Titolo: ScheggeAutore: Ismet Prcic
Pubblicato da Bompiani - Gennaio 2015
Pagine: 426 - Genere: Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Brossura
Collana: Romanzi Bompiani
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Ismet รจ finalmente approdato in America. Ma non basta essere fuggito lontano, aver percorso migliaia di chilometri a bordo di traghetti, pullman e aerei per vivere in pace: la guerra รจ ormai padrona della sua mente, e da Tuzla a San Diego il passo รจ breveโฆBOOM!

โChi siamo noi?โ, chiese Ismet alla madre. Fino ad allora aveva vissuto nella convinzione che esistesse una sola nazionalitร , che non vi fossero differenze tra chi come lui era nato a Tuzla, in Bosnia, e chi era originario della Serbia o della Croazia.
Ma a quindici anni dovette fare i conti con la realtร : assistette inerme al massacro di croati e musulmani per mano dei paramilitari serbi e dellโesercito popolare iugoslavo, allโassedio e al bombardamento della sua cittร per opera dei cetnici. Si trasferรฌ con la famiglia a Zagabria, a casa di parenti, quindi a Dakovo, lasciandosi per sempre alle spalle gli amici, la passione per i ninja e la sua innocenza. Trovรฒ qualche momento di evasione recitando in una piccola compagnia dโavanguardia, diretta dallโeccentrico Asmir, e innamorandosi di Asja. Si recรฒ con alcuni aspiranti attori in Scozia, si innamorรฒ di unโaltra ragazza, tornรฒ a Zagabria per ottenere i documenti per lโimmigrazione e andรฒ a studiare teatro e scrittura in unโuniversitร della California. Ma non erano cessati i boati delle granate e gli urli delle sirene, non si erano dissolte le immagini dei corpi straziati e delle case ridotte a macerie, il cuore continuava a martellare. Bastรฒ lo scoppio del motore di unโautomobile, udito mentre si trovava al bar del College, a riportare la guerra da lui. La guerra ritornรฒ anche mentre attendeva un treno per recarsi a San Diego dalla nuova fidanzata, e tutte le volte che, senza riuscirci, cercava una tregua nel sonno.
Gli eventi narrati in Schegge costituiscono una sorta di memoriale autobiografico, scritto, o per meglio dire โprescrittoโ da un tale dottor Cyrus, per lenire le sofferenze del protagonista, costantemente provato dallโansia, dalle paranoie e dalle allucinazioni. Oltre al Diario, il libro riporta le lettere che Ismet ha puntualmente inviato alla sua mati, la madre, dal settembre 1998 al maggio 2004. Come un moderno Svevo, Ismet Prcic affida il racconto ai ricordi del narratore interno, presentando i fatti secondo lโordine in cui essi affiorano alla mente del giovane. Lโintreccio รจ pertanto sorretto da unโimpalcatura tanto singolare quanto complessa, costituita da tre macrosezioni, i Taccuini uno, due e tre, a loro volta scanditi in variabili estratti dellโepistolario e delle memorie di Ismet.
Tre le difficoltร che vi si riscontrano ad una prima lettura. Innanzitutto, si assiste a unโoscillazione continua tra episodi del presente e altri avvenuti anni prima, con un passato che di fatto non si puรฒ ritenere tale, in quanto sโinsinua e si confonde tra le pieghe delle correnti vicende americane, come se alcune โscheggeโ si fossero conficcate, senza mai venire estratte, nella carne del protagonista, continuando a farlo dolere. In secondo luogo, il narratore, omodiegetico, porta il nome di Ismet fino ai diciotto anni, dopodichรฉ utilizza il soprannome di Izzy, affibbiatogli dalla fidanzata Melissa. Infine, il protagonista ha un alter ego, unโombra che lo ossessiona e che mescola il proprio vissuto al suo, generato presumibilmente da un senso di colpa: Mustafa รจ lโemblema del coraggio e della responsabilitร , colui che non si รจ sottratto ai doveri militari e che, imbracciato il fucile, si รจ immolato per il bene del proprio paese. Ismet รจ il fuggiasco, il vile, che con la scusa della carriera attoriale e dello studio, ha abbandonato la propria gente e la ragazza che diceva di amare. Egli รจ colui che, di fronte alle sofferenze di Mustafa, si sente indegno di essere definito bosniaco.
Ma il lettore supererร volentieri tali fatiche, motivato e appagato da una scrittura brillante e originale, che non lesina riferimenti autorevoli vivide descrizioni (come quando Ismet, temendo di non vivere ancora a lungo dopo essere stato convocato nellโesercito, si butta a capofitto nella lettura di Puskin, Pasternak e Dostoevskij), che restituiscono una visione a tutto tondo di personaggi e ambienti, e lโuso di eloquenti figure retoriche. Ne รจ esempio la similitudine con cui Ismet Prcic, nel capitolo intitolato La fuga, paragona a sonnambuli i rifugiati da poco giunti in America.
Approfondimento
Prcic adotta con maestria una focalizzazione interna variabile, con filmiche zoomate sulla sua storia individuale e parimenti su quella del paese da cui proviene. Quando รจ Ismet a essere inquadrato, accade che lโimmagine si sfochi, e nel momento in cui i contorni si rifanno nitidi, compare il suo doppio, Mustafa. Altra figura-chiave del racconto รจ la mamma del protagonista, destinataria dellโepistolario nonchรฉ imprescindibile punto di riferimento lungo tutto il suo percorso biografico: appare quasi come una creatura superiore, in grado di presagire la guerra, di accompagnare il figlio da lontano, di scampare miracolosamente ai numerosi tentativi di suicidio. ร colei che, anche nella follia, sa essere lucida per accogliere le confidenze che le giungono da oltreoceano e alla quale Prcic affida la conclusione del componimento. Se la madre assiste a tutte le esperienze di Ismet, vi sono altre figure femminili che vi si affiancano, scandendo le diverse fasi del racconto: sono le fidanzate Asja, Allison e Melissa, alle quali egli si lega, rispettivamente, in Bosnia, in Scozia e in California. Tre relazioni sospese, che ribadiscono il tema dellโabbandono, paventato e altresรฌ perpetrato dal protagonista, nei riguardi dei piรน cari affetti, tra i quali รจ da includersi anche il paese natale.
Schegge si regge su ricorrenti dualismi: lโio-Ismet e lโio-Mustafa, lโinfanzia e la maggiore etร , il lato A(mericano) e il lato B(osniaco), lโattaccamento al suolo natio, ormai ridotto ad un sepolcro di relazioni e di ideali, e lโattrazione per luoghi sconosciuti, ma pullulanti di vita.
A questo libro, peraltro unโopera dโesordio, non manca niente: รจ un romanzo realista, storico, sentimentale e psicologico.
Alessandra Melegatti
