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Recensione di Il labirinto degli spiriti di Carlos Ruiz Zafón

Nella mia libreria cartacea c'è uno scaffale che da anni dedico a un solo e unico genere: i "libri che parlano di libri". E la serie de Il cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafón ha il suo bel posto d'onore proprio al centro. In ordine troviamo L'ombra del ventoIl gioco dell'angeloIl prigioniero del cieloIl labirinto degli spiriti.

Lessi il primo volume quando uscì nel 2004, ancora giovane e ingenua, e non sapevo che mi sarei portata dietro quel fardello per tredici anni. Tredici! Parliamone! L'inizio era stato travolgente, un giallo nella Barcellona della metà egli anni Quaranta, un bambino, Daniel, accompagnato dal padre in una monumentale biblioteca sotterranea che da secoli protegge i libri che non devono essere dimenticati, dove chiunque entra viene reso responsabile di un libro. E Daniel si sente attrarre dal volume L'ombra del vento di Julian Carax, un autore del quale si sono perse le tracce, forse maledetto, un formidabile scrittore che però ha venduto pochissimo.

Da questo punto in poi, la serie del Cimitero diventa un mondo a sé, un vero e proprio labirinto, ti inghiotte, ti fa fa sbagliare strada, ti confonde con l'attesa e le tante pagine, e poi forse, se una buona parola di Zafón te lo permette, riesci a trovare la via d'uscitaMa vi assicuro che non è così scontato.

Ogni libro della serie, a ben guardare, si concentra sul punto di vista di uno dei co-protagonisti, che si porta dietro la sua storia e quella di chi lo circonda, però dal SUO punto di vista. E ogni pagina di ogni libro è un tassello in più, il disegno di un incastro che forse ti lascia intuire come un pezzo di questo immenso puzzle potrebbe andare a collidere con uno che avevi visto (o letto) molte pagine prima.

L'ombra del vento è il libro di Daniel, da quando viene a conoscenza del Cimitero dei Libri Dimenticati e nasce il rapporto con Julian Carax che influenzerà tutta la sua vita. Il gioco dell'angelo è per David Martin invece, un altro scrittore che sembra maledetto, ma fino a che punto? La sua amicizia con Isabella, la madre di Daniel, scomparsa prematuramente pochi anni dopo la nascita del figlio, sarà uno dei temi di questo volume. Il prigioniero del cielo invece lascia spazio al mio personaggio preferito, Fermin Romero de Torres, quasi un secondo padre per Daniel, sempre presente in tutti i volumi senza mai essere ingombrante, magro com'è! Il labirinto degli spiriti, infine, sembra quasi staccarsi dalla storia che abbiamo conosciuto con i romanzi precedenti della serie, e introduce un elemento completamente nuovo: Alicia Gris. Lei è l'ultimo tassello fondamentale per chiudere il cerchio della famiglia Sempere, anche se con i Sempere non ha mai avuto nessuna relazione, almeno fino a quel momento.

La incontriamo bambina a Barcellona, in pieno attacco aereo durante la guerra, salvata dal braccio della morte da Fermin e dal Cimitero dei libri dimenticati. Ovviamente Zafón non ce la fa conoscere per caso, lei sarà fondamentale per trovare giustizia in un mondo che sembra governato solo da cattivi.

Dopo un primo capitolo molto rapido e doloroso ancora a Barcellona, che ci butta in una storia che sembra quasi nuova, l'Alicia adulta che vive a Madrid viene alla luce un passo alla volta. È una sorta di spia, lavora per la polizia e mette a disposizione la sua attenzione ai particolari e la sua scaltrezza, il tutto coperto da un aspetto fragile e minuto. La realtà è però un'altra: è una donna spietata, forgiata dal dolore e dalla solitudine, ha dovuto diventare così, nessuno glielo ha chiesto. Non cerca pietà, non è un supereroe, ha solo imparato a difendendersi da una vita che non le ha fatto sconti. Quasi vent'anni dopo dall'essere sopravvissuta a Barcellona, le strade di Alicia e Fermin si incrociano di nuovo a Barcellona, senza preavvisto, dove Alicia torna per un'indagine che coinvolgerà tutti coloro che abbiamo conosciuto fino a questo momento, nessuno escluso.

Un romanzo che chiude finalmente una saga che si può definire familiare, ma che è anche un giallo, un noir e un romanzo d'avventura. Il cimitero dei libri dimenticati è molto più di una serie di libri, ed è sicuramente molto meglio di un film!

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Approfondimento

Per scrupolo personale, quando è uscito Il labirinto degli spiriti in libreria, ho deciso di rileggere tutti i volumi precedenti nel loro ordine di pubblicazione, e credo di aver fatto bene. Per quanto Mondadori scriva sulla prima pagina dell'ultimo libro che non è necessario conoscere le puntate precedenti, l'ho ritenuto un atto necessario per rendere onore alla fatica di Zafón. Per apprezzare a pieno questo mattone finale posato come corona su una cattedrale di parole, bisogna prima avere ben chiare le sue fondamenta, perché è lì che i personaggi hanno preso vita. Non si può pretendere di percepire la grandezza di quest'opera se non si è passati per tutte le tappe. Non vale imbrogliare, ne va del vostro piacere di lettura.

abc

Recensione di L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón

Ignoravo il piacere che può dare la parola scritta, il piacere di penetrare nei segreti dell’anima, di abbandonarsi all’immaginazione, alla bellezza e al mistero dell’invenzione letteraria. Tutte queste scoperte le devo a quel romanzo.

Nel Cimitero dei Libri Dimenticati sono custoditi migliaia di libri che vengono portati lì per evitare che degli stessi ne venga cancellato il ricordo. Chi sceglie un libro in quel luogo, o è scelto dal libro, deve promettere di averne cura per sempre. Quando Daniel Sempere torna a casa con sottobraccio L’ombra del vento e inizia a leggerlo ne rimane folgorato, tanto da voler scoprire di più su chi l’ha scritto, Julian Caráx, un uomo che sembra essere svanito nel nulla. Daniel viene anche a sapere che uno sconosciuto si aggira ancora a Barcellona in cerca dei suoi romanzi con il solo scopo di bruciarli, così da far precipitare nell’oblio la memoria dell’autore. Le ricerche di Daniel lo porteranno a tentare quanto possibile pur di far luce sul mistero della vita di Julian Caráx, e sarà sconvolgente per lui scoprire quante similitudini ci sono tra la sua vita e quella dell’autore del romanzo a lui tanto caro.

Ad aiutarlo nella ricerca c’è Fermín Romero de Torres che Daniel salva dalla strada offrendogli un lavoro nel negozio di libri usati di proprietà del padre, e che pertanto ha un debito di riconoscenza e un grande affetto, quasi paterno, per il ragazzo. Man mano vengono alla luce elementi necessari a scoprire cosa è successo a Julian Caráx, Daniel e Fermín si troveranno talmente coinvolti da mettere a rischio la propria vita. Il mistero dello scrittore maledetto è più attuale di quanto non potessero pensare.

L'ombra del vento è un romanzo giallo, ma definirlo solo così sarebbe riduttivo, in quanto al suo interno troviamo anche storie di famiglia e d’amore che non sono tipiche di questo genere. È veramente ben scritto e la storia non può che catturare il lettore dalla prima all’ultima pagina. La lettura è scorrevole e coinvolgente. La Barcellona che fa da sfondo a L'ombra del vento è descritta talmente bene che sembra di essere trasportati nelle sue vie e nei luoghi magistralmente narrati. Ho provato più volte quella sensazione di “ansia” tipica del colpo di scena, tanto da immedesimarmi in più di un personaggio di quelli narrati, facendo il tifo e preoccupandomi per l’uno o per l’altro. È un libro appassionante, che non si può non leggere, per questo lo consiglio a tutti, anche a chi non ama molto la lettura: potrebbe farvi cambiare idea.

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Approfondimento

Leggere è un’arte in via di estinzione e i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, e la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare.

Avevo già letto L'ombra del vento tanti anni fa, lo avevo inserito nella lista dei miei libri preferiti. L’ho riletto con molto piacere e, come spesso accade, ho scoperto sfaccettature che non ricordavo o sulle quali all’epoca avevo sorvolato. Ogni libro che ci è piaciuto andrebbe letto più di una volta, perché noi cambiamo e i libri che abbiamo amato ci donano ogni volta un insegnamento diverso.

Gli errori di Julian Caráx faranno da insegnamento a Daniel che proverà ad afferrare la felicità che lo scrittore si è lasciato sfuggire. Ecco cosa ho imparato rileggendo questo libro: anche se la strada sembra impossibile ma è quella che ci renderà felici, vale la pena di percorrerla.

abc

Il Cimitero dei Libri Dimenticati di Carlos Ruiz Zafón

Un primo libro pubblicato in Spagna in sordina nel 2001, senza particolari speranze di successo, ma che in pochissimo tempo si è rivelato un best seller da 8 milioni di copie nel mondo. Questo è stato L'ombra del vento, il primo libro della trilogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, seguito da Il gioco dell’angelo (2008) e conclusosi con Il prigioniero del cielo (2011). Ma a quanto pare Zafón non aveva ancora finito: non era una trilogia, bensì una tetralogia. Zafón aveva in mente l’inizio e la fine della sua storia, ma il viaggio che lo ha portato da un punto all’altro non ci poteva proprio stare in un libro solo. E a quindici anni dall’uscita del primo volume, ci trasporta di nuovo nella sua Barcellona anni Cinquanta con Il labirinto degli spiriti, uscito oggi nelle librerie.

Non volevamo farci trovare impreparati, quindi abbiamo deciso di rileggere tutti i primi tre libri della serie, 1256 pagine in totale. Tanto chi ha voglia di uscire di casa il week end quando comincia a fare freddo?!

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Dl'ombra del ventoicevamo, si comincia con L'ombra del vento. A metà degli anni Quaranta Daniel, accompagnato dal padre nel cuore della città vecchia di Barcellona, scopre il Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo magico, scaffali su scaffali dove i libri dimenticati dal tempo trovano il loro posto nel mondo per non scomparire del tutto.

«E sai qual è la cosa più bella?» Scossi la testa in silenzio. «La tradizione vuole che chi viene qui per la prima volta deve scegliere un libro e adottarlo, impegnandosi a conservarlo per sempre, a mantenerlo vivo. È una grande responsabilità, una promessa» spiegò mio padre. «Oggi tocca a te.»

Daniel si troverà tra le mani un “libro maledetto” che gli aprirà la porta su un labirinto di intrighi che coinvolgono l’autore di quel misterioso libro. Trovare l’uscita sarà l’unico modo per rivedere la luce in quella Barcellona fumosa.

il gioco dell'angeloIl gioco dell'angelo torna indietro di qualche anno rispetto al primo volume, catapultandoci negli anni Venti. Qui David Martín si sta torturando l’animo con un desiderio inconfessabile: diventare uno scrittore. Sembra che la fortuna, dopo tante difficoltà, abbia deciso di guardare dalla sua parte, e gli propongono di pubblicare un racconto. Che sia l’inizio di una nuova favola a lieto fine? Forse, o forse no.

Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell'istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.

Da quando accetta felice la proposta, domande che non si era mai posto cominciano a circondarlo, e lui non saprà dare una risposta. In una Barcellona allo stesso tempo simile e molto lontana dal volume precedente, Martín accetterà di scrivere un’opera rivoluzionaria per un misterioso editore, ma quella vanità per la quale ha venduto l’anima chiederà il suo prezzo.

71qtbtzwhtlAncora scombussolati per la narrazione frammentata e quasi da folle del secondo libro, ci immergiamo nel terzo, Il prigioniero del cielo, la chiave della tetralogia. Dagli anni Venti si fa un salto in avanti, al 1957. Troviamo quello che una volta era il piccolo Daniel Sampere ormai cresciuto, al lavoro dietro al bancone nella libreria del padre. Un uomo entra e compra una preziosa edizione de Il conte di Montecristo.

«Il signore desidera fare una dedica o scrivere qualche nota personale prima che incarti il libro?» Il visitatore lo aprì con difficoltà alla pagina del titolo. Notai allora che la sua mano sinistra era posticcia, un pezzo di porcellana dipinta. Tirò fuori una stilografica e scrisse qualche parola. Mi restituì il libro e si girò. Lo guardai zoppicare verso la porta. «Sarebbe così gentile da indicarmi il nome e l’indirizzo dove desidera farlo consegnare?» domandai. «È tutto lì» disse senza voltarsi.

Daniel apre il libro e dentro trova la scritta: "Per Fermin Romero de Torres, che è riemerso tra i morti e ha la chiave del futuro". Comincia allora a scavare nel passato, sulla morte della madre e trova una traccia, un legame che potrebbe intercorrere tra quel triste evento e David Martín, l’autore de Il gioco dell’angelo. Ogni pagina di questo volume si fa sempre più scura e fitta, delle domande non hanno ancora avuto risposta, ma finalmente, dopo anni di attesa, possiamo trovare pace, perché abbiamo tra le mani l’ultimo libro della serie, Il labirinto degli spiriti.

Il Labirinto degli Spiriti coverTutto quello che possiamo dirvi per ora è che la storia va avanti, non ci sono salti temporali: Daniel sta ancora cercando di capire cosa gli sta succedendo, in quale complicato gomitolo di misteri si è andato a incastrare, e fa la sua comparsa Alicia Gris, una specie di fantasma che emerge dalla nebbia di una Barcellona che sente il peso della guerra, e aiuta Daniel a togliere la polvere dalla storia misteriosa della sua famiglia, quella storia che nessuno gli ha mai raccontato fino in fondo.

Arrendetevi quindi, armatevi di viveri, caffè e trovare un posto comodo, lasciatevi andare, perché tanto da Il labirinto degli spiriti non vi stacchereste nemmeno se lo voleste.

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Il Labirinto degli Spiriti di Carlos Ruiz Zafón

Dal 22 novembre in libreria

Uno dei ritorni più attesi di sempre. Un libro che, attraverso le sue pagine, ci conduce al gran finale di una saga che un numero incredibile di lettori ha amato alla follia. A fine novembre arriverà sugli scaffali delle librerie edito da Mondadori Il Labirinto degli Spiriti, il capitolo conclusivo della serie de Il Cimitero dei Libri Dimenticati di Carlos Ruiz Zafón. Dodici anni dopo L'ombra del vento, Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie iniziata in quel romanzo, con l’indimenticabile, piccolo Daniel. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l'apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l'arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.

Carlos Ruiz Zafón, completati gli studi in un collegio di gesuiti a Barcellona, inizia a lavorare nella pubblicità,  svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. diventando direttore creativo di una importante agenzia. Inizia la sua carriera letteraria nel 1993 con Il principe delle nebbie, prima parte della trilogia della nebbia. Nel 2001 esce il primo romanzo per adulti, L'ombra del vento, che si trasforma subito in un fenomeno letterario internazionale con otto milioni di copie vendute nel mondo. Nel 2008 con Il gioco dell'angelo il successo viene confermato. Il 2009 è l'anno di Marina, seguito da Il Palazzo della Mezzanotte (2010), Le luci di settembre (2011), Il principe della nebbia (2011). Le sue opere sono state tradotte in più di quaranta lingue e hanno ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti internazionali. Nel 2012 esce in Italia la terza parte della saga inaugurata con L'ombra del vento: è Il prigioniero del cielo. Nel 2013 Mondadori riunisce in un volume i tre romanzi della Trilogia della nebbia. Zafón vive a Los Angeles dal 1993 dove scrive anche sceneggiature di film per Hollywood. Collabora regolarmente con i quotidiani spagnoli El País e La Vanguardia.

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Recensione di Marina di Carlos Ruiz Zafon

Marina. Un nome delicato, fragile, ma di forte intensità, come la protagonista di questo romanzo. Scritto a Los Angeles ne 1996 e pubblicato solo nel 2010, Marina è tutt’oggi il libro preferito di Carlos Ruiz Zafon. Come egli stesso afferma, per qualche strana ragione,ci si sente più vicini a qualcuna delle proprie creature. E leggendo, ci risulta ben chiaro il motivo che spinge Zafon a prediligere questo romanzo agli altri.

Protagonista della storia è Oscar Drai, quindicenne che studia e vive in un obsoleto collegio nella Barcellona della fine degli anni Settanta. Per scappare dalla noia, Oscar ama girovagare per la propria città, intrico magico di strade gotiche e vicoli dimenticati, che farà da perfetto sfondo per tutto il resto della storia.

Ed è proprio in una di queste esplorazioni, più precisamente nella parte settentrionale del Paseo della Bonanova, che Oscar scopre una villetta semi-abbandonata. Soggiogato da una bellissima musica il ragazzo s’intrufola nella casa e viene incuriosito da un oggetto alquanto singolare: un orologio da taschino ornato da un’incisione. Accorgendosi di essere osservato, Oscar scappa, portando con se quasi inconsapevolmente l’orologio. Oscar non sa che, grazie a quell’oggetto, il suo destino si intreccerà inevitabilmente con la villetta di Sarrìa e i suoi abitanti. Oscar, quasi ammaliato dal mistero di quella casa desolata, ritorna più volte sui suoi passi e, nel tentativo di ricongiungere l’orologio al proprio padrone, incontra Marina. Grandi occhi grigi e pelle diafana, Marina  sarà la svolta definitiva della vita di Oscar: i due infatti, scoprendosi e conoscendosi, diverranno complici di un grande segreto.

Marina, ragazza sveglia e curiosa, appassionata di scrittura e avventura, confida ad Oscar che da ormai tre mesi segue e osserva una donna senza volto nel vecchio cimitero di Sarrìa: ornata da uno spesso velo nero e vestita a lutto, la donna deposita una rosa rossa su un a tomba senza nome ogni ultima domenica del mese. A distinguere la lapide dalle altre, un’incisione di una farfalla nera con le ali spiegate. Seguendo la donna tra i vicoli della vecchia Barcellona, un tempo animati dalla vita mondana e orami disabitati, i due divengono inconsapevoli protagonisti di una storia fatta d’amore e di morte. Inquietanti segreti saranno svelati, e un vecchio mistero riportato alla luce.

Con la sua solita maestria, Zafon ci trasporta in un complesso intrigo, prendendoci per mano e accompagnandoci nei quartieri della sua Barcellona, fatta di strette vie e angoli bui, osservatori secolari di amori e segreti, creando il background perfetto per un’avventura che vi lascerà senza fiato. Un libro che non sarà certo dimenticato perché, come suggerisce la stessa Marina, ricordiamo solo quello che non è mai accaduto.

Alessia Belfiore

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