Categoria: Caroline Kepnes

Recensione di Tu di Caroline Kepnes

Qualche mese fa vi avevamo presentato in anteprima il libro Tu, di Caroline Kepnes, edito da Mondadori. Una storia complessa, purtroppo estremamente verosimile, che tuttavia il linguaggio semplice e immediato, talvolta colloquiale, molto vicino a quello che si usa generalmente sui social (che in questo libro sono alla base dello svolgimento della trama) rende maggiormente fruibile, avvicinando il lettore a ciò che sta leggendo. È facile, infatti, già dalle prime pagine immedesimarsi in Joe, libraio dell'East Village, amante del proprio lavoro, il quale, in un giorno qualunque, in un momento qualunque, incontra quella che ritiene essere la sua anima gemella. Un amore a prima vista, come a tanti di noi è successo di provare.

La scrittura in prima persona, abile stratagemma della Kepnes, consente di vestire i panni di Joe, di provare il suo amore, la sua tenerezza. Ma ecco che, dopo solo poche pagine, si iniziano a cogliere i primi segni di una devianza: all'inizio, troppo immedesimati nel giovane libraio, si fatica a dare ascolto ai piccoli campanelli di allarme che, con lo scorrere della lettura, diventano sempre più frequenti, fino a trasformarsi in una certezza: Joe è uno stalker, uno di quelli che non riempie l'altra persona di telefonate, ma che si muove nell'ombra (anche tramite i social) ed è disposto a tutto pur di "eliminare" chiunque intralci il suo cammino verso l'obiettivo, che in questo caso si identifica in Beck.

Tu potrebbe altrimenti chiamarsi Monologo di uno stalker: una sorta di distorto trattato di psicanalisi, nel quale vengono messi in luce i lati più oscuri del rapporto tra sentimento e possesso, nel quale si passa, senza accorgersene, dalla purezza del colpo di fulmine, all'amore deviato che dissemina, lungo il suo cammino, cicatrici e cadaveri.

Approfondimento

I personaggi che Caroline Kepnes descrive in Tu assumono talvolta connotazioni grottesche: e non perché siano realmente tali, ma perché li guardiamo il mondo attraverso il filtro dello sguardo deviato di Joe, il quale vede unicamente il lato peggiore di chi si frappone tra lui e Beck. È il caso di Benji, ex fidanzato dedito più alla droga che al lavoro o alla relazione, o di Peach, la migliore amica di Beck, per la quale, tuttavia, prova qualcosa in più; ma non solo: anche gli altri personaggi del libro, per quanto esterni alla vicenda amorosa, vengono mostrati nei loro lati peggiori, nei loro aspetti più meschini, che passano dalla strafottenza all'invidia, all' l'eccessiva gentilezza (che il cinico Joe considera un difetto).

Lo sguardo distorto e malato di Joe, a mio avviso, non investe solo la sfera sentimentale, ma la sua intera vita: tutto viene ricoperto da un alone di negatività e di sospetto, facile da fare proprio, oltre che per la scrittura 2.0, soprattutto per il fatto che criticare e vedere il lato negativo di ogni cosa è ciò che all'essere umano risulta più facile fare.

Per tutti questi motivi, cari lettori, vi invito ad affrontare questo testo, tanto complesso quanto realistico, con occhio attento: andando al di là della visione di Joe come semplice stalker, si coglie la sua essenza di uomo malato, che non riesce a vivere la propria realtà e gli ostacoli che gli si presentano, che sceglie di non affrontare, ma di eliminare. L'esito di tutto ciò è quanto mai scontato: Joe smette di essere un uomo, per assumere le sembianze di un'ombra, non solo di Beck, ma anche, e soprattutto, si sé stesso.

abc

Tu di Caroline Kepnes

Cara lettrice, caro lettore,

vi è mai capitato di incrociare qualcuno e al primo sguardo sentire che è la persona della vostra vita? Magari l’avete incontrata in libreria, mentre vagava tra gli scaffali e aveva preso in mano proprio il vostro libro preferito. Zac, colpo di fulmine. In un istante avete capito tutto di lei. Bella, intelligente, tremendamente sexy. Avete pensato: tu ancora non lo sai ma noi siamo anime gemelle. Tu ancora non lo sai ma ti innamorerai perdutamente di me.

È quello che pensa Joe, giovane libraio newyorkese, quando Guinevere Beck, aspirante scrittrice, varca la soglia della sua libreria e si rifugia tra la F e la K con un sorrisetto malizioso. Prende il libro giusto, Guinevere. Paga con la carta di credito, in modo che Joe possa memorizzare il suo nome (eccome se lo memorizza).

Poi esce scomparendo tra gli studenti e gli artisti del Village. Perduti per sempre?

No, non nell’era di Facebook e Twitter. Joe sa come trovare una persona. Sa come riempirla delle attenzioni che la faranno innamorare. Forse lo sa un po’ troppo bene. Forse esagera nel farsi trovare in tutti i locali notturni che Guinevere frequenta, in metropolitana proprio quando ubriaca rischia di finire sui binari, alla festa in maschera dove accompagna il padre, sulla spiaggia dove passa il weekend con l’amica fin troppo intima. Compare sotto la sua finestra tutte le notti quando Guinevere trascina nei giochi più fantasiosi il fidanzato del momento (ancora per poco: Joe sa come toglierlo dai piedi).

Sembra quasi che Joe conosca a memoria le giornate di Guinevere, che legga le sue mail, i messaggi sul telefonino…

E Guinevere? Certo Joe le piace, le piace giocare anche con lui, le piace averlo attorno. Soprattutto quando Benji non c’è e il dottor Nicky comincia a stufarla. Ma è proprio sicura di aver capito chi è Joe? E Joe è proprio sicuro che Beck dica la verità nei suoi diari, nelle mail, negli sms? E se la libreria non fosse una semplice libreria?

Joe e Beck sono sicuri di avere il controllo dei loro giochi pericolosi?

Non leggere questo libro, se pensi di non saperti difendere da un’attrazione fatale.

Editor Narrativa Straniera Mondadori Federica Manzon

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