Eh sì, che sei un figurino ma credimi, non ci stai nelle righe dei miei quaderni. Ma stai esattamente negli occhi, oggi, che trattengono più emozioni di quelle che posso giustificare, in acqua e sale.
Ma facciamo che oggi non sono uno scrittore e che puoi credere a quello che ti dico, facciamo che posso essere stucchevole e fortunato, anonimo e mezzo avvisato mezzo salvato, che mi prendo lo schiaffo più bello di questi mesi e ti dico che puoi.
E resterà tutto così, come i tasti bianchi dei pianoforti che non si toccano e che non sposta nessuno, io con i miei paradisi temporanei e tu con le giornate dalmeteo bipolare e dalla nostalgia per qualcosa che forse non sai più cos’è. Resterà tutto così, come questa poesia che ti lascio e che racconta come non ci siamo incontrati e come non è stato bello ma molto più. I grandi discorsi, invece, te li farò quelgiorno in cui mi dirai che non servono.
Mind the gap