Categoria: come leggere

Meno chat è un libro in più

Sono un ragazzo degli anni '80, non sono allergico alla tecnologia. Sono stato testimone della sua rivoluzione, mi son fatto coinvolgere e appassionare, come la maggioranza di noi. E sono stato fin da adolescente un buon lettore. La tecnologia non è nemica della lettura, ha solo cambiato la quantità di informazioni e di libri accessibili nonché i modi attraverso i quali questi sono fruibili. Di conseguenza sono cambiati anche i nostri comportamenti in relazione alla forma scritta: la necessità di filtrare, di diversificare, di scindere l'elemento pubblicitario dal valore di ciò che leggiamo e molti altri aspetti pratici ancora, ci fanno essere lettori diversi. Non gli stessi degli anni '80, ad esempio.

L'impressione, però, è che la tecnologia (nel senso più ampio tra le sue applicazioni) ci stia aiutando più a comunicare tra di noi che a comunicare con noi, sostituendo i tipici meccanismi di interiorizzazione, comprensione, valutazione della realtà e di comparazione con noi stessi che sono propri della lettura. La lettura è confronto, quello con se stessi è il più importante.

[caption id="attachment_51802" align="aligncenter" width="650"]Il modo migliore per scoprire e scoprirsi? Leggere. Il modo migliore per scoprire e scoprirsi? Leggere.[/caption]  

La tecnologia ci semplifica la vita ma non sempre ci migliora

 

Venti anni fa si comunicava molto meno in tempo reale, gli SMS avevano un costo, non tutti i ragazzi possedevano un cellulare. Dunque si comunicavano le cose più importanti: "sei arrivato, tutto bene"? alla fine di un viaggio. Magari oggi risponderemmo che siamo arrivati, che la temperatura è di 14 gradi ma per fortuna abbiamo la nuova sciarpa. Sì, quest'anno va il verde. Vuoi vederla? E invieremmo anche una foto.

Perdiamo tempo. Il tempo è prezioso, anche da giovani, anche per leggere.

Controllavo la mia cronologia su un noto servizio di messaggeria istantanea e notavo che in qualche anno ho scambiato oltre 60.000 messaggi, io, che non sono un assiduo utilizzatore. Partendo dalla camminata a testa bassa dei ragazzi riesco a supporre che i più giovani riescano a inviare decine di migliaia di messaggi ogni mese. Ho fatto qualche conto e ho fatto anche mente locale: quante volte stavo messaggiando durante la lettura con il risultato di perdere ogni volta la concentrazione? E quanto tempo ho perso a discapito di un libro? Supponendo che io abbia impiegato solo 10 secondi a messaggio in questi anni ho trascorso oltre 160 ore  per scrivere la mia, e solo da cellulare. A questo calcolo approssimativo c'è da aggiungere il tempo necessario per leggere ed elaborare il messaggio ricevuto ed elaborare una risposta. Supponiamo, per difetto, che siano almeno altre 160 ore. Arriviamo a 13 giorni. Senza contare le chat web, le mail, i commenti lasciati sui siti e sui social. Se soltanto due terzi dei miei messaggi fossero stati necessari avrei comunque perso 96 ore in questi anni: la chat mi ha rubato una decina di libri, più o meno.

 

E quindi?

Sembra banale, ma forse, facendo un rapido calcolo vi renderete conto di aver trascorso più tempo a esprimere opinioni che a coltivarne delle nuove, più solide e motivate, attraverso la lettura. Inoltre si è sempre parlato dei videogames e della Tv come di  strumenti diversivi in grado di togliere tempo prezioso ad attività più utili alla nostra formazione. C'è stato anche per me un periodo in cui non ho aperto un libro e giocavo 4/5 ore al giorno ai videogames del momento, fa parte della vita di un ragazzo, è inutile porre regole. Sono esperienze, non si butta via niente. Possiamo però porre dei limiti, e credo che in questo senso il "nuovo" elemento da limitare sia proprio la chat.

I più giovani hanno bisogno di una guida per comprendere le priorità, ma pure chi è più grande a volte le dimentica, quindi: pensiamoci tutti.

"Non ho tempo, non so dove trovare il tempo per leggere" è un problema facilmente risolvibile. Un po' di chat in meno (1/2 ore alla settimana) significa poter leggere qualche libro in più.

Ps: quando avete finito un bel libro non dimenticatevi di aprire subito la chat e di consigliarlo a vostro figlio o a qualche amico!

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Leggere 40 pagine al giorno…toglie il medico di torno!

I lettori forti in Italia sono pochissimi: circa il 14% della popolazione legge almeno un libro al mese. Forse ci lasciamo abbattere dalla stanchezza, dall'eccessiva pigrizia, o dalle nuove tecnologie che attraggono i giovani con stimoli continui ed immediati, lasciando così indietro il tempo da dedicare alla lettura. Si crede che per diventare lettori forti ci voglia tempo - che spesso non abbiamo - e che sia un processo che si coltiva fin dall'infanzia. Ma lettori forti si può anche diventare a sedici, venticinque o quarant'anni, non c'è un'età stabilita, basta volerlo. Ma quanti di noi desiderano fare così tante cose, magari contemporaneamente, senza, alla fine, concluderle o portarle al termine? La forza di volontà finisce per fregarci tutti. Ora, di fronte alla realtà dei fatti, leggere cinquantadue libri all'anno sembra una cifra esagerata e una missione impossibile. Tuttavia, qualcuno sembra credere il contrario.

E adesso ti spiego anche perché.

La soluzione sta nel trovare una motivazione valida che ti spinga a raggiungere un obiettivo giornaliero. Ad esempio, Chiara Gamberale, nel suo libro "Dieci minuti", ci racconta come abbia ritrovato la sua serenità, imponendosi di fare qualcosa di nuovo per dieci minuti al giorno, ogni giorno per un mese. Un altra iniziativa che vede coinvolti un centinaio di giovani intraprendenti appassionati è il forum letterario Goodreads; il quale provvisto di una sezione ludica, organizza una serie di sfide letterarie che stimolano a leggere un certo numero di libri o di pagine entro la fine dell'anno corrente, coinvolgendo i propri utenti anche in sfide a tema mensili. La stessa forza di volontà e voglia di condividere si incontra nell'obiettivo di un gruppo di studenti al primo anno dell'università Cattolica di Milano; ossia quello di "sfidare" il colosso dei social network. La campagna di cartellonistica e comunicazione studiata dai ragazzi parla chiaro: "Molla Facebook, Read a Book". L'iscrizione a Readbook.it,  il socialreading dedicato al mondo della lettura disegnato dagli universitari,  è un passo successivo alla lettura. "Sul nostro socialreading - spiega Matteo Cuturello, vent'enne - ci si iscrive dopo avere letto un libro, perché qui si discute esclusivamente di libri". Il meccanismo è semplice: dopo essersi registrato al portale, l'utente ha la possibilità di pubblicare le recensioni degli ultimi libri letti per poi discuterne con gli altri partecipanti al portale.

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Si tratta di piccoli obiettivi, che diventando quotidianità, ti permettono di raggiungere successi incredibili. E lo sa bene anche Julien Smith, amministratore delegato di Breather che ci svela i suoi segreti per riuscire a leggere cinquantadue libri all'anno: "Per fare un confronto, il corpo reagisce con forza alle grandi ferite, e usa molte energie per guarirle. Si cura meno invece delle piccole ferite, e di conseguenza i tempi di guarigione si allungano. Quindi darsi un obiettivo alto ti aiuterà ad affrontarlo con serietà."

Il primo passo, secondo Smith, per riuscire a leggere cinquantadue libri all'anno, ossia un libro a settimana, è leggere quaranta pagine al giorno. Un obiettivo decisamente più ragionevole che fa sembrare l'obiettivo finale molto meno spaventoso! Tutto ciò è fondamentale anche a livello emotivo e ti darà la sensazione che sia fattibile. Come secondo passo, fatelo diventare un'abitudine: trovare il posto giusto ad ogni cosa non è facile, specialmente per chi, come me, non ha così tanta forza di volontà. Quindi voglio provare a fare ciò che Smith suggerisce, ossia trovare il giusto posto a quelle quaranta pagine nella mia giornata: di mattina bevendo il caffè prima di andare a lavoro, oppure leggendole sul tram o sul treno, in un parco in pausa pranzo, o prima di dormire. Ognuno trovi il suo tempo nella propria giornata, e se lo tenga stretto quel momento, senza farselo scappare. Il terzo passo, è sfruttare ogni momento libero per leggere anche quelle due pagine che ci mancavano per raggiungere il nostro traguardo giornaliero. Ciò ti aiuterà a rimanere al passo con la lettura, cosa che diventerà il tuo punto di forza e ti darà una certa gratificazione. Ma cosa succede se ci imbattiamo in un libro noioso? Nessun allarme! Arrendersi va bene, più o meno. Incepparsi in un libro poco interessante è capitato a tutti, basta metterlo momentaneamente da parte ed iniziarne uno nuovo, magari più breve, per poi riprendere in mano quello sospeso, di tanto in tanto, fino a terminarlo. È permesso imbrogliare quanto basta per non arrancarsi e darsi per vinti: "La scadenza stringe e rischiate di rimanere indietro? È il momento di trovare una scappatoia. Scegliete un libro veloce, che magari avete già letto, o qualcosa di piacevole e leggero. Lo scopo è migliorarsi la vita, non sentirsi degli incapaci" suggerisce Smith.

Ultimo passo, ma non meno importante, è non rimanere indietro. Non “fare debiti con te stesso” e non prendere tempo, pensando di poter recuperare e leggere in seguito. La scadenza settimanale ti aiuterà a mantenere il passo con il tuo obiettivo: rimanere indietro, invece, potrebbe farti dubitare del fatto di potercela fare e, alla fine, spingerti a mollare. Si tratta di una bella sfida, che, se preso come un gioco stimolante, potrebbe aiutarci ad imparare ad essere più produttivi, a leggere di piú e a riporre quel pesante "mattone che costruisce l’abitudine di portare a termine le cose".

 Ah, e soprattutto... ricordati di dormire.

Fonti: Medium, Goodreads, Readbook

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