Sancio Panza, Achab, Starbuck e Moby Dick: lโelenco puรฒ continuare allโinfinito. In un triangolo di personaggi, diciamoli A, B e C, esistono ben sei relazioni: A avrร relazioni con B e C, B avrร relazioni con A e C e C ne avrร con A e B. Ciascuna relazione รจ biunivoca: in altri termini, la relazione di A verso B ad esempio, cioรจ lโinsieme di sentimenti, rapporti, la storia, le esperienze condivise eccetera, di A verso B possono essere significativamente diverse da quelle che B nutre verso A. Si pensi ad esempio allโesempio classico dellโamore non corrisposto. O a quello, esilarante e tragico, fra il Fantozzi e la Signorina Silvani. Si comprende, quindi, che queste sei relazioni intercorrenti fra i personaggi principali determinano di per sรฉ una buona fetta dei comportamenti di questi ultimi e possono porre seri vincoli alla trama. Al triangolo dei personaggi principali, spesso si affiancano altri triangoli secondari, in cui ciascun personaggio principale intrattiene relazioni con i personaggi secondari. Questi triangoli secondari possono essere molteplici e, in genere, sono allโorigine delle cosiddette โsottotrameโ. Shakespeare utilizza in molte delle sue opere teatrali questo modello a triangoli di personaggi; la complessitร delle trame shakespeariane infatti ci fa parlare di teatro moderno perchรฉ sono ancora molto attuali e, anzi, costituiscono spesso un paradigma che ci aiuta a comprendere meglio i tipi umani e la loro immutabilitร nel tempo.