Categoria: carmelo cossa

Recensione di Non aver paura di Carmelo Cossa

Tommaso, Nadia e Monica. Una famiglia italiana come tante. Tommaso è un imprenditore, proprietario della ditta “Dolce e Non Solo”, Nadia lavora in un negozio e Monica è una presenza invisibile sia in casa sia nell´azienda del padre in cui è stata assunta. La “Dolce e Non Solo” attraversa un periodo di scarsa liquidità, il motivo è quello più diffuso nel nostro sistema commerciale: le aziende sono costrette a pagare regolarmente alle banche ma i clienti possono ritardare i pagamenti e non rispettare le scadenze, impunemente. In azienda circola il menefreghismo, come un virus in un corpo malato, i conti in banca si prosciugano e nessuno è disposto ad aiutare questa piccola realtà che però dà da mangiare a quindici famiglie.

La vera sfida per Tommaso, e attorno ad essa ruota tutta la trama di Non aver paura, è l´improvvisa scoperta di un aneurisma da operare urgentemente. E qui le esperienze emozionali del protagonista si intrecciano in qualche modo con quelle dell´autore Carmelo Cossa, ricoverato anch´esso in un reparto di neurochirurgia a Novara. Lo definirei un romanzo psicologico, caratterizzato da frequente introspezione e grandi periodi di riflessione, continue prese di coscienza, e da pensieri semi-arresi di un´anima che lotta.

Scoprire di soffrire di un male potenzialmente letale abbatterebbe il morale di chiunque. Inserito nel contesto economico difficoltoso e aggiunto al rapporto tormentato tra padre e figlia, in cui pesa non solo la distanza generazionale ma soprattutto la scarsa comunicazione, questo si evolve in un vero problema psicologico per Tommaso. Dopo l´intervento, l´ansia, l´insicurezza, la negatività, sentimenti di inadeguatezza caratterizzano le giornate della riabilitazione di Tommaso. Per dirla in maniera discorsiva: si lascia andare. Nel bene e nel male, la malattia, come spesso accade, forza la mano e ci obbliga a guardarci allo specchio.

In un attimo, però, ricordò tutto quello che non era riuscito a fare, quello che aveva fatto e quello che, forse non avrebbe mai più potuto fare. Non era riuscito ad amarsi, aveva mentito a se stesso per far piacere agli altri, e ora che aveva paura e aveva imparato, forse, sarebbe stato tardi per mettere in pratica ciò che aveva appreso. (Non aver paura, Carmelo Cossa)

I medici e gli infermieri del reparto di neurochirurgia e la presenza costante della moglie Nadia saranno fondamentali, dal punto di vista umano. Con pazienza aiuteranno Tommaso a ritrovare ciò che dentro di sé ha perso, tra deliri e sogni tormentati di un letto d´ospedale, e la solitudine, rabbia e sconforto generati da problemi motori e di linguaggio, residui dell´intervento. Nadia rivestirà il ruolo di filtro, per proteggere Tommaso dai problemi seri che stanno investendo la famiglia, e agevolarne la guarigione.

Non aver paura è una storia ricca di pathos, che denuda e mostra senza vergogna i sentimenti di un uomo. Tommaso è una persona che esprime i sentimenti, si specchia spesso nel presente cercando un futuro migliore, una speranza. Si isola, e alcune volte anche il felice rapporto con Nadia sembra non bastare, sembra scollarsi. Questa personalità senza filtri permette al lettore di vivere, a tratti con una certa apprensione, la realtà descritta. La vita è già una lotta ma può diventare anche una vera e propria guerra. Ci si può sentire persi ancora prima di aver perso. Questa storia testimonia la forza di chi riconosce innanzitutto la sua vita, quella vera, e la riprende in mano. Una forza che può essere agevolata ma resta sempre una decisione personale, mettere in gioco le proprie risorse emotive, le proprie energie fisiche, non cedere alla sudditanza delle paure e alle apparenze degli eventi.

 

IMG_4246Approfondimento

L´intero libro è incentrato su questa esperienza, per questo motivo non vi rivelo nulla di più. Probabilmente il punto di forza di quest´opera è anche il suo punto debole: mancano sostanzialmente vicende di secondo piano o sono poco sviluppate.

Questo ha permesso all´autore di catturare e convogliare tutta l´attenzione del lettore, coinvolgendolo emotivamente, sul lavoro interiore che il protagonista è chiamato a compiere per uscire dai fragili meandri che la sua mente ha costruito. D´altra parte manca, a mio avviso, un intreccio nella trama che possa rendere più interessante e “leggera” la lettura.

Mi piace lo spirito di Non aver paura, il suo messaggio di coraggio (che già il titolo anticipa).

Pensi a se stesso. E non seppellisca le speranze dietro la paura, ma diventi l´artefice dei suoi sogni e andrà tutto bene. (Non aver paura, Carmelo Cossa)

La scrittura è semplice, diretta. Un libro che chiama in causa il lettore, i sentimenti non si possono ignorare, ed è attraverso le esperienze, e talvolta, le storie inventate dagli altri che il lettore impara a confrontarsi con le tante sfaccettature di quella che noi chiamiamo, per fare prima, “la vita”.

Quanto è difficile, ma si deve rischiare, per non aver paura. È una di quelle cose che poi ti ritornano indietro.

 

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