Categoria: Charlie N. Holmberg

Recensione di Paper Magician di Charlie N. Holmberg

Ceony si è appena diplomata alla prestigiosa scuola di magia Tagis Praff, risultando la migliore del suo corso. Vorrebbe diventare Fonditrice, applicando le proprie abilità al metallo, ma viene obbligata a intraprendere l’apprendistato da Piegatrice, lavorando cioè con la carta. Il suo tutore è il mago Emery Thane, uno dei pochi Piegatori rimasti in Inghilterra, che vive in un edificio inquietante e diroccato: in realtà è solo nascosto alla vista grazie a un’illusione cartacea, trattandosi di una semplice ma accogliente casa gialla in mattoni, con il giardino abbellito da fiori di carta colorati.

Dopo aver stipulato il Vincolo che la legherà per sempre alla carta, la scettica Ceony viene introdotta all’arte delle Pieghe: con fogli del materiale giusto, pazienza e precisione si può ottenere quasi tutto. Fiocchi di neve, un maggiordomo e un cane da compagnia sono solo alcuni degli incantesimi che mago Thane le mostra. Proprio quando Ceony si sta abituando alla sua nuova vita, convincendosi che non sia poi tanto male, un tragico evento la sconvolge: la maga Lira irrompe nella villa e ruba il cuore di Thane, strappandoglielo dal petto. Oltre ai maghi buoni, esistono infatti gli Escissionisti, che praticano una magia proibita che ha come oggetti la carne e il sangue. Ceony ha la prontezza di costruire un cuore di carta per aiutare il suo mentore, ma per recuperare il suo cuore vero intraprende un viaggio che la porterà non solo attraverso l’Inghilterra ma anche attraverso i segreti dell’animo umano.

La carta è uno strumento meraviglioso ed è stata molto screditata negli ultimi anni.

Lo spunto iniziale di Paper Magician è buono: siamo in un mondo in cui la magia può essere praticata solo applicandola al materiale a cui si è vincolati. La presentazione della casa di mago Thane e di alcuni incantesimi è ben riuscita. C’è qualche dettaglio che fa sperare in un po’ di originalità, come i maghi polimerici, categoria professionale introdotta dopo la scoperta della plastica. In realtà le note positive si esauriscono qui: la successione degli eventi è troppo rapida, a tratti buttata sulla pagina senza adeguata cura; al contrario vi sono alcune parti puramente descrittive sulle quali l’autrice Charlie N. Holmberg si sofferma troppo e che risultano noiose. L’elemento dell’incantesimo, che dovrebbe dominare, è quasi carente. Da un libro fantasy non mi aspetto grande profondità di temi e contenuti, ma originalità e accuratezza nei dettagli sì.

Come romanzo è abbastanza gradevole, ma è ben lontano dall’essere un valido rappresentante del suo genere.

 
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Approfondimento

Per una persona che senza carta, o per lo meno senza carta stampata, si sentirebbe smarrita, Paper Magician rappresenta una rivincita. In un mondo dove si legge poco e sembra che i libri non servano a niente, poter fare magie con la carta sarebbe fantastico: leggere un romanzo e crearne le immagini grazie a una illusione narrativa è un sogno. Quindi all’autrice almeno il merito di aver difeso la carta glielo devo riconoscere. Purtroppo non ha sfruttato appieno le potenzialità della sua idea, producendo un romanzo troppo breve per essere sufficientemente articolato nella trama e nei dettagli.

Paper magician non è adatto a un pubblico di lettori giovani, perché è troppo macabro in alcuni punti; non lo consiglierei a un amante dei fantasy perché forse si aspetterebbe una cosa alla J. K. Rowling e rimarrebbe deluso. Infine non va bene neanche per il lettore più tradizionale in vena di sperimentare un nuovo genere, perché si annoierebbe e concluderebbe la lettura con la sensazione di non aver ricevuto niente. Un libro dovrebbe sempre dare qualcosa.

Paper Magician è il romanzo d’esordio di Charlie N. Holmberg, nonché primo volume di una trilogia.

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