Categoria: Cornelius Gurlitt

Il tesoro di Hitler: trovate altre sessanta opere d’arte a casa di Cornelius Gurlitt

È una notizia balzata mercoledì 12 febbraio agli onori della cronaca. Si irrobustisce l’entità del tesoro di Hitler: infatti ben sessanta quadri sono stati ritrovati nella casa di Salisburgo di Cornelius Gurlitt, figlio del mercante d’arte Hildebrand Gurlitt, che aveva nascosto durante in periodo nazista  oltre 1500 opere. Il tesoro si va ad aggiungere a quello trovato lo scorso anno nell’appartamento di Monaco del medesimo. Si tratta di opere sottratte agli ebrei e ritrovate dalle autorità tedesche. Ai quadri di Chagall, Klee e Matisse ora si aggiungono dei Picasso, Renoir e Monet. Il tesoro è di entità inestimabile, ma il portavoce  di Cornelius, Stephan Holzinger, dichiara che ancora non è accertato che si tratta di opere razziate.

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Si fa più acuto il dolore dell’ottantunenne Gurlitt, il quale nel precedente blitz a Monaco di Baviera ha dichiarato che sarebbe stato meglio che le scoprissero dopo la sua morte, visto che gli avevano sottratto l’unico amore della sua vita. Gurlitt è in custodia dalla fine del 2013. Molti dei capolavori ritrovati a Monaco lo scorso novembre, invece, erano parte di quelli classificati dal Terzo Reich come “arte degenerata” e pertanto sequestrati dai musei tedeschi nel 1937 o poco dopo.

“Arte degenerata” perché “deviante” , espressione della “corruzione ebrea”, che poteva influenzare negativamente la razza ariana. Quanto accaduto durante il nazifascismo è l’espressione del maltrattamento dell’arte ad uso di un regime che ha bruciato i libri considerati eretici, perpetuando un abitudine inveterata risalente ai latini. Pensiamo ad Ovidio, al suo esilio a Tomi, sul mar Nero , per un carmen, come lui  lo definisce, l’ars amandi.

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