Categoria: Bookcrossing italia

Bookcrossing: se ami un libro, abbandonalo!

«Guarda! Questo evento sembra interessante! E sembra stia facendo il giro del mondo.» «No, ma che dici, riguarda i libri, sarà una noia pazzesca. Cambia canale c'è il Grande Fratello.»

Questa conversazione potrebbe riassumere esattamente ciò che sto per dire. Sembra proprio che l'Italia ci provi gusto a dissociarsi dagli altri paesi nelle iniziative culturalmente interessanti, seguendo solo quei fenomeni di massa che richiedono poca attenzione, sedentarietà, e una dose di estrema stupidità. Perché, secondo il mio parere, ci vuole una grande porzione di staticità mentale per entusiasmarsi davanti a programmi come il Grande Fratello, o a uno dei tanti talent show o reality che abbiamo "scopiazzato" dagli altri paesi e che, personalmente, lasciano un grande vuoto interiore e un silenzio imbarazzante nella propria testa. Ma il segreto del loro successo sta nell'immediatezza e nei pochi contenuti, e questo agli Italiani piace. Pare infatti, che l'Italia abbia deciso di non seguire il flusso - questa volta - o non abbia considerato abbastanza interessante il fenomeno del bookcrossing che sta spopolando nel resto del Mondo. Dopotutto non c'è alcuna tensione, alcuna emozione, se non ci sono persone che litigano, che mostrano i loro corpi seminudi, o se non c'è qualcuno che ti insulta alla Gordon Ramsey. È solo un libro, che divertimento c'è?

 

Cos´é il bookcrossing?

 

mascot-finalPer chi non sapesse come funziona questo "gioco culturale", ve lo spiego subito: iscrivendosi, ed inserendo il libro nel sito bookcrossing.com, viene assegnato un codice che andrà scritto sulla quarta di copertina o su una pagina interna in modo da contrassegnarlo in modo unico e inconfondibile. Si registra sul sito di aver lasciato il libro in un certo luogo e poi si aspetta che qualcuno lo trovi e venga a raccontarlo. Dopo averlo letto, in teoria, il libro andrebbe lasciato di nuovo andare, scrivendolo sul sito così che si possa seguire il viaggio del titolo nel mondo intero. Un fenomeno, quello del bookcrossing, carico di poesia, legato al rendere libero lo spirito di un libro, capace di superare luoghi e confini pur di raggiungere altre anime su cui lasciare il segno. Quindi, se ami un libro abbandonalo! Ma lasciare un libro in una aula studio o su una panchina, decidendo di lasciare andare quei personaggi che tanto abbiamo amato, richiede sempre una dose di coraggio che non tutti hanno. Così facendo, però,  permettiamo agli altri di riscoprire la bellezza di questo incontro, nato proprio per caso, senza scuse, senza programmi e sopratutto senza prezzi. Ma di fronte alla scarsa collaborazione dei pochi lettori italiani, anche l'entusiasmo dei punti di rilascio certificati viene meno.

Stando alle statistiche offerte dal sito ufficiale di bookcrossing, dove è possibile trovare il quantitativo di libri rilasciati negli ultimi 30 giorni, vediamo la Germania in testa con 8.048 libri, seguita subito dai Paesi Bassi, Regno Unito, Austria, Australia e Spagna.

Senza titolo

L'Italia arriva con calma, con i suoi - attuali - 1396, e vede il Lazio come Regione in testa. Ma di fronte la disfatta di Roma, che nonostante la sua grandezza risulta possedere diversi locali registrati con zero libri posseduti, non ripongo tante speranze nella mia città. Pochi sono quelli che ne parlano, ancora troppo pochi quelli che ne fanno uso, nonostante i numeri di iscritti registrati al sito di supporto italiano che potrebbe far sperare bene grazie alle sue attività di promozione.

Viene naturale domandarci, a questo punto, perché di fronte ad una libreria improvvisata in un bar, non siamo spinti dalla curiosità di allungare la mano per prendere quel libro e sfogliarlo? È li, guardalo, può vederti, prendilo, sta aspettando te! No. Non succede niente. Il massimo che possiamo fare è tirare fuori il cellulare, e riporlo proprio su quello stesso ripiano, accanto a quel bellissimo libro con un bollino giallo, pensando che magari ci sia una spina li vicino. Siamo così assorbiti dalla tecnologia stessa dei nostri telefoni, dall'immediatezza di internet e dei social network che preferiamo rimanere a testa china, impugnando il nostro smartphone consapevoli che un "mi piace" sia più importante di guardarci attorno, di continuare a vedere il film al cinema, o guardare la persona che abbiamo di fronte mentre ci sta parlando. Mi chiedo perché non si provi quello stesso impulso, quella stessa curiosità con cui giornalmente spiamo le vite degli altri su Facebook "scrollando" le notizie senza leggere realmente niente, per scoprire storie ben più belle, più ricche, perché lontane da noi, così lontane da far volare l'immaginazione. O perché, non si usi un terzo dell'interesse che viene rivolto alle partite di calcio, che solitamente distraggono anche in luoghi ricreativi come i locali, estraniandoci dalle nostre cene, dalle nostre chiacchierate e da altri momenti di socializzazione; per riscoprire il piacere di trovare una storia per noi, in regalo, su uno scaffale legnoso. Il fatto triste e ormai lampante, è che in Italia, i libri interessano poco, bookcrossing o meno, anche se sono offerti in regalo.

Fonte: La Stampa

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