Titolo: LโincoscienteAutore: Diego Cugia
Pubblicato da Mondadori - 2004
Pagine: 177 - Genere: Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Brossura
Collana: Oscar piccola biblioteca
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La storia narrata in questo libro si svolge principalmente in una notte, la notte del giorno in cui Luca Svevi, disoccupato per scelta, compie cinquanta anni. Quasi si trattasse del raggiungimento di un traguardo, lโintera sua vita gli si ripresenta sotto forma dei personaggi che lโhanno popolata a partire dalla sua nascita e ognuno di loro gli porta un conto in sospeso.

Non so voi, ma a me capita di dover far conoscenza con un libro prima ancora di iniziare a leggerlo: rimane appoggiato nella mia libreria nel settore dedicato alle โprossime lettureโ e nel frattempo leggo la copertina, lo sfoglio in modo casuale, mi faccio attrarre da alcune frasi quel tanto che basta per suscitare curiositร e poi inizio la lettura.
A volte questo comporta il rischio di partire con un pregiudizio o comunque di farsi unโidea del libro che potrebbe rivelarsi sbagliata. Niente di piรน simile mi รจ successo nellโapproccio con Lโincosciente, che, aggravante, non รจ stato scelto da me personalmente. Dalle poche righe lette inizialmente ho avuto la netta impressione di un libro deprimente che avrebbe potuto alimentare le eventuali tendenze suicide di un lettore. E invece, a contraddirmi, mi aspetta un libro scritto in modo incalzante con una trama che incuriosisce man mano che ci si inoltra nelle sue righe. Sicuramente da far concorrenza ad un thriller del quale si vuole conoscere il colpevole e si procede febbrilmente nella lettura per arrivare al finale.
Finale che arriva, ovviamente, a sorpresa e che non delude lโidea che ci si fa del protagonista; un finale imprevisto quanto coerente, oserei dire. Luca Svesi, deluso dalla propria vita, si licenzia e vive vendendo i mobili ereditati dalla famiglia e giocando al lotto, bevendo margarita e fumando quattro pacchetti di sigarette al giorno. Egli si ritrova, nella notte del compimento dei suoi cinquanta anni, ad essere il protagonista di quella che inizialmente pare essere una sorpresa organizzata dai suoi ex colleghi, poi si trasforma in una serie di flash back in cui, attraverso la testimonianza di migliaia di persone che hanno piรน o meno incisivamente fatto parte della sua vita, rivive episodi passati, ed infine il tutto assume le sembianze di un vero e proprio processo con tanto di tribunale, giudice, ghigliottina e boia.
Immerso in questo enorme deja vu, Luca Svevi, prende consapevolezza che una delle decisioni piรน importanti della sua vita รจ stata da lui presa sulla base di un equivoco. Lui crede che la donna di cui si รจ innamorato in passato gli abbia detto in francese: โse ti piaccio cosรฌ tanto, perchรฉ non mi porti via?โ , una domanda che a lui pare una sfida, una sfida che non si sente di accettare. Solo ora comprende di non aver padroneggiato bene il francese e di aver tradotto in modo sbagliato: โmi piaci cosรฌ tanto, portami viaโ. Cruciale รจ stato questo banale equivoco linguistico che lo ha portato ad erigere la sua torre solitaria e a scindere la propria vita da quella di Veranne, la ragazza con la bandana azzurra di cui, dopo un breve incontro, si รจ invaghito. Ha fatto la differenza degli eventi della sua vita un punto interrogativo immaginario (perchรฉ non mi porti via?) che si รจ rovesciato e si รจ trasformato in amo pungente.
Il verdetto del giudice รจ inappellabile: Luca Svevi รจ proclamato colpevole di โincoscienzaโ. Il protagonista tenta di difendersi: โโฆ io proclamo lโincoscienza quale antidoto alla falsa coscienza di oggi. Preferisco avvolgermi nella sua grande ombra rigeneratrice, piuttosto di essere accecato dalle mezze veritร โฆ. Lโillusione di essere sempre informati su tutto, di poter comunicare a tu per tu con chiunque, di conoscere gli altri e se stessi, e la presunzione di aver scardinato, grazie alla teologia, alla psicologia, alla tecnologia e alla biogenetica, la cassaforte dellโuniverso. Al cospetto di questa coscienza collettiva, io mโinchino, vi saluto, e ritorno nelle tenebre del plasma. Preferisco essere โฆ la metร del piรน piccolo batterio conosciuto, che un essere umano cosciente di sรฉ. Voi trascorrete lโesistenza cercando di trovarvi, io la passo cercando di disperdermiโ ma per salvarsi non basta la sua arringa: Luca Svevi รจ costretto a fuggire. A volte, durante la lettura, mi รจ capitato di paragonare Luca Svevi a Ebenezer Scrooge. Lโanalogia del passato che, prima o poi, sempre nella vita, presenta il conto. Ma Luca Svevi รจ decisamente piรน simpatico, si arriva a parteggiare per lui!
Va precisato che lโautore dissemina il racconto con diverse di citazioni: canzoni, poesie e opere, in modo delicato e pertinente senza appesantire il risultato finale.
Simona Sireus
