Titolo: Io odio internetAutore: Jarett Kobek
Pubblicato da Fazi - Ottobre 2018
Pagine: 332 - Genere: Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Brossura, eBook
Collana: Le meraviglie
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Adeline รจ una โuna bella donna adulta, una versione elegante di quelle rockettare sulla quarantina che incontri al Rainbow Room" e che "apre la bocca e sembra una Dianna Vreeland drogata e ha un sacco di opinioni erudite e folli su qualunque argomento. ร affascinante. E รจ piรน o meno famosa." E perciรฒ "La gente adora guardare le celebritร che si auto-immolano. La gente ne va proprio pazza, accidenti. ร lo sport passivo piรน praticato del nuovo millennioโ.
Dรฌ, ma tu hai mai letto Foster Wallace? E alloraโฆ
Eh, mi verrebbe da dire, ma non siamo nel mille e novecento novanta e sei. Uno, nove nove sei, come canterebbero gli Afterhours di โhai paura del buio?โ ; โsei borghese, offenditi!โ si, gli risponderei, ancora di piรน leggendo questo romanzo. Sempre nellโuno nove nove sei, Palahniuk ha dato alle stampe Fight Club (ricordatevelo per lโapprofondimento).
Ma tornando a noi: si, lโho letto Foster Wallace.
Dove voglio arrivare? Aspettate e vedrete.
Prima di tutto parliamo dello stile, che รจ il vero punto focale, quello che forse piรน mi ha indispettito. Lโalternativismo nevrotico da studentessa di arti performative che parla come un cartone animato per adulti di Ralph Bakshi (opera prima 1972) giร dieci anni fa รจ stato ampiamente superato (figuratevi oggi). Mi sto riferendo a quella scrittura tipica della new age americana, molto pop-oriented, molto MTV but cultural-addicted, very skinny young, che si brucia al fuoco di Warhol e lo trascina dagli anni sessanta fin a qua ma ridotto a un lumicino da cimitero; sarร pure limite mio grande, ma fatico non solo a comprenderne la forma, ma addirittura a concepirla. SOPRATTUTTO nel duemila e diciotto. Questo stile rispecchia un rigurgito proto-punk-giovanile da preistoria dellโetere, quando ancora ci si colorava i capelli a porcospino e si ascoltava la Jungle. Gli autori che sposano questo modo di scrivere (perchรฉ lo possono fare, eh, siamo in un mondo libero, ma se ne assumano la responsabilitร ) dovrebbero riuscire a capire che lโarguzia, come la comicitร , รจ unโarma pericolosa. Per capirci: una barzelletta raccontata ad un amico seduti sopra la panca dโun pub, fa ridere, soprattutto alla seconda birra. Ma se la sposti su un palco dโun teatro, cโรจ rischio possa essere avvilente! Perchรฉ il rapporto fra spettatore e attore, si muove su meccaniche naturalmente differenti da quello di interlocutore e interloquente. (Non citatemi Colorado, per lโamor del Signore).
Esplico:
ยซIl punto รจยป, sosteneva J. Karacehennem, il cui cognome in turco significava โinferno neroโ, ยซche abbiamo passato, quanto?, due o tre secoli a spaccarci la testa sullโesistenzialismo, che in realtร รจ solo un modo per chiederci: โPerchรฉ siamo su questo pianeta?โ, โPerchรฉ la specie umana si trova proprio qui?โ, โPerchรฉ viviamo le nostre esistenze senza senso?โ. Tutti i piรน grandi filosofi e scrittori hanno cercato di rispondere a queste domande e tutti i piรน grandi filosofi e scrittori non sono riusciti a fornire una risposta convincente. La cosa straordinaria di Facebook รจ che finalmente capiamo perchรฉ siamo nati in una certa cittร , perchรฉ ci fidanziamo, perchรฉ consumiamo i nostri stupidi pasti, perchรฉ ci chiamiamo in un certo modo, perchรฉ possediamo le nostre macchine idiote e perchรฉ cerchiamo di fare colpo sui nostri amici. Perchรฉ siamo qui, perchรฉ facciamo tutte queste cose? Finalmente abbiamo una risposta. Siamo sulla Terra per rendere piรน ricchi Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg. Le nostre fatiche hanno un senso reale e tangibile. In realtร ciรฒ che sto cercando di dire, credo, รจ che cโรจ sempre speranzaยป.
Probabilmente, sulla panca di un pub, questa intuizione aveva del geniale. Poichรฉ sorseggiando vino rosso da un cartone e sistemandosi il basco, blaterando della letteratura autentica, del โmestiere del romanziereโ, delle giacche di tweed, e delle pastorali di Philip Roth, tutte le intuizioni su una panca di un pub hanno del geniale, soprattutto piรน o meno intorno alle due della notte; probabilmente i tannini aiutano a sentirsi molto scomodi per il pudore comune, il pudore di โnoi altri alto borghesi di buona famigliaโ che ancora ci indigniamo quando ci viene offesa la morale pubblica da questo cinismo ร -lร -Foster Wallace, nevvero?
Ebbene, io ho letto Foster Wallace. E mi รจ pure quasi piaciuto Foster Wallace, nonostante non sia il mio genere, perchรฉ aveva qualche cosa da dire, unโottima mano e un buonissimo intuito. Ma come ogni buon proposito religioso, il problema non sta nella filosofia, ma nei discepoli. E dunque questa schiera dโaragoste operose, camicie a quadri e bandane, flanella e vans, col culto estetico per quella trasandatezza ragionatissima, pensano forse dโesser molto perspicaci nel loro compito di erodere i pilastri dellโeducazione alto borghese, svelando quei meccanismi occidentali che ci hanno ridotto a meri standard commerciali.
Possibile che io non lโabbia mai vista a questo modo? Come ho fatto ad esser cosรฌ cieco. Parlamene ancora. Redimimi.
Chiedo scusa, non volevo sprecare caratteri in invettive, ma me lโhanno tirato fuori, torno alla storia. Quale sia รจ nebuloso. Sta sottotraccia, nuota nel torbido di mezze tirate contro una establishment da pamphlet terrapiattista, storie accessorie, accennate, scorrette ma mai oltre il limite di una seconda serata in compagnia delle Iene (Ilary Blasi, non Tarantino, anche se a Kobek piacerebbe pensare di poter accostarsi al secondo). Prendiamo, ad esempio, la storia dellโEumelanina, ovvero del pigmento epiteliale simbolo del retaggio di Jeremy Winterbloss (nero africano-americano); un retaggio figlio, a quanto si legge, di una sequela di stupri tra padroni bianchi e donne di colore schiave, roba di antenati che si son dati dispiaceri gli uni agli altri e noi, giovani apatici, ne siamo il risultato, al crocevia della storia, dove son pervenuti i contrari, e noi non sappiamo a chi credere, ma non ci importa granchรฉ. (Ma per questi disagi tipici della generazione X, andare a cinque anni prima dellโuno nove nove sei, e chiamare K.C., chiedere di IN UTERO).
Di nuovo, perdonatemi. Dicevamo? La storia. Adelina, la protagonista, รจ una ex Daria very very alternativa, che con Jeremy (il prima citato simbolo del sincretismo etnico della grande โmerica), nel suo passato giovanile รจ stata autrice di un fumetto very very alternativo, di un gatto antropomorfo very very apatico (Fritz The Catโฆ ah no, quello รจ Bakshi 1972, questo si chiamava Felix Trill). E ben, dopo una conversazione con tale Kevin Killian accetta il suo invito allโMFA Program del California College of Art per tenere una conferenza davanti ai suoi studenti.
ยซCon grande piacereยป, rispose Adeline. ยซSarei felicissima di penetrare nelle menti eccentriche di quei giovani brillanti. Sono certa che distruggerรฒ i loro cervelli e falcerรฒ le loro anime con tutti i prodigi del mio eloquioยป.
Neanche la parodia di Juno in Disaster movie. E sottoscrivo, perchรฉ lโintervento al suddetto college, allโautore che lo scrive, deve essere sembrato molto arguto, e invece si risolve dโessere una tirata contro le due entitร inventate dallโoccidente capitalista: il Dio unico e il Danaro, che, scrive, come nessunโaltra entitร inventata hanno causato i peggiori danni a questo nostro mondo (ne avrei un altro paio un poโ peggiori, ma non divaghiamo); dunque si passa a una critica alle primavere arabe (nel senso di dissertazione sociopolitica a spiccioloni) e un grande dissenso per internet, Twitter e Facebook, per lโintera industria tecnologica (nonchรฉ per le ragazze che tenevano a lavorarci dentro), e per Rhianna e Beyoncรจ.
Adeline aveva superato la quarantina. Era piรน o meno famosa. Stava esprimendo una serie di opinioni impopolari. Era in pubblico. Era il 2013. Fu in quel momento che commise lโunico errore imperdonabile dellโinizio del ventunesimo secolo. Non si accorse che qualcuno stava registrando tutto quello che diceva.
Da qui iniziano piรน o meno trecento pagine di gogna mediatica contro la quale Ella sโerge donchisciottescamente ingenua e salda nei suoi principi.
ยซPotresti sempre aprirti un account su Twitter e chiedere scusaยป. ยซMa caroยป, ribattรฉ Adeline, ยซnon posso proprio farlo. Non mi pento affatto di quello che ho dettoยป.
Neanche un pochettino? Un pochetto piccolo piccolo? Piccino picciรฒ?
Approfondimento
Nel 1996 al termine di Fight Club, lโimpiegato senza nome si riunisce con la parte piรน oscura sรฉ, Tyler Durden, figlia della frustrazione e dellโodio per il fordismo culturale e lavorativo al quale รจ condannato. La sua reazione nei confronti di una societร castrante si risolve nel progetto Mayhem, ovvero nella costituzione di una cellula eco-terroristica organizzata per spezzare i pilastri del mondo capitalista-occidentale cosรฌ come lo conosciamo (gli istituti di credito).
La risposta di Adeline? Lasciamo perdere. Sono stato anche troppo cattivo.
Ma voglio perorare la mia causa. E poi smettere. Ci vogliono spalle enormi per lโavanguardia letteraria. Cosรฌ come per essere davvero cinici. Altrimenti si rischia di essere smorfiosi e di non attirarsi neppure lโindulgenza della simpatia.
Dear Jarrett, please, take a note: Andrea G. Pinketts โ studiare.
