Categoria: collana pesci rossi

Recensione di Le libertà di uno stronzo di Vincenzo Cappella

Qualcuno crede nel destino, altri contemplano solo la volontà delle nostre azioni. Andreas, il protagonista di questa storia, non si solleva dalle sue responsabilità, non si giustifica chiamando in causa il destino. Al contrario, si colpevolizza, trascinandoci con la sua storia nel mondo oscuro e violento di cui ha fatto parte, per scelta, ingenua e debole. Ma con forza tornerà il riscatto, come spesso accade quando si supera quello che sembrava un punto di non ritorno. Una breve storia, tra il thriller e l´horror, che racconta esperienze fuori dal comune, ma reali, ai margini delle nostre vite, presenti silenziosamente finché non sfociano in delitti.

Andreas è un ventenne nella media attratto dalle voci secondo cui una setta si sia formata in città, un gruppo di persone incappucciate che si ritrova la notte a celebrare misteriosi riti. Non c´è un vero motivo ma Andreas vuole scoprire se le voci son vere ed entrare a far parte del gruppo. Dopo un primo periodo di prova diventerà un membro a tutti gli effetti di questa organizzazione, costituita gerarchicamente, che celebra con regolarità funzioni la notte fonda.

Il meccanismo inizia a muoversi. Andreas dapprima affascinato racconta in prima persona, con la voce del rimpianto, quanto lui stesso sia stato solo un ingranaggio schiacciato dal resto. Il capo della setta, Paride, regge le fila. Organizza le funzioni e soprattutto manovra Andreas, offrendogli la nuova vita che cerca, ospitandolo e procurandogli un lavoro, ovviamente illegale. In poco tempo Andreas perderà il contatto con la famiglia, gli amici, e distruggerà il rapporto sentimentale con Chiara. Paride, uomo brutale e senza scrupoli, riuscirà a spaventare Andreas e a farlo diventare succube. Le funzioni segrete si susseguono indisturbate caratterizzate da efferata violenza, orge, uso di miscele di alcool, droghe e pozioni, e sacrifici tra le fiamme. Il lato oscuro di persone che di giorno fanno gli impiegati, i commessi, gli operai. In un clima di sfrenato fanatismo le vittime subiscono violenza, vengono incise e stuprate. Un racconto a tratti raccapricciante che scoperchia una realtà avvolta nel mistero che ripugna, smuove le coscienze, turba.

Andreas inizierà a perdere tutto e si renderà conto di come questo mondo assorbe tutta la sua esistenza e di come la malvagità non fosse ciò che desiderava. Con coraggio riuscirà a compiere un gesto importante che è il simbolo del suo riscatto. Andreas pagherà i conti, e li pagheranno anche le persone che lo amano. Si chiamano conseguenze. Il protagonista avrà il merito di assumersi le proprie responsabilità, di accettare serenamente le cattive conseguenze del suo comportamento con lo scopo di cambiare la propria persona.

Le libertà di uno stronzo di Vincenzo Cappella è certamente una lettura particolare, osservare tra le righe il deteriorarsi della vita di questo ragazzo non suscita sensazioni piacevoli, il tema dell´esoterismo non è certo visitato in chiave affascinante come capita in altri testi, ma se ne esalta il potere malvagio sulle persone, se ne smaschera il lato perverso e meschino. Il messaggio più grande che Vincenzo Cappella desidera mandare, a mio avviso, è però positivo: anche quelli che a noi sembrano “mostri” possono cambiare, la redenzione è possibile se il cuore non si è del tutto piegato abbastanza al male. La presa di coscienza di Andreas non è solo limitata all´esperienza con la setta, ma coinvolge il rapporto con i genitori, il lavoro, l´amore. È dunque una valutazione onesta sulle scelte compiute, rappresenta una maturazione dell´individuo.

 

 

Approfondimento

Una storia forte, non senza picchi drammatici. La scrittura attinge spesso dal parlato, considerando che il narratore è un ragazzo giovane la scelta è coerente, anche se, a mio parere, questa è un´arma a due tagli. Se da un lato rende la narrazione verosimile dall´altro intermezzare con un narratore esterno avrebbe dato modo di variare lo stile del linguaggio con lo scopo di rendere il racconto più interessante e completo.

Vogliamo la libertà. Ma dove ci porta? Le nostre scelte compiono il nostro percorso, non sempre facile, non sempre soddisfacente. Possiamo mischiare destino, colpe, casualità. Ma siamo sempre noi a continuare a scegliere, a fare, magari a disfare e poi a rifare qualcosa di nuovo. E in ognuna di queste cose, nella parte più profonda del male e anche del bene vi è la libertà. La nostra libertà.

abc
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