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Recensione di Il sangue sporco del passato di Michele Lazzerini

Michele Lazzerini ha composto un romanzo graffiante, a tratti davvero brutale per forma e contenuti, si è calato nel poliziesco portando con se tutta la carica trasgressiva e spudorata dell'eros moderno. Il sangue sporco del passato è ambientato a Carrara, narra le vicende di questo giornalista cinico e sfrontato, che personifica in se ogni particolare scomodo dell'uomo odierno. Si legge questo suo senso quasi inarrestabile, questa fame libidinosa. Sopratutto quando cattura in modo così naturale ogni particolare sensuale delle donne che lo attraversano. “ Ne avevo parlato al mattino con Sonia, dopo una mezzora di sesso lento e cadenzato; l'idea del bordello mi era venuta guardandole il culo roseo e nudo. Sonia ha proprio un culo anni cinquanta”[...]

Come scrive Colombero nella lunga prefazione, in questa storia emergono tre strati differenti, ma complementari: Il primo squisitamente politico – il marciume morale, l'ipocrisia, la corruzione. Il secondo più spiccatamente etico – la sessualità descritta come abitudine, e il terzo puramente emozionale – innervato da tutta la tensione che scaturisce evidenziata da una crudezza immediata.

Manrico, questo redattore dovrà svelare un misterioso fatto, ovvero sentita nell'aria la puzza di scoop, si immergerà in questo delitto intrigante, un ritrovamento inaspettato che innesca nella città una scia di eventi lugubri, come il suicidio di un'altra donna in un ambiente monacale. Piombato su questa vicenda come un avvoltoio affamato, cercherà di portare alla luce ogni retroscena squallido, catapultato in un binomio che oggi non è più tabù sesso e religione. Tra le righe si legge un certo circolo malsano che oggi non lascia più clamore, come la descrizione di alcuni personaggi che incarnano sempre uno dei peccati capitali sul quale si basa l'intero romanzo.

«Il super poliziotto calvo mi fece l'onore di una visita in redazione e io ebbi dal direttore il permesso di riceverlo nel suo ufficio. Il direttore è un cinquantenne di nome Rodolfo, che ha perduto tempo fa il vizio del fumo e adesso si consola cambiando una prostituta alla settimana. Io non lo biasimo per la sua attività di puttaniere...»

Si nasconde nell'intera vicenda anche una sorta di messaggio quasi irriverente, come il riferimento ad una Chiesa lussuosa e dai tratti terrificanti quanto scandalosi, quando si legge:

«La chiesa è fatta così...non ha riflessi per la rivoluzione ma ne ha per la reazione: è come un cobra, paralizza intrusi e ficcanaso!»

Ma questo romanzo va preso come una semplice favola, d'altronde fatti e personaggi sono frutto dell'abilità letteraria dell'autore, anche se tutti sappiamo che dietro ogni favola o leggenda metropolitana si nasconde sempre una morale pungente e sempre più spesso più realistica di ogni fantasticheria.

 

Approfondimento

Il sangue sporco del passato è un libro per adulti, per gente che non si scandalizza facilmente. Io lo definirei un soft noir visto che gran parte dell'opera si concentra di più sul fascino del sesso, sugli apprezzamenti maschili verso la donna e un po' meno sulle descrizioni dei delitti, sul macabro e sui fatti essenziali del poliziesco. L'abilità di Michele Lazzerini credo sia quella di creare un'atmosfera erotica credibile e vissuta. Usa un linguaggio fluido e allo stesso tempo a cavallo dei tempi.

Il libro, la scrittura sono ben riusciti, anche se modestamente credo che in qualche maniera aggiungendo qualche particolare alla storia tutta la vicenda narrata avrebbe avuto una maggiore potenza letteraria nonostante il buon livello. Sono sicuro che molto presto avremo modo di leggere un altro bel romanzo di questo autore, capace di trascinare il lettore tra le righe in una maniera caparbia e intensa.

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