Categoria: caravaggio

Recensione di L´acquerello in verdaccio di Vito De Nicola

Un acquerello tra carte di compravendita, schizzi e documenti di archivio, viene acquistato da un rigattiere da Filippo. Uno dei tanti disegni in bancarelle del genere. O forse no. Qualcuno lo acquista poi da Filippo a qualche centinaio di euro, un intermediario forse. Il suo destino è finire tra le mani di un collezionista privato. O forse no.

Quello schizzo acquerellato in bozzetto è firmato L. di mastro Pyetro de´ Ruberti eppure potrebbe essere un pezzo del patrimonio artistico italiano riconducibile a Caravaggio. Raffigura l´abbazia benedettina di Santa Maria in Elce che ora sono solo pietre diroccate ma che nasconde una storia profonda, che possiede l´inizio e la fine della personalissima storia di questo acquerello. Questa storia nasce dalla ferma volontà di Viola, appassionata storica dell´arte che viene a conoscenza dell’acquarello e che semplicemente non ci sta a dover perdere un probabile cimelio che merita di essere condiviso con tutti gli italiani. La donna s’impegnerà nel ricostruire la storia, dagli atti e dai racconti, dalle testimonianze e i resoconti di persone informate. Un compito complesso animato dall´amore genuino per l´arte e i valori del passato. Una storia tra verità e mito sarà il taglio attraverso cui guardare dentro la vita pullulante del passato, seguirne le tracce spaiate capaci di entusiasmare fin oggi.

 Attorno all´abbazia ruotano i personaggi chiave, il cardinale Gesualdo e il suo curatore degli affari personali malvagio, la popolazione povera e stremata dei dintorni in tempi di miseria e brigantaggio. Le famiglie sfollate, i morti dell´incendio doloso, una specie di bonifica del territorio diabolica pianificata dall´alto. Tra coloro che perderanno la vita anche la famiglia di Gyaninna e Lynardo obbligati a crescere subito per sopravvivere. La prima sarà accolta dal cardinale stesso ammaliato dalla sua incantevole bellezza mentre il secondo imparerà svariati mestieri pur di tenersi in vita.

Siamo negli anni 1500 e 1600, Vito De Nicola si sofferma molto sulla storia di questi due ragazzi perché saranno il filo conduttore alla nascita dell´acquerello. Entrambi finiranno a Napoli, qui incontreranno il pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio in fuga da Roma per aver ucciso un uomo in una rissa. Qui la fantasia della narrazione si fonde con la realtà e ci racconta, con tratti di narrativa decisi e precisi, il periodo napoletano di Caravaggio degli ultimi anni della sua vita. Ci sarà spazio per l´amore, per i viaggi, il soggiorno a Malta e la creazione dell´ultima opera Martirio di sant'Orsola.

L´autore ripercorre la vita travagliata del pittore e riempie i vuoti storici con vicende di fantasia costruite accuratamente. Tra romanzo storico e narrativa L´acquerello in verdaccio di Vito De Nicola é il messaggero dell´amore per la storia di De Nicola, per l´architettura, per i valori tramandati di generazione in generazione. E proprio in relazione a questi il romanzo inizia e termina – volutamente – con la stessa nostalgia per i luoghi e paesaggi di questa storia, quelli di una volta, più imperfetti ma più veri, con la poesia nelle forme e il gusto del bello, che hanno lasciato il passo a cambiamenti del territorio, che l’hanno deturpato e cementificato in nome di un decadente progresso. La scrittura di Vito De Nicola è precisa, pianificata, non lascia nulla al caso. Racconta ogni singolo frammento, ogni correlazione è inclusa, supportata da un impianto storico lucido e accurato. Un ampio uso delle virgole, piccole dighe, serve a frenare la curiosità e ad allungare i tornanti della storia e a dividere le fonti, i documenti, le immagini e i suoni, i fatti. Il risultato è una lettura profonda a tratti ed esauriente, ai fini della storia e ai fini dell´immaginario, mai banale. Anche la tensione è mantenuta costante per buonissima parte della storia, anche se la lettura non è prettamente di quelle veloci, poiché ricca di riferimenti storici, l´interesse è tenuto vivo con l´uso sapiente di briciole di pollicino, elementi chiave, disseminati lungo il percorso naturalmente. Che fine fará l´acquerello? Questo ve lo lascio scoprire con la lettura.

Personalmente ho gustato questa lettura, sono felice dei valori che essa trasmette pur essendo solo un estimatore sprovveduto della pittura e dell´arte in genere. Difficile trovare punti deboli a quest´opera, a parte l´uso improprio a mio avviso dei puntini di sospensione, tutto quadra, tutto torna e con piacevolezza. Una storia che ci riavvicina a Caravaggio, che ci presenta un secolo della storia italiana e intrattiene con gusto. Lo consiglio, e mi sbilancio senza remore, molto caldamente.

abc
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