Categoria: brunella giovannini

Recensione di Un volo di farfalle di Brunella Giovannini

Un volo di farfalle parte con un viaggio: proprio il giorno del loro anniversario Omar e Raja decidono di prendere i loro due figli Nadir e Aisha e fuggire da quella terra martoriata dalla guerra fino al midollo. Dopo diversi episodi violenti nei loro confronti come la distruzione del negozio e l'avvento di diverse razzie nel paese, insieme marito e moglie decidono di portare via i loro figli da quell'inferno e provare a ricominciare la loro vita in un luogo più sicuro anche per i bambini.

Mentre cercano di attraversare la frontiera su un bus si ritrovano tra le polveri del deserto e tra l'odore di pelle sudaticcia compagni di viaggio di quell'afoso pomeriggio di luglio. Riescono a raggiungere una cittadina sulla costa libica per poi dirigersi verso l'Italia per andare in Germania ad Hannover dove uno zio di Omar potrebbe trovare un lavoro e un alloggio sicuro.

Nel libro viene citata con piccoli particolari la vita difficile che i due familiari hanno dovuto affrontare, mettendo in evidenza una grande voglia di riscatto, soprattutto verso le generazioni future. Nonostante tutto, i due si erano incontrati grazie ad un malore di Raja durante la visita ad un museo di Torino dove tutti e due si trovavano la per finire gli studi.

Omar ripercorreva i dieci anni vissuti insieme a Raja benedicendo quel suo malore, avvenuto a Torino davanti al museo, che aveva favorito il loro incontro. Non avrebbe potuto desiderare di avere al fianco una donna migliore, aiuto prezioso nella gestione dell'attività, madre premurosa verso i figli e splendida moglie. Ora, insieme avrebbero cercato di costruire un nuovo futuro per la famiglia in Germania, dove da anni viveva zio Abdul.

Attraversato il mare in condizioni disagiate la famiglia si ritrova in balia di un naufragio proprio nelle vicinanze della Sicilia a Lampedusa, la scena descritta è straziante:

...Era una scena apocalittica quella che si presentava davanti agli occhi dei primi soccorritori, nel mare vicino a Lampedusa. Centinaia di corpi affioravano dall'acqua, alcuni muovevano ancora debolmente le braccia nel tentativo di riuscire a stare a galla, molti invece, erano privi di vita. Tra le persone si confondevano i pezzi di legno che si erano staccati da quel mezzo di fortuna che qualcuno aveva voluto definire barca. Il resto di quel rottame, era colato a picco in pochissimi minuti.

In concomitanza con questo fatale episodio che si conclude con il trasporto di Aisha in ospedale in fin di vita, la radio cittadina descrive un'altra tragica notizia quella che vede immischiata in una sparatoria una bambina della stessa età che viene trasportata anche in questo caso nello stesso reparto dell'ospedale.

Tutte e due arrivano in condizioni gravissime e finiscono in coma per un periodo, grazie ad un fatto incredibile le bambine si incontrano in una dimensione surreale e da subito diventano amiche legate da un misterioso manoscritto lasciato in custodia secoli addietro ad un loro parente. Nel frattempo arriva in ospedale un'altra bambina dalla pelle nera e figlia di un militare, il loro diviene un trio affiatato dove la religione, il colore della pelle diventano dettagli del tutto privi di importanza.

Un volo di farfalle è una storia ricca di suspense e ha tutti i meccanismi per tenere il lettore incollato alle pagine, anche il messaggio di solidarietà e uguaglianza, l'amicizia che si fonde nelle tre bambine sono segnali forti e ben descritti che danno speranza nel momento davvero più opportuno. Brunella Giovannini riesce a raccontare una storia difficile senza scadere nel banale o nella retorica, districandosi nel mezzo di fatti e vicende realmente vissute mescolando quella magia cosmica di cui tutti abbiamo bisogno.

Approfondimento

Brunella Giovannini è anche un’autrice di poesie e grazie ad alcune note più approfondite ho scoperto che la storia nasce da una sua poesia “Un fiore per Nadir”, testo premiato nel 2014 al premio letterario Amici senza confini a Roma ed è basato su una storia vera.

Un testo che affronta in maniera sintetica tutti gli orrori che vivono costantemente gli immigrati giorno dopo giorno e che hanno ispirato una lirica sentita: La gente fugge ancora da Damasco / dove fanatici e ignobili cecchini sparano a vista / sulle donne e sui bambini. / C'è sempre a un porto un avido Caronte / con un rottame che definisce barca / e in cambio dei risparmi di una vita, / vende biglietti di sola andata / per l'inferno.

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