Titolo: Zorro un eremita sul marciapiedeAutore: Margaret Mazzantini
Pubblicato da Mondadori - 2004
Pagine: 66 - Genere: Non fiction
Formato disponibile: Brossura
Collana: Piccola biblioteca oscar
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Zorro rappresenta un intenso monologo tramite cui la Mazzantini da voce ad un senzatetto. Se pur breve, se pur da adattare al teatro, si fa amare dalla prima allโultima pagina. Il protagonista รจ un barbone che ripercorre la sua vita, la sua scelta di autoescludersi da un sistema sociale fatto di regole e limiti e di vivere oltre ciรฒ che vivono gli uomini cosiddetti normali (da lui soprannominati Cormorani).

Zorro ci parla della sua infanzia, del suo primo cane, della sua prima amicizia finita โmaleโ, delle prime delusioni, della sua famiglia โordinaria e per beneโ. Apprendiamo dalle sue parole che egli in realtร non รจ un vero senzatetto, poichรฉ inizialmente aveva una casa, una famiglia e una moglie, ma quando allโimprovviso tutto precipita, egli decide di gettarsi la vecchia vita e il vecchio sรจ stesso alle spalle e ricominciare. Egli prende la decisione di prendere le distanze da quella societร in cui non si riconosce, dalle sue regole, dalle sue ingiustizie, dalla sua routine e dalla fretta; e grazie al suo prezioso puto di vista veniamo a conoscenza della realtร degli emarginati, di quegli ultimi che quotidianamente ci capita di vedere ma che percepiamo cosรฌ lontani dalla nostra presunta normalitร .
Zorro ร un personaggio positivo e ricco dโumorismo, che, nonostante tutto, conserva intatta una sua dignitร : รจ unโanima errante, un emarginato che osserva il mondo circostante e che parla tutto il giorno con se stesso. Egli conosce in prima persona e descrive la disumanitร della strada, ma anche la possibilitร che offre di usufruire di un dono che i โCormoraniโ non possono comprare in nessun modo: il tempo. Tramite il susseguirsi delle pagine capiamo che il protagonista non si รจ mai adagiato su se stesso, non รจ mai ceduto alla rassegnazione e ride di noi, ride della nostra rincorsa al tempo, dei nostri limiti mentali, della nostra cecitร di fronte alla vita, quella vera, che ci facciamo scappare da sotto il naso troppo presi dalla nostra corsa indefinita.
La sua vita si svolge tra la mensa dei poveri, le chiacchiere con le volontarie e i suoi โdeliri riflessiviโ che nascondono al loro interno delle grandi veritร che tutti noi ci troveremo a condividere, e a chiederci ripetutamente se i normali siamo noi o loro. La profonditร che scaturisce dalle sue argute riflessioni ci seguirร anche quando ci troveremo allโultima pagina del libro. Margaret Mazzantini ci regala la storia un uomo capace di farci riflettere sulle bizzarre e inaspettate pieghe che puรฒ prendere la vita di ognuno di noi, e di quel destino che a volte ci schiaccia con violenza. Toccante, intenso, profondo e originale, ci aiuta a comprendere quanto siamo ciechi di fronte a ciรฒ che รจ scomodo, di quanto spesso non riusciamo e non vogliamo vedere oltre le apparenze, per pigrizia o per mantenere intatte le nostre rigide convinzioni. Lo stile รจ inconfondibile, realistico e diretto capace di colpire il lettore in profonditร e condurlo verso delle profonde riflessioni: la Mazzantini non si smentisce mai.
Valentina Pitzanti
