Categoria: biblioterapia

Recensione di Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno di Ella Berthoud e Susan Elderkin

Bentrovati a tutti i lettori di “Leggere a colori”! Dopo avervi parlato di Book Therapy e avervi anticipato il contenuto del libro Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno oggi vi proponiamo la recensione. L’argomentazione chiave di questo particolare manuale di saggistica letteraria pone la biblioterapia al centro della tematica trattata, nell’intento di mostrare ai lettori come sia possibile curare (o perlomeno alleviare) diverse situazioni spiacevoli legate a patologie più o meno invalidanti dal punto di vista fisico e psicologico. Tra l’elenco di voci descritte sono presenti anche riferimenti ironici a situazioni quantomeno improbabili che conferiscono una cornice divertente al quadro narrativo. In buona sostanza, ogni voce identifica una specifica condizione in cui una persona può trovarsi, che sia spiacevole o percepita come tale, offrendo come “rimedio” la lettura di libri i cui personaggi soffrono della medesima condizione del lettore, che viene così spinto a indentificarsi con loro, rispecchiandosi nelle loro vicende. Proprio da questa immedesimazione dovrebbe avvenire una sorta di processo cognitivo-riabilitativo che si propone di agevolare l’elaborazione emozionale del proprio malessere, in modo da accettarlo, vederlo sotto un’altra luce e, dove possibile, cercare una soluzione.In Curarsi con i libri è presente anche una sezione dedicata ai “disturbi della lettura” che può andare dall’acquisto compulsivo di libri al fatto di lasciarne la lettura a metà. Anche in questo caso viene proposta una soluzione, ma approcciata diversamente rispetto al rimedio biblioterapico suggerito.

Senza la pretesa di un giudizio assolutista ho trovato il libro non particolarmente avvincente, ad eccezione di qualche spunto ironico e suggerimenti di lettura interessanti, ovviamente a seconda dei propri gusti letterari. A mio parere il metodo proposto lascia il tempo che trova, pur non essendo di mia competenza entrare nel merito della questione, lodandone comunque il nobile intento. Tra gli aspetti positivi troviamo, infatti, la continua esortazione ad avvicinarsi al mondo della lettura, uno dei principali punti cardine del suo contenuto. La vastità delle tematiche proposte consente di spaziare da un genere all’altro assecondando le proprie esigenze, dalla lettura più leggera alla lettura più impegnativa. Forse non sarà propriamente “terapeutico”, ma è senz’altro capace di accrescere esponenzialmente il desiderio di leggere, creando un’esperienza di arricchimento culturale di alto livello, con enormi benefici per quanto riguarda la capacità di pensare. Possiamo affermare che tra i punti di forza vi è il fatto di offrire diversi spunti di riflessione in grado di aprire la mente a nuove prospettive facendo leva sulle esperienze dei personaggi letterari citati, che possono essere usati come parametro di riferimento per affrontare in modo più costruttivo le molteplici situazioni vissute nella vita reale.

Sicuramente è adatto a una tipologia di lettori in cerca di consigli letterari di qualità, indirizzati verso la scoperta di buoni libri con cui trascorrere ore liete.

Alessandro Testa

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Biblioterapia: l’arte del curarsi con i libri

Quante volte ce lo siamo domandato: i libri possono davvero guarirci? Abbiamo giá parlato della Book Therapy qualche mese fa. Probabilmente non ci siamo mai dati una risposta eppure eccoli lì, i libri, pronti a consolarci ogni qualvolta ci sentiamo tristi. Le pagine, fitte di storie altrui, ci hanno spesso offerto il passaporto per viaggi lontani, e noi pronti a inseguire mète sconosciute pur di dimenticarci i nostri affanni, i nostri dolori. E c'è chi, su questa domanda irrisolvibile, ha scritto dei libri. Già nel 2011, Nina Sankovitch pubblicava il toccante Se per un anno una lettrice (Rizzoli) nel quale raccontava di come fosse riuscita a superare la sofferenza causata dalla malattia della sorella leggendo un libro al giorno per un anno.

 Schermata 2013-11-24 alle 14.04.22Se la scelta della Sankovitch potrà sembrarci radicale e non "per tutti", sicuramente l'idea proposta dalle inglesi Ella Berthoud e Susan Elderkin ci farà tutt'altro effetto. E' ora nelle librerie la loro ultima fatica letteraria, Curarsi con i libri edito da Sellerio. Tra le pagine di questo volume, scritto quasi come fosse un libro di ricette, ritroviamo un consiglio utile per tutti i lettori: "Qualunque sia il vostro disturbo, la nostra ricetta è semplice: un romanzo (o due) da prendere a intervalli regolari". 

I libri, dunque, si fanno medicina e si "assumono" a intervalli, una dose alla volta. Ovviamente, ogni tipo di disturbo avrà il suo farmaco, cioè il suo libro. Per il mal d'amore si può scegliere Bel canto di Ann Patchett o si può andare sul sicuro con l'immancabile di tutte le librerie, ossia Goethe e il suo giovane Werther. La rabbia? Si cura con Il vecchio e il mare di Hemingway, un classico di tutti i tempi, rilassante al punto giusto come una tisana alle erbe. E se si ha bisogno di un pizzico in più di speranza, basterà leggere Uomini e topi di John Steinback per fornirsene.

Schermata 2013-11-24 alle 14.06.33Ma non finisce qui! Per i disturbi più gravi, come l'omofobia, serviranno le pagine tormentate e illuminanti del Maurice di Forster, il romanzo che Pasolini definì - giustamente - "un capolavoro". Per il razzismo, invece, le due autrici consigliano la lettura di un altro classico imprescindibile: Uomo invisibile di Ralph Ellison.

E se tutto questo potrà sembrarvi assurdo, considerate che la Berthoud e la Elderkin non si fermano di certo qui: esistono, a loro dire, anche delle letture utili a combattere i mali fisici. Proprio così. Mal di denti? Anna Karenina, per consolarsi con il povero Vronsky, sofferente dello stesso terribile fastidio. Per trovare refrigerio tra gli starnuti dell'allergia al polline, invece, sarà conveniente sfogliare Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne e immaginare di essere lì, nell'oceano profondo, lontani anni luce dalla causa del nostro malessere. E se la nostra vera malattia è avere un partner che non legge, "convertirlo o lasciarlo" è la cura tagliente e ironica consigliata dalle autrici. Non era forse Molière a scrivere "libri e matrimonio non vanno d'accordo"? Potete anche leggere la nostra recensione a Curarsi con i libri.

E voi, avete mai curato i vostri dolori coi libri? Che ne pensate? 

p.s. la selezione per i contributi al libro si è ormai conclusa ma, se volete darle un'occhiata, è ancora aperta nel web.

fonte: Il fatto quotidianoabc
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