Categoria: Carta e penna

Recensione di Sguardo inquieto di Donatella Garitta Saracino

Ho ucciso in maniera premeditata, per odio e vendetta. L'ho fatto con perizia, cercando di non lasciare nulla al caso; ho curato tutto nei minimi dettagli ma proprio un dettaglio, quasi insignificante, ha portato gli inquirenti ad arrestarmi...

Sguardo inquieto parte così, in maniera dinamica e brillante come la maggior parte dei fatti che si susseguono l'uno dopo l'altro in un misto di suspense e adrenalina degno dei migliori gialli italiani. Questa storia noir esordisce proprio con la voce narrante dell'assassino che apre questa novella noir ben elaborata, introducendo uno dei primi delitti che dovranno sbrogliare il commissario Cantamessa e l'ispettore Raimondi.

Donatella Garitta Saracino, autrice di questo avvincente romanzo, è riuscita a creare un'atmosfera poliziesca davvero degna di nota seguendo le orme dei più grandi autori della storia del giallo deduttivo come Edgar Allan Poe e Arthur Conan Doyle, e proprio come questi due colossi della letteratura ha creato una coppia investigativa che ha molto in comune con il Dupine di Poe e con la coppia Sherlock Holmes e Watson dei romanzi di Doyle.

La storia è ambientata a Torino, la città dove vive la scrittrice, e in effetti uno degli elementi profondamente credibili del romanzo è proprio questa città avvolta dal mistero, una culla così oscuramente credibile di vicende angoscianti e conturbanti. Nel primo delitto il protagonista, o meglio la vittima, è un pediatra affermato, un uomo benestante e sposato che malgrado tutto aveva la fama di essere un gran “cacciatore di donne”, tanto ambizioso da essersi lanciato nella politica e aver ricoperto la carica di sindaco di Monteverso, comune in provincia di Torino. Lo scenario tragico e colmo di dovizia di particolari si presta ad una delle mitiche scene degli horror d'altri tempi in puro stile Dario Argento uno che in Italia ha raggiunto diversi primati con il genere.

[...] Il Dottor Maselli era seduto sulla sua poltrona che, però, non era al solito posto, dietro la scrivania ma davanti a questa. Le braccia erano legate ai bracioli, in una posizione innaturale e il viso era sfigurato da una smorfia che rendeva i lineamenti regolari del dottore una maschera mostruosa. Sotto la sedia tutto attorno a questa, sangue, sangue che copriva le gambe, le cosce e la poltrona...sangue rappreso che impregnava la stanza di un odore dolciastro e nauseante.

La maestria nel descrivere un fatto di cronaca, in questo caso un “delitto” in un modo cristallino e coinvolgente come questo ci fa dedurre nella maniera più ovvia che la scrittrice sia anche un'abile giornalista, gli elementi narrativi sono ben curati, e la scrittura rimanda a un genere letterario passato ma che sembra rinnovarsi in queste pagine. Il libro è un vaso di Pandora dove al suo interno ogni personaggio ha un mondo tutto suo, un mondo che riaffiora e si intreccia con la trama misteriosa. Come ad esempio i particolari della vita privata del commissario Cantamessa, condita da una relazione passionale per una donna piacevole e sensuale, o degli altri personaggi che si affacciano anche per poco nel quadro tracciato meticolosamente da Donatella Garitta.

Un altro dei misfatti eclatanti che condiscono di suspense e mistero Sguardo inquieto è quello che riguarda un'esplosione nel centro commerciale della città per via di un attentato, dal quale la donna del commissario riesce ad uscirne viva scampando alla tragica fatalità. Ma tra il sangue, le vittime e le macerie si fa largo uno scenario ancora più incomprensibile ed enigmatico: dietro una delle mura sventrate dalle esplosioni viene alla luce un corpo mummificato ad aggrovigliare le vicende in una maniera davvero efficiente.

Giunto in prossimità del fuoristrada che aveva divelto il muro e il pilastro portante si avvicinò cautamente, illuminando con la torcia il muro e l'auto; si accorse che il fuoristrada si era come incastrato nel muro e, essendo questo di cemento armato, gli sembrò anomalo. Si avvicinò più che poté e, illuminando lo spazio dietro al fuoristrada, si accorse che il muro era vuoto, cavo, quasi una piccola caverna portata alla luce dall'esplosione. Scatto molte fotografie e registrò tutte le sue osservazioni; si issò ai bordi della cavità, illuminò l'interno e, inaspettatamente, vide un cadavere ormai mummificato.

Per condire la trama di elementi realistici spesso nel susseguirsi degli eventi vengono riportati anche elementi giornalistici come titoli o articoli di giornale riportanti notizie sui casi narrati: questo è un altro elemento fondamentale e coinvolgente che cattura in modo raffinato l'attenzione del lettore che viene catapultato visceralmente nel centro dell'atmosfera.

Sguardo inquieto mi ha davvero soddisfatto: da accanito lettore di noir ho potuto godere appieno di questa storia speciale, che ha raccolto insieme elementi avvincenti come l'amore, l'odio, la vendetta e, perché no, anche la giusta dose di erotismo e passione. Non voglio svelare altri elementi fondamentali di questo libro perché spero che molto presto lo farete voi stessi sfogliandolo tra le vostre mani, incrociando anche voi lo sguardo inquieto che troverete sulla bellissima copertina.

 

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Approfondimento

Sono poco più di duecento pagine, ed è davvero impossibile trovare una nota stonata in questa pubblicazione raffinata: la forma di raccontare ogni personaggio e i fatti senza tanti sotterfugi è un cavallo di battaglia per Donatella Garitta Saracino, che rimanda sulla carta la sua passione per l'arcano e per i misteri antichi.

Il luogo comune dell'attentato al centro commerciale viene spazzato via dall'evolversi del pretesto, dall'episodio chiave che in un crescente avvicinarsi al colpevole sfuma tra le nebbie dei meccanismi polizieschi ravvivando la vicenda.

Personalmente sono riuscito a leggere l'intero libro nell'arco di tre giorni, incuriosito capitolo per capitolo dalla verve dei personaggi e per l'interesse di vedere sbrogliati questi intrighi che si susseguono l'uno dopo l'altro come piccole matriosche arcane.

Consiglio vivamente questo romanzo, anche perché libero dai meccanismi commerciali moderni racchiude dentro di sé una storia accattivante e per nulla banale.

 

Videorecensione

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