Categoria: booksprint

Recensione di Perpetuo mobile di Saverio Capozzi

Trippa, infaticabile garzone di bar, è un uomo semplice, poco istruito, ma di grande cuore. Il suo nome di battesimo, Vittorino, è ormai finito nel dimenticatoio, eclissato da un epiteto capace di dipingere con immediatezza un uomo grassottello e poco curato. Per una cicca di tabacco, Trippa lavora da tutta la vita alla stregua di uno schiavo, aggrappato alla speranza di poter divenire, un giorno, proprietario del bar.

Serapeo è un aristocratico nell’animo, un uomo di cultura, dai modi eleganti. La sua professione lo fa sentire poco realizzato, consapevole che il giornalismo sportivo ha definitivamente imprigionato il suo talento per la scrittura. Forse a causa di un’eccessiva considerazione di sé, Serapeo non è riuscito a tenersi stretta alcuna relazione e vive solo, in una casa spoglia d’arredi e di speranze.

Gilda è una perla rara, di grande valore, ma non ancora scoperta. Attrice capace, è costretta a lavorare in piccoli teatri di periferia, accontentandosi di platee tanto appassionate quanto scarne. Una donna bellissima, sicura di sé e dal carattere forte. Con gli uomini intesse solo relazioni sbrigative, senza alcuna volontà di creare qualcosa di duraturo.

Tre personaggi all’apparenza diversi, contrastanti, eppure così intimamente affini. Il denominatore comune? L’insoddisfazione. Trippa si lascia trascinare da una vita che non ha scelto, ma che gli è semplicemente capitata. Serapeo è costretto ad esprimere il suo estro creativo in miseri trafiletti, poche battute destinate, tra l’altro, ad un pubblico poco colto, totalmente disinteressato a sinonimi e congiuntivi. Gilda sogna il grande teatro, la fama, gli applausi fragorosi, ma non le resta che esibirsi in piccoli palcoscenici corrosi dal tempo.

L’incontro casuale, al termine di uno spettacolo nel Teatro Povero, porta i tre protagonisti a creare una goffa ma appassionata amicizia. Un barlume di speranza nella vita di ciascuno di loro, una possibilità di cambiamento che li spinge a cercarsi e a frequentarsi in modo quasi ossessivo. Le loro esistenze inerti prendono a muovere dapprima qualche passo e poi a correre con grande entusiasmo. Niente è però destinato a rimanere uguale a sé stesso e anche questa nuova, apparente, felicità è destinata a mutare.

Ancora.

Sempre.

Gilda ascolta, non essere infantile, la vita non si arresta mai, va avanti, muoiono vecchie forme e ne nascono di nuove, non esiste agonia che non debba fare i conti con una rinascita.  

Approfondimento

Regista di teatro e psicologo, Saverio Capozzi ha condensato queste due sfaccettature della propria personalità nel suo Perpetuo mobile. Il teatro, infatti, fa da grande sfondo della vicenda: luogo, in primis, d’incontro per i tre protagonisti, nonché parte integrante della vita di Gilda. Il taglio psicologico invece, seppur velato, è legato alla metafora che sintetizza il racconto.

Con Perpetuum mobile s’intende una macchina capace di mantenersi in moto senza ricarica di energia, ovvero di creare più lavoro di quanto effettivamente ne assorba. Parallelamente, le esistenze dei tre personaggi si ripetono giorno dopo giorno, identiche a sé stesse e anche quando qualcosa sembra cambiare si trasforma in un’illusione passeggera destinata a riportare tutto al punto di partenza.

L'aspetto vincente del libro è sicuramente dato dal connubio tra uno stile narrativo ritmato e un modo di scrivere ricercato. La penna di Capozzi è elegante, raffinata; aborra i semplicismi e caldeggia una sintassi elaborata. Il piacevole contrasto tra il modo di scrivere dell’autore e la goffaggine dei suoi personaggi crea una spontanea nota di ilarità che accompagna tutto il romanzo.

Un racconto scorrevole, che si legge con piacere ma che, alla fine, lascia una piccola nota di tristezza.

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Recensione di Giochi di ruolo. Passione di Christine Key

Christine è totalmente padrona della propria vita. Una donna determinata, un’imprenditrice di successo e una sensuale amante occasionale. Sullo sfondo di una Londra uggiosa e caotica, Christine gestisce con tenacia un’impresa di trading per poi trasformarsi, sera dopo sera, in una cultrice di seduzione insaziabile. Desiderosa di spezzare la propria routine e affaticata da un intenso periodo lavorativo, la giovane donna decide di regalarsi una crociera: un breve periodo di puro relax e divertimento.

Qualche sera prima l’imminente partenza, durante un aperitivo in uno dei più esclusivi locali londinesi, Christine si scontra con un uomo fascinoso, destinato a entrare prepotentemente nei suoi pensieri più segreti. Una nave da sogno e il corteggiamento dell’intrigante Elliot non bastano a cancellare dalla mente di Christine il ricordo di quegli occhi azzurri e maliziosi. L’uomo del mistero è Edward Carl McGerity, ricco ereditiere di una cantina di whiskey in Scozia, prigioniero di un matrimonio esanime, di cui intende liberarsi quanto prima. Edward sembra essere ossessionato da Christine, si insinua arrogantemente nella sua vita senza chiedere il permesso, fino quasi a volerne assumere il controllo. La giovane donna, per quanto irritata e intimorita dall’atteggiamento di quest’uomo che neppure conosce, non riesce a smettere di pensare ad Edward e di desiderarlo con ogni parte del proprio corpo.

Una passione violenta e inaspettata travolge Christine e Edward che, ancora estranei, si scoprono vittime della morsa del desiderio. La loro relazione viene però messa a dura prova dall’omicidio della moglie di Edward, di cui lui stesso viene considerato artefice. Christine, troppo coinvolta, cerca di vederci chiaro, inconsapevole del pericolo che sta per abbattersi su di lei.

Passione, lussuria e gusto per il proibito. Queste sono le mosse per un pericoloso gioco di ruolo.

Approfondimento

Giochi di ruolo. Passione è il primo volume della piccante trilogia pensata da Christine Key. La lussuriosa vicenda è raccontata dalla protagonista, il cui nome, Christine, coincide con quello dell’autrice, andando quasi a creare una sovrapposizione tra le due individualità.

Le pagine del romanzo sono intrise di libidine e le scene lascive sono l’assoluto timoniere della narrazione. Christine Key rende la lettura ancor più accattivante inserendo un misterioso omicidio, le cui indagini terranno con il fiato sospeso sino all’ultima pagina.

Nota negativa del romanzo è l’appello compulsivo a famosi brand di lusso, ogni singola pagina è costellata da grandi firme a cui sembra essere conferita sin troppa importanza. Un’auto non è un’auto ma una BMW, i gioielli rigorosamente Tiffany e persino un semplice accappatoio diventa, soprattutto, un Blumarine. Questo eccesso rischia di far decadere lo sfarzo in virtù del pacchiano.

La trama per certi versi ricorda la saga di 50 sfumature di grigio, pertanto questo libro saprà certamente appassionare i lettori di E.L. James e tutti coloro che sono alla ricerca di un po’ … di pepe!

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Recensione di Nostra Signora delle apparizioni di Gregorio Davide Cannizzaro

In un periodo in cui la religione sta ricevendo sempre più attenzione grazie a un Papa che sembra mettere d’accordo un po’ tutti, Nostra Signora delle apparizioni si aggiunge alla lista di libri che forse la Chiesa non pubblicizzerebbe con il sorriso sulle labbra. L’autore, Gregorio Davide Cannizzaro, attraverso un percorso lungo quasi 400 pagine ci descrive l’evoluzione della figura di Maria, partendo dalle sue radici pagane e arrivando a mettere in luce il forte legame che la stessa ha creato con i suoi fedeli e con i Papi che si sono succeduti nella storia del cristianesimo.

In sei capitoli molto lunghi l’argomento del culto di Maria viene trattato a fondo, non solo dal punto di vista delle sue apparizioni nel mondo e nel tempo, ma anche da quello della sua storia, di come alcune sue caratteristiche siano state in realtà mutate dalle diverse religioni pagane che erano già presenti nel mondo prima del cristianesimo e di come queste ultime abbiano influenzato la figura di Maria fino ai giorni nostri.

Il punto critico del libro secondo me è stata la sua lentezza: i passaggi da un argomento all’altro sono abbastanza lenti, ma gli argomenti sono trattati in modo molto approfondito, forse a volte un po’ troppo. Ammiro l’enorme lavoro di ricerca che è stato fatto per scrivere questo saggio e la precisione con cui l’autore si è prodigato nel riportare tutte le fonti nelle relative note a più di pagina. Non è da tutti portare a termine un lavoro così preciso.

Molte coincidenze accomunano i fenomeni mariani a quelli spiritici, e suggeriscono che a dirigere entrambi ci stia dietro un’unica regia. Se ne deduce pertanto che il “regista occulto” sia Satana in persona, il nemico irriducibile di Dio e degli uomini.

Leggendo questo breve estratto si può essere più o meno d’accordo su quello che Gregorio Davide Cannizzaro ha deciso di sostenere, e ognuno ha il diritto di avere le proprie idee e di pensare a come contribuire a una discussione sull’argomento. Non bisogna dimenticare però che stiamo parlando di un libro, e i libri servono per imparare e per avere nuove visioni e opinioni su un determinato tema. Quindi vi chiedo, se siete abbastanza coraggiosi da mettervi in discussione, di scegliere libri come questo, che vi possono sembrare non adatti alle vostre mani, e di provare a cercare in ognuno di loro un pensiero o un argomento che vi faccia convincere di aver imparato qualcosa di nuovo. In tutti i libri si trova qualcosa, che sia anche solo una frase o una parola. Ma trovatela. A questo serve la lettura.

Approfondimento

È brutto da dire, ma i libri si giudicano dalla copertina. Io ho giudicato questo dal titolo. Leggendo Nostra Signora della apparizioni (e appoggiandomi al sottotitolo), mi sono quasi inconsciamente convinta che fosse un libro sulle apparizioni di Maria, presumibilmente della loro storia e con un’opinione dell’autore in merito. Mi sono dovuta ricredere: non è stato solo un libro sul marianesimo, sul culto di Maria, dalla sua nascita fino ai giorni nostri, ma anche una vera e propria storia delle religioni, una storia che ha coinvolto il cristianesimo, il paganesimo e anche le religioni asiatiche. Non sono mancati i collegamenti con eventi paranormali legati ad altri dei (ad esempio il fenomeno del dio Ganesha che beveva il latte accaduto nel settembre 1995).

Non tutto il libro è dedicato alla dimostrazione della tesi del “regista” del male riportata poco sopra, ma è invece costituito da un percorso che si allunga lento, fatto di piccoli gradini che sostengono i passi di coloro che si vogliono avventurare sul pendio dell’ampliamento di vedute. Per chi non ha dimestichezza con l’argomento può a volte sembrare impervio il percorso fino alla vetta, ma l’autore ci aiuta spesso, ripetendo e rimarcando argomenti affrontati nelle pagine precedenti (a volte accusando una certa ridondanza che fa perdere scorrevolezza al testo). Vi consiglio di mettere in lista anche questo libro, per il solo piacere di saperne di più.

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